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venerdì 5 dicembre 2014

Canotto galeotto

 Qualche anno fa per festeggiare degnamente il diploma di maturità di mia figlia Silvia organizzai una vacanza di due settimane in un centro vacanza attrezzato con tutti i confort per il benessere psicofisico;  Era situato sulla meravigliosa costa Smeralda.

Due settimane di puro relax e divertimento.

Le camere del resort avevano tutte le finestre ed i balconi affacciati sul mare, per cui si godeva di un panorama superbo, da togliere il respiro. Palme, pini marittimi e spiagge bianchissime e sull’orizzonte tante isole che spuntavano come gemme dall’acqua azzurra. Le premesse c’erano tutte per vivere una vacanza da sogno.

Ma il relax finì subito quando mi resi conto che Silvia non era la ragazza acqua e sapone, che credevo fosse.

Del resto era da prevedere che una ragazza con un fisico avvenente come il suo avrebbe attirato lo sguardo di tutti i maschietti che si trovavano in villeggiatura; quello che non avrei mai immaginato fu che Silvia, non soddisfatta delle semplici occhiate e blandizie suscitate, si mostrava in modo spregiudicato per provocare volutamente quegli sguardi libidinosi. Per tali fini indossava tanga succinti e reggiseno ridotti a due pezzettini di stoffa, che appena coprivano la punta delle tette, ancheggiando in modo osceno in ogni occasione.

Alla fine, non sopportando oltre quel modo di atteggiarsi che lasciava immaginare una mentalità da troia, con mio grande imbarazzo, mi rivolsi a mia moglie affinché la richiamasse all’ordine e ad un comportamento più dignitoso.

Ma mia moglie reagì in modo imprevisto; accusandomi di essere un bacchettone asseriva che non ci fosse nulla di male nel comportamento di Silvia; addirittura la difese sostenendo che alla sua età era normale suscitare le attenzioni dei maschi considerato era una bella ragazza e che fosse ostentarla con orgoglio, anche per creare buone opportunità di trovare marito.

Pensai: Marito? Non si rendeva conto che la figlia appariva agli occhi dei più come una zoccola! Quella le grazie le metteva in mostra come una puttana di strada; la classica zoccola vogliosa che voleva tutti i maschi per se!

Ti rendi conto che la sera non sappiamo con chi esce e cosa combina? E poi rientra a notte fonda!
Ma basta! Lasciala respirare! È giovane! Se non si diverte ora! Quando?
Con tutto il rispetto! Credo che Silvia si stia divertendo piuttosto a portarsi a letto tutti giovani del centro! Questo è il comportamento di una puttana!
Puttana? Sara quella zoccolona di tua nipote! Quella si che è una puttana! Sara quella zoccolona di tua nipote! Quella si che è una puttana! Stupida e troia! Non c’e uomo in paese che non l’abbia scopata! Per non parlare della madre, tua sorella, un puttanone galattico degno della tua famiglia!
Ok! È meglio finirla qui! Quando metti in mezzi i parenti! É meglio smetterla
Si! finiamola qui! Perché ne avrei cose da aggiungere! E lascia tranquilla Silvia! É venuta qui per divertirsi e noi dobbiamo farci i cazzi nostri! La vita è sua! Hai capito?
Va bene! Porca puttana quando si dice che in questa famiglia uno non conta un cazzo!

Mi lanciò uno sguardo truce; afferrò la borsa e si avviò impettita verso la spiaggia.

In spiaggia era facile rintracciare Silvia, perché era l’unica ragazza circondata da uno sciame di maschi.

Alla fine della fiera pensai di fottermene, erano cazzi suoi si fa per dire e quindi in considerazione che non potevo farci nulla, impotente e rassegnato mi disinteressai delle porcate che combinava, ormai conclamata ad unanime dei villeggianti come miss troia.

La sera evitavo di frequentare gli altri ospiti per non dovermi trovare a sentire il pettegolezzo che radio scarpa diffondeva sulle imprese porno di Silvia.

Cercai di rilassarmi come meglio potevo, bagni, tennis e terme. Inoltre, gli animatori del villaggio non ci lasciavano un attimo in pace. Da zelanti operatori turistici si guadagnavano il pane intrattenendoci con i più assurdi giochi di società.
Le disgrazie non vengono mai da sole, perché mia moglie in uno di questi intrattenimenti ameni riportò la lussazione della caviglia. Era una cazzata, ma per lei rappresentò un ancora di salvezza perché diventò la giustificazione per non farsi più coinvolgere in quei giochi stupidi, che odiava.

La vacanza stava finendo, ancora due giorni e l'incubo sarebbe terminato. L’unica che se l’era goduta alla grande fu proprio Silvia. perché credo che sia riuscita a concludere in tempo utile il giro di giostra con tutti i giovani del villaggio, staff compreso.

Ma le sorprese non erano ancora finite. Nonostante tutto quell’estate diventò la stagione nella quale ha avuto inizio la splendida avventura che cambiò la mia vita.

Due giorni prima della fine della vacanza ci fu un grande spettacolo. Quella sera eravamo seduti ai tavolini approntati nel grande salone, per goderci il solito show.
Sul palco gli animatori si cimentavano in brevi scenette comiche, che a volte coinvolgevano anche i villeggianti. Silvia era un ospite fissa e veniva sistematicamente trascinata sul palco soprattutto nei giochi più ambigui. Gli animatori da veri bastardi l’avevano sgamata, quindi si divertivano a coinvolgerla in scene in cui poteva esibire compiaciuta, senza alcun ritegno, le sue generose forme, molto gradita dagli spettatori maschili.
Quella sera accadde l’imprevisto. Ad un certo punto il capo degli animatori invitò tutti a seguirlo sulla spiaggia.

Mia moglie, chiaramente non venne.

“ATTENZIONE! Chiedo la vostra attenzione!

Brusio di voci poi silenzio e tutti gli occhi e le orecchie erano concentrate sul capo degli animatori.

Alle mie spalle potete ammirare un vasto canneto! Facilmente percorribile al suo interno! Che servirà al caso nostro!

Brusio e poi silenzio.

Giocheremo al nascondino! (brusio con sorrisi) Lo so qualcuno di voi sta ridendo sotto i baffi pensando che sia un gioco puerile e adatto ai bambini! Si sbagliano di grosso! Confondersi con la natura non solo è un talento, ma per i nostri progenitori delle caverne rappresentava la salvezza o la morta! Quindi quel gioco antico ha le sue origine nella preistoria dove già da bambini imparavano a nascondersi per sfuggire da adulti ai feroci predatori. Oggi, che viviamo in case confortevoli e sicure sapremmo mimetizzarci con i suoi colori come fanno alcuni animali? Adesso lo scopriremo! Ho voluto rendere il gioco più divertente! Ognuno di voi sarà legato al polso del compagno; ogni coppia correrà a nascondersi! L'ultima coppia che resterà in gara vincerà una cena gratis, a base di pesci!

evviva! urrà! (in coro)

Mi girai verso Silvia.

hai per caso un compagno?
No! Papà! Stasera voglio farti compagnia! To! Legami al tuo polso! Aspetta! Mi tolgo il vestito! Preferisco giocare in costume da bagno! É una serata calda e illuminata dalla luna!

Come al solito, ogni occasione era buona per esibirsi e attirare l’attenzione degli astanti. Quella sera decisi di non arrabbiarmi, anzi anche io seguì il suo esempio.

Hai ragione! La luce argentea lunare cela meglio la pelle abbronzata nel canneto! Anche io mi metto in costume da bagno!

Le altre coppie quando ci videro spogliare ci imitarono e in pochi secondi sulla spiaggia si formarono cumuli di vestiti.

Adesso io e la mia collega Giorgia conteremo fino a cento! Al mio via correrete a nascondervi! VIA!

Non era facile correre con i polsi legati: io con il polso sinistro e lei con quello destro.

“Facciamo così! Io corro davanti e tu mi segui!
Va bene papà! Laggiù in quello affossamento!
Dai gettiamo a terra!

Alcune coppie ebbero la stessa idea, ma trovando il posto occupato si allontanarono in fretta.

CENTO! Adesso diamo inizio alla caccia!

Sai! Non è stata una bella idea! Quei due stanno venendo proprio da questa parte! Conoscono il posto! Veloce andiamo via! Di là!

Ci buttammo in mezzo al canneto. Dopo aver percorso un sentiero sterrato scorgemmo un nicchia scura e senza pensarci un secondo ci siamo lanciati dentro come razzi.

Ma.....

mmmm aaaaaaaaaaaaaa mmmmmm dio mmmm sto godendo mmmm aaaaaa

Ci trovammo davanti una giovane coppia e precisamente due sposini. Si erano visti poco in giro perché passavano più tempo in camera da letto che al mare. In quel momento capivo il perché; quei due approfittando della situazione stavano scopando con grande slancio fregandosene di tutti e della gara.

mmmm Teresa mmmmm cazzo hai una fica ingorda mmmmm to to to mmmm sempre affamata mmmm ti amo mmmmm
mmmmm aaaaaaaaaaa Giovanni mmmm mi fai impazzire aaaaaaaaaaaa chiavami forte mmm sto godendo mmmmm si si si mmmm siiiiiiii mmmm

La luce argentea li illuminava totalmente. I corpi nudi erano confusi in una stupefacente posizione alla missionaria. Il giovane teneva sollevate in aria le gambe della ragazza mentre si agitava con il suo corpo muscoloso in mezzo alle sue cosce spalancate.

Aaaaaaaaaaaaaaa mmmmmmmmmmmmm aaaaaaaaaaaaa

Mi rivolsi a Silvia.
É meglio allontanarsi da qui! Quei due stanno facendo troppo baccano! Attireranno l'attenzione del capo animatore! Dai! da quella parte!

La scena di sesso mi aveva messo i sensi i subbuglio. In quel periodo bastava poco per mandare in orbita la mia fantasia erotica perché erano mesi che non facevo più nulla con mia moglie.
Da qualche tempo passavo molte ore sul computer a navigare nei siti porno. Dopo aver fatto una abbondante scorpacciata di immagini di tette, culi e fiche pelose, mi menavo il cazzo in una piacevole sega fino al sacrificio estremo. Del resto a quaranta cinque anni, nel pieno delle forze fisiche, ero certamente in grado di dare ancora moltissime emozioni al gentil sesso.

Così ci allontanammo da quella alcova improvvisata e ci dirigemmo verso la spiaggia. Ad un certo punto il canneto terminò e ci trovammo completamente esposti all'aperto, sulla spiaggia. Non c'erano più nascondigli.

A pochi metri da noi notammo un grosso canotto capovolto.

papà guarda laggiù! Scorgo le sagome degli animatori! Cazzo stanno arrivando verso di noi!
Già! Siamo fritti! Addio cena di pesci!

Facemmo appena in tempo a buttarci dietro il grosso canotto

“Siamo fottuti! E adesso come ritorniamo nel canneto?

Silvia scorata:
“Già è' impossibile raggiungerlo, non faremmo in tempo! Ci vedrebbero subito! – ad un tratto prende coraggio – guarda la! Mi è venuta un idea!
“Quale?
“Ficchiamoci sotto il canotto! Non c’è il motore! Potremmo nasconderci sotto! sicuramente nessuno ci troverà!

Era un ottima idea. Diedi retta a Silvia e gattonando ci avvicinammo all'apertura.

“Dai! Dentro! Veloci!

Ci fu un attimo di perplessità quando infilammo la testa nel buco. Il cunicolo poteva ospitare comodamente un sola persone; anche due ma solo una sull'altra come le sottilette.

Che facciamo?
Stanno arrivando! Dai papà infiliamoci lo stesso! tu sotto e io sopra di te!
Ok!

I polsi erano legati in modo tale da permettere di entrare insieme ma con le parti anteriore a diretto contatto, uno di fronte all'altro.
Superate le prime difficoltà, ci trovammo sotto il canotto come due sogliole schiacciate una sull'altra, praticamente come un hamburger!
Respiravamo in silenzio in trepidante attesa che gli animatori superassero il canotto.

La situazione rivelò subito le sue insidie.
Il diretto contatto con il corpo di Silvia iniziò a provocarmi delle reazioni impensabili. Le tette erano schiacciate contro il mio petto e premevano forti e tali da avvertire la tonicità della loro consistenza. Il ventre era perfettamente allineato al mio e cosa sconvolgente il caldo monte di venere urtava il mio cazzo.
Scoprì di non essere indifferente a quella aderenza, perché suscitava un forte turbamento dei sensi che in pochi istanti esplose nel mio corpo come un terremoto di adrenalina: irriguardoso verso Silvia, considerato che era una reazione inaudita per un padre.

Ergo: con i sensi alterati da quella situazione assurda, in pochi secondi mi trovai a gestire un imbarazzate erezione del cazzo che spingeva spudoratamente verso l'alto.

Appena il cazzo iniziò a pulsare avvertì una reazione nel corpo di Silvia.
Non disse nulla ma cercava di evitare il contatto provando a spostare il pube, tentavi che si rivelarono inutili perché il poco spazio a disposizione non faceva altro che accentuare l’attrito tra il mio cazzo e il suo postribolo di venere, aumentando l’intensità di attrazione.

Alla fine quel movimento si rivelo fatale per i miei sensi, e forse anche per i suoi.

Silvia! Ti prego stai ferma! Non fai che peggiorare la situazione! Non riesco più a controllare le mie reazioni!
“Papà! ma che ti prende? Scommetto che è la reazione a quello che hai visto prima!

Non gli passava minimamente per la testa che ero eccitato da lei, dal contatto con il suo corpo.

“Scusami! Ma è stata una reazione istintiva! Se ti da fastidio usciamo!
Così quelli ci beccano! Voglio vincere! Cercherò di resistere fino a quando non si allontanano!
“Resistere?
Si! Insomma! Di sopportare questa situazione spiacevole! Tu piuttosto cerca di concentrarti su qualcosa di meno erotico! Così quel coso si ammoscia!
É una parola! Con te sopra!

Cazzo mi era scappato il motivo dell’eccitazione.

“che vuoi dire? Sei eccitando per me?
Silvia! Sono mesi che con tua madre non facciamo sesso! Mi basta poco per eccitarmi! E tu! certamente in questa posizione! Non fai altro che buttare benzina sul fuoco! La carne è debole!
“Cazzo ti sei eccitato dal contatto con il mio corpo? Sono tua figlia!

Non sapevo cosa rispondere.

“So chi sei! Ma i sensi a volte reagiscono a prescindere! Sono reazioni inconsce! Sconsiderate! Porca puttana sei una donna! ci tocchiamo proprio nelle parti più sensibili! Come cazzo faccio a controllarmi!
Almeno sforzati di pensare ad altro!

Invece:

“Ma papà! Che stai facendo? mi stai toccando il culo?
Silvia! Non posso farne a meno! Non so dove mettere la mano! E poi ti confesso che ho una gran voglia di farlo!

“Tu sei pazzo?
“Scccccc Sono qui! Zitta!

L'ambiente angusto, il caldo, il sudore giocarono un brutto scherzo. La mia mente si perse in fantasie iperboliche che attingeva linfa dalle immagini di tutte le scene porno di cui mi ero nutrito nelle estenuanti navigazione in internet; ora l’aderenza del mio corpo con quello di mia figlia mezza nuda, alla fine aveva prodotto l’effetto di un ebbrezza ingestibile dalla ragione! Così eccitato come un cane in calore, cedetti agli istinti pulsionale più bestiali; quindi annullato ogni barriera morale lasciai sfogare liberamente la libidine e la cupidigia che quel giovane corpo suscitava: la mano guidata dalla mia mente eccitata iniziò ad accarezzare in modo lascivo il suo stupendo culo, che lo percepì tonico e liscio come la pelle di una pesca.

Papà fermati! Cazzo! Papà....
“ssssss sono qui! Non parlare più! Sono davanti al canotto!

Gli animatori si erano fermati proprio davanti all'imbarcazione. Ero talmente eccitato da non riuscire più a controllare le mie reazioni. Avevo voglio di infilargli la mano nella fica. Tremavo tutto e il desiderio di sesso molestava ogni singolo neurone. Alla fine presi una decisione difficile e cedetti agli istinti alterati dalla follia erotica liberatasi da qualsiasi regola morale.
Con la mano slegata spostai di lato il costume e iniziai a razzolare come un folle nella carne morbida della fica, alcune dite affondarono subito nella calda fenditura provocando un lievissimo singulto che le usci dalla sua bocca e invase il mio orecchio, come un soffio caldo, molto eccitante, che lei ha strozzato con forza:

Mmmmmmmmmmmmmmmmmmm

Le labbra della fica erano molli e bagnate. Mentre incalzavo in quel sublime avvallamento, un altro lieve singulto usci dalla sua gola, tremò tutta e lo domò schiacciando la bocca sulla mia spalla facendomi sentire gli incisivi.

Silvia pur di vincere quella gara stava sopportando tutto. La sua cocciutaggine e l'indole da troia si rivelarono altrettanto alleate preziose delle mie intenzioni lascive. La presenza degli animatori inoltre creò una ottima opportunità che non potevo farmi sfuggire. Silvia, in quelle condizioni, non poteva fare altro che incassare rassegnata la mia folle azione. Lo sgrillettamento della fica le piaceva molto, considerato che aveva divaricato leggermente le cosce con la chiara intenzione di facilitarmi il compito. Era un invito palese a continuare.
Ormai il dado era stato tratto. Non mi rendevo conto di nulla, nemmeno del fatto che si trattava di incesto. Per me era una ghiotta occasione da cogliere al volo, indotto peraltro della castità forzata a cui mi aveva condannato mia moglie. Dovevo quindi concludere degnamente quell'avventura. Il cazzo duro, sofferente racchiuso sotto il costume, pressava anelando di forzare quel tempio proibito. Nonostante la difficoltà dei movimenti, riuscì a tirarlo fuori dal costume.
Il più era fatto. Poi impugnandolo come una elsa iniziai a strusciare la cappella tre le fenditure della fica, continuando a stimolarla con più incisività.
Silvia, con il fiato in affanno, si accostò con la bocca all'orecchio, sussurrando:

Porca puttana! Sto impazzendo! Smettila di giocare! Ti vuoi decidere a ficcarlo dentro!

Effettivamente è stato l'unico momento di indecisione, ma in presenza di un palese invito di Silvia a varcare la soglia proibita, qualsiasi resistenza morale andava a farsi fottere; così aiutandomi con la mano libera lo puntai con decisione contro le molli labbra divaricandole.
Un caldo intenso avvolse la cappella nell’istante in cui oltrepassò la soglia di quel santuario del piacere. Poi diedi una piccola spintarella verso l’alto  ed il resto del tronco si trovò interamente e profondamente conficcato dentro il caldo e accogliente forno di Silvia a consumarsi dal piacere.
Il singulto stavolta fu più forte, ma non era più un rischio visto che gli animatori si erano allontanati:

mmmmmmmmmmmmmmmm si mmmmmmmm cazzo mmmm papà sei un un pazzo mmmmm da manicomio mmmmm
“Ho fatto qualcosa di sbagliato? Mmmmmm
No! Mmmmm Va tutto bene! Ora chiavami mmmmmm chiavami mmmmm forte mmmm
con grande piacere mmmmmmm Però ho una gran voglia di baciarti le tette mmmmm tirale fuori mmmm visto che ho le mani occupate! Mmmmm
mmmm si mmmm tutto quello che vuoi papà sei un demonio mmmmm ma adesso chiavami perché mi hai fatto venire una voglia e l’idea di chiavare con te in queste condizioni mi fa sballare la testa mmmmm

Si abbassò il reggiseno e come d'incanto mi trovai la faccia immersa in mezzo a quei grossi e morbidi meloni.

mmmmm che delizia mmmmmm che bellezza mmmm sto sognando mmmmm
si aaaaaaaaaaaaa mmmmmmm sollazza la tua bocca! Mmm Papà il tuo cazzo mi sta facendo impazzire mmmmmmm
non te l'aspettavi? Una esperienze così! E pensare che mi hai fatto dannare!
mmmmmmm perché?
perché mi dava fastidio il fatto che ti scopassi tutti i maschi del villaggio! Mmmm Cazzo che troia che sei! mmmmm
mmmm aaaaaaaaaaaaaa mi piace chiavare mmmmmm ho sempre voglia di chiavare mmmmmm lo farei per ore e ore! non smetterei mai di chiavare mmmmmmmm
“Cazzo ma sei ninfomane! ora la devi smettere di andare in giro a farti fottere dal primo che incontri mmmmmmm se hai bisogno di un cazzo! Ci penserà papà mmmmmm hai capito? mmmmm a soddisfare la tua fama! Di cazzo mmm
Aaaaaaaaaaaaaaaa mmmmmmmmmmm si mmmmmmmmm si mmmmmmm chiavami mmmmm fottimi forte! Mmmmmmm montami come una cagna mmmm
“si mmmm la mia cagnetta mmmmmm mi piace l’idea hahahah

Nonostante l'angusto spazio riuscivo a chiavarla con grande forza. Da sotto spingevo energicamente  e tale da sollevarla insieme al canotto. Se qualcuno l'avesse visto avrebbe trovato strano vedere quell'imbarcazione agitarsi come una enorme testuggine.

mmm tesoro mmmm sto per sborrare mmmmm
“Papà vai tranquillo  mmmm prendo la pillola mmmm aaaaaaaaaaaaaaaaa si mmmmmmmm
e vai mmmmmmmm to to mmmmm

Con la mano libera la tenni ferma dalla zona lombare per scarica gli ultimi colpi secchi ed energici in profondità, alla fine mi bloccai dentro di lei inondandole l'utero:

mmm to to to mmm aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhh
aaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

Peccato che la vacanza fosse finite visto che avevo trovato un motivo per renderla più piccante.

Quel giorno fummo la coppia vincente perché uscimmo dal nascondiglio a notte fonda, dopo avere esaurito tutte le cartucce. Quella notte trovammo un altro angolo di paradiso dove di sbizzarrirci in tutte le posizioni possibili ed immaginabili scoprendo che Silvia oltre a essere una vorace mangiatrice di cazzi era una eccellente pompinara.

Così va la vita.

Guzzon59 

domenica 21 settembre 2014

Sorella terapia

Un anno fa, quando mia moglie mi lasciò, fui preda di una grave crisi depressiva.


Perché, dopo una vita serena, trovarmi da solo alle soglie della terza età mi fece venire l’angoscia di dover vivere il resto della vita, solitaria.
  Un vero incubo.



Quello che mi faceva incazzare di più era il fatto che la stronza se ne andò via con un uomo più anziano di me, quasi sessanta enne.


Mia sorella Franca, in quel brutto periodo, si era messo in testa di aiutarmi  psicologicamente, spronandomi a superare il momento di crisi nel cercare una nuova compagna; per questo motivo, a volte, tentava di farmi conoscere sue amiche divorziate o vecchie zitelle arrugginite.
Erano tentativi nobili ma inutili perché se avessi avuto bisogno di una donna sarei andato a puttane.
Non mi mancava il sesso ma l'affetto di mia moglie, la sua dolcezza e anche la bellezza, una maniaca delle diete che a quaranta due anni gli permetteva ancora di ostentare un fisico asciutto e magro, piacevole a vedersi.



Franca non poteva sapere che la crisi nasceva dal vuoto lasciato da mia moglie e dalla difficoltà di capire i motivi che l'avevano indotta a lasciarmi, per giunta per un rudere umano, anche se i soldi del vecchio paperone forse sono stati l'elemento catalizzatore del suo istinto egoico.


Ero disperato e passavo molto tempo chiuso in casa, davanti ad un televisore acceso a prescindere dalle trasmissioni in rete, arrovellandomi il cervello attorno a quei problemi angoscianti.
In quelle circostanze mortificanti mia sorella Franca quando non mi vedeva per parecchi giorni, piombava in casa come un ariete, forzando il mio esilio e riempiendo di luce e di ossigeno le stanze sature di aria stantia.


“Ennio! Ora basta! Cazzo! Non puoi distruggere la tua vita per colpa di quella stronza!
“Franca! Ti prego! Lasciami in pace! Cazzo! Mi sento una merda! La mia vita non ha senso senza di lei! Lo capisci?
“Quella puttana ti ha lasciato per quattro soldi di merda! Per sempre! Lo capisci? Devi reagire! Porca vacca! Ma guarda come ti sei ridotto! Sembri uno zombie! Barba lunga! Occhiaia! Occhi rossi! Poi puzzi come un cadavere! Scommetto che non ti lavi da giorni?

Vorrei morire! Non voglio più vivere!
Se devi farla finita? allora buttati dalla finestra! Stai rendendo a tutti la vita difficile! Sono preoccupata per te! Sei mio fratello! (pianto)

Ennio commosso dallo sfogo di Franca, si alzò dal divano, emaciato e indebolito; abbracciando la sorella:

Scusami Franca! Lo so che sei preoccupata per me! Ti chiedo di capirmi!
sono disperata! Vederti ridotto come uno straccio mi fa una pena!

Continuando a piangere.

Ennio le asciugò le lacrime e tenendola abbracciata promise che da quel giorno sarebbe cambiato.


“Domenica festeggeremo i diciotto anni di Cristina! Mi farebbe piacere se ci fossi anche tu! Lei ci tiene e soffre molto per questa situazione! L'altra sera l'ho trovata che piangeva perché aveva paura che tu morissi!
“Mi dispiace! Per tutte le pene che vi sto creando!
“Testone! Non ci crei nessuna pena! Sei della famiglia! E ci teniamo molto a te! Perché ti vogliamo tanto bene!
“Grazie di tutto! Anche io vi voglio bene! Domenica ci sarò!
“Ci tengo! E sopratutto! Sbarbato e ripulito di tutto punto! Hai capito? Di tutto punto!
“Farò del mio meglio!

Era la prima domenica di Agosto e faceva un caldo infernale.
Franca abitava in una zona residenziale. Aveva comprato una casetta con un ampio giardino e alte siepi, che lei curava in modo maniacale.

Quel giorno c'erano tutti i miei parenti: Mario, mio cognato, il piccolo Alessio, Cristina e Marco, il suo moroso.


Dopo il pranzo, prima della torta, che sarebbe arrivata verso le cinque del pomeriggio, su invito di Franca mi ritirai nella camera da letto di Alessio, a riposare.
Effettivamente mi sentivo uno straccio.
Mi gettai sul letto. Ma il caldo intenso non permetteva alcun ristoro. Così decisi di raggiungere il resto dei parenti in giardino, da dove arrivavano le voci allegre e ridenti.
Dopo aver fatto toilette, prima di raggiungere il giardino, mi affacciai dalla finestra.
Proprio sotto, allungati su un telo, c'era Cristina e il suo moroso. A causa del caldo intenso si era tolta i vestiti rimanendo in mutandine e reggiseno, mentre Marco era in pantaloncini corti e a petto nudo. Intorno a loro non c'era anima viva.
Forse non era il caso di disturbarli perché facevano tenerezza; ma anche invidia vederli abbracciati, mentre si baciavano con grande enfasi.
Un quadretto romantico che ad un certo punto si colora di qualcosa di conturbante.



Marco, dopo aver spostato di lato le mutandine di Cristina, con le dita inizia a razzolare nelle fenditure della fica imberbe. Lei restava completamente in estasi, gambe totalmente spalancate, che mettevano in evidenza ogni minimo particolare della sua giovane fica.
Mi stupì il loro atteggiamento così libertino e imprudente, considerati il luogo e la situazione. Un altro particolare attrasse la mia attenzione che spiegò il comportamento audace dei ragazzi.
Nel parcheggio non c'era l'auto di mio cognato; visto che non si vedevano ne il ragazzino e ne mia sorella Franca dedussi che erano andati via, forse a cercare la torta.
I ragazzi si sentivano sicuri e quindi vogliosi di quagliare quella situazione in fretta e furia.
Mi piaceva quella intimità, per cui, restando parzialmente celato dietro le tende, decisi di spiare quei giovani amanti. Anche perché mi piaceva anche il ruolo del guardone.
La situazione diventava sempre più incandescente. Marco si era abbassato i pantaloncini esponendo il suo cazzo, che detto fra noi non era un granché, sicuramente più piccolo del mio e forse non all'altezza di quella meravigliosa fica di mia nipote.




Per Cristina doveva essere comunque qualcosa di appetitoso visto che lo guardava con un intensità tale da farmi venire i brividi alla schiena. Senza esitare allungò la mano delicata verso quel cazzo duro; lo strinse saldamente per poi iniziare ad agitare il polso, su è giù. Da come lo impugnava e lo menava si intuiva che la piccola peste non era alle prime armi con certi argomenti.

Quel moto di voluttà mi destò i sensi e in pochi minuti mi lasciai trascinare dai flutti possenti di quella correte di adrenalina, somatizzando l'istante in una possente erezione.

Mi ero eccitato e la voglia di partecipare a quell'effusione mi costrinsero a fare un gesto azzardato. Mi tirai fuori il cazzo pulsante e voglioso di essere al posto di quello di marco, sicuramente con una figura estetica migliore e certamente più apprezzabile dalla nipotina.


Comunque in sintonia con i movimenti della mano di Cristina iniziai a muovere la pelle del mio pene, facendola scivolare fino in fondo. Immaginando che fosse lei a stimolarmi.
La cappella era diventata un globo scuro e lucido come un specchio, che si alimentava dal sangue che affluiva copioso e ubbidiente agli istinti sessuali, che tormentava la mia mente, fortemente stimolati dalla scena erotica in atto.

 
Concentrai lo sguardo sulla giovane coppia, spaziando su ogni particolare, come un sonda che con accuratezza rilevava ogni minima parte del giovane corpo di mia nipote: cosce ben tornite; culo a mandolino; ventre piatto e tette generose e bianche come le neve.

La mente sembrava la memoria di un PC che con perizia matematica registrava quelle immagini sensuali e conturbanti.


Marco intanto incalzava nelle cosce di mia nipote mentre lei si accaniva sul suo cazzo che sicuramente in quel momento aveva battuto il record della rigidezza. Nello stesso istante si baciavano con grande passione. Sembravano due vulcani in piena eruzione. Indubbiamente nessun evento avrebbe potuto destarli da quell'effusione arrivata alla ennesima potenza, nemmeno la fine del mondo.
Nella scale dei valori dell'eccitamento tra zero e dieci, prima della sublime sborrata, stavo superando quota otto, mancavano ancora pochi colpi e poi sarei arrivato a dieci. Ma accadde qualcosa di imprevisto che interruppe drammaticamente quella meravigliosa escalation di emozioni.


Ennio! che stai facendo?


Ero talmente concentrato a nutrire la mia mente dell'impegno erotico di Cristina con il suo ragazzo, che non badavo più a nulla.
Franca, misteriosamente, si era materializzata al mio fianco. Mi bloccai all'istante, con la mano ancora serrata attorno al pene.




Franca, imbarazzata, si bloccò a fissarmi il cazzo e cercando di capire la situazione guardò fuori dalla finestra. La scena intanto si era sviluppata in un sublime pompino da parte di Cristina. La ragazza si era inginocchiata davanti la grembo di Marco cimentandosi in un bocchino intenso.

Tutu …. ti stai masturbando? guardando tua nipote?

Non riuscivo a parlare. 


Allora mi venne un idea pazzesca per uscire da quella situazione imbarazzante.


“Tu ...tu avevi ragione! Forse dovrei riempire quel vuoto con una donna! Quando ho visto Cristina e Marco in quelle condizioni mi sono eccitato e ho capito che cosa mi mancava, ho seguito un impulso, irresistibile e per pochi minuti ho dimenticato le mie angosce! Ti chiedo scusa per quello che ho fatto! Per me è stato importante scoprirlo! perché si è rivelato la scintilla che mi ha sbloccato dalla depressione!
Franca, dopo un attimo di incertezza, con occhi riflessivi e con espressione meno scioccata,  mi invitò a continuare:


Allora continua! Se ti fa sentire bene! continua!


“Ora mi sento imbarazzato! Non c'è la faccio a continuare!

Stavo per sistemare i pantaloni. Franca era ancora perplessa e riflessiva. All'improvviso mi fermò la mano.


“Fermati! Non puoi mollare così! ti aiuto io! Se questo è quello che ti fa star bene! Allora è meglio farlo! Credo che possa definirsi una terapia! Se non riesci a continuare da solo, forse, potrei darti una mano!
“Una mano? E come?
“Tu continua a guardare Cristina e Marco, al resto ci penso io!
“Non capisco?


Non c'era molto da capire quando si inginocchiò davanti a me e con
entrambe le mani afferro il cazzo.

Poi iniziò a stimolarlo in tutta la sua lunghezza fino a fargli raggiungere di nuovo un rigidezza notevole, che sottolineò con un sorriso compiaciuto.


Mi sentiivo imbarazzato. Mia sorella Franca mi stava facendo una sega mentre alimentavo la mia libidine con le porcate che la figlia stava facendo in giardino;
perché intanto la situazione si era evoluta in una scena infernale. Cristina stava galoppando sul grembo di Marco, sollazzandogli gioiosamente il cazzo con la fica in un fantastico smorza candela.



La ragazza sembrava una vera Cowgirl in pieno galoppo.
Anche Franca rimase colpita appena vide la figlia chiavare in quel modo selvaggio.
E lo dimostrò a modo suo, perché la mano prese a muoversi più veloce, come se volesse trasmettermi il suo ardore. Sicuramente anche lei si era eccitata dalla imprevista situazione incandescente.
L'eccitazione raggiunse l'apice quando Cristina si era messa a pecora e Marco da dietro la stava trapanando come un ariete.

Il corpo longilineo di Cristina in quella posa metteva in risalto le meravigliose forme del suo corpo: culo rotondo, cosce piene, ventre piatto e tette generose che, quando non erano preda della mani di Marco, oscillavano come grosse provole.
Mentre osservavo quei giovani amanti darsi l'uno all'altro con grande foga,  un dolce tepore si sparse attorno al cazzo. Abbassai lo sguardo e mi trovai davanti ad uno scenario mirabolante.

mmmmm Franca! Mmmmm cazzo! Che fai! No! No! non puoi mmmmm

Non poteva rispondere perché la sua bocca si stava cimentando in un
meraviglioso pompino.

Cazzo non pensavo che mia sorella arrivasse a tanto e per giunta fosse anche così brava.

Notai che l'altra mano la teneva infilata in mezzo alle grosse cosce intenta a sgrillettarsi la fica. Da quel gesto, così palese, capì che si era fatta coinvolgere anche lei dai sensi, trasformando il suo impegno da crocerossina disinteressata in qualcosa di più sensuale.

mmmm Franca mmmmm mmmm cazzo quanto sei brava mmmmmm

Dopo un po si fermò. Alzò il capo e con una sguardo lucido e sensuale.


“Ennio! Lo voglio dentro di me! Voglio essere chiavata da te! ora mmmm ti prego! Non resisto più! Ho voglia di essere chiavata!
“Ma Franca! Cazzo c’è tuo marito!
“Ha portato Alessio in palestra, a vedere i suoi amici che giocano a pallavolo! Prima delle cinque non rientrano! Cristina è impegnata in giardino! Possiamo farcela! Ti prego!

Mia sorella mi stava implorando di scoparla. Non eravamo più dei ragazzini. Lei era una donna matura di quaranta cinque anni. Col tempo si era ingrossata, ma tutto sommato non era male. Una donna in carne, vogliosa che pregava di essere chiavata. Tuttavia c'era un altro ostacolo da superare.
“Ma è incesto! Lo sai? Forse stiamo sbagliando?
“Arrivati a questo punto! Non mi importa nulla di quello che è! Lo faccio per il tuo bene e anche per il mio! Ennio non puoi mollarmi in questo stato!



Mentre pronunciava quella frase fissava vogliosa il mio cazzo. Secondo me, dei miei problemi non gliene fotteva più nulla. In quel momento la sua testa ardeva dal desiderio del mio cazzo e lo voleva a qualunque costo. Fratello o no, Franca fremeva come una cagna in calore e devo confessare che quell'atteggiamento lascivo mi aveva conquistato.
Del resto, accontentando i suoi sensi alterati avrei placato anche i miei che erano infiammati e che bruciavano nella mente come un fuoco devastante. La soluzione offerta da mia sorella, in quel momento, era quella più adatta alla situazione. Una calda fica era meglio della mano o di niente.
“Va bene, appoggiati con le mani al davanzale della finestra!
Si appoggiò con le mani allargando le gambe e inarcando il culo; come fanno in natura le femmine in calore, quando vogliono attirare l'attenzione del maschio. Esibendosi in una superba pecorina.
Le sollevai la gonna arrotolandola  sulla zona lombare e mettendo in mostra il grosso culo che come un enorme mappamondo campeggiava sotto i miei occhi eccitati; le abbassai le mutande di cotone, facendoli scivolare sulle caviglie; la sua grandiosa fica mi aggredì in modo viscerale. Il panorama era superbo e meritava tutta la mia attenzione. Un culo bianco, rotondo e pieno; diviso sublimemente dalla nicchia vaginale.
 

“mmm hai una fica corposa e un bel culo! Sorellina! Lo sai?
“Si! Si” mmmm prendimi subito! ti prego! Non resisto più!

Aveva ripreso a sgrillettarsi la fica.
“Aspetta! Voglio renderti il favore! La tua fica mi ispira! Mmm ammazza che fica che hai! Bella grassa e bagnata!
“mmmmm si mmmmm
Avevo infilato due dita nella un cavità umida e tra le labbra molle e voluminose, incastonate divinamente in mezzo alle cosce grasse e bianche; iniziai a muovere la mano per penetrarla fino in fondo, poi presi a chiavare quel caldo cunicolo la con le dita, energicamente.
“si mmmm mmmmm si mmmm aaaaaaaaa mmmmmmm
“E' troppo succulenta! Mmmm
“si mmmmm dio mmmm chiavami mmmmmmm Ennio sto impazzendo! Ora fammi sentire il tuo cazzo! mmmm

Seguendo le mie indecenti perversioni potenziate dall’idea dell’incesto, mi ero immerso con la bocca in mezzo alle grosse natiche, leccando a lingua aperta in ogni dove. 
“mmmmmm ti prego chiavami mmmmmmm mmmmm sto impazzendo mmm ho voglia del tuo cazzo! mmmmmm
“Sorellina! ora ti accontento Subito! To mmmmmmm

Mi alzai in piedi e puntando la cappella in mezzo alle grasse lebbra


esterne, la schiacciai contro quelle interne crestate e bagnate, separandole con i pollici.
Quando la cappella sprofondò nella carne viva, diedi una piccola spintarella , sufficiente a permettere al resto del corno di infilarsi come un serpente dentro quella tana infuocata dal desiderio. Poi presi a pompare con vigore, sfogando l’istinto sessuale che mi sconvolgeva i sensi.


mmmmmm aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa si mmmmm si mmmmm
fottami fottami mmmm forte mmmm
“ooooooooooooo cazzo! Sto scopando mia sorella mmmm mi sembra di sognare mmmmm
“aaaaaaaaaaaaaaa mmmmmmmmm muoviti mmmmm guarda Cristina mmm guardala mmmmmm


In quel momento Cristina era stesa sul dorso, con le cosce aperte e la gambe in aria. Marco incastrato in mezzo la stava pompando con forza.

Quel ragazzo non era dotato ma esprimeva molta energia.

La vedo mmmm la vedo mmmmmm to to to to mmmmm
aaaaaaaaaaaaaaaaaaa mmmmmmmmmm mmmmm aaaaaaaaaaaa

Acuti e mugugni che si alternavano in accordo con i moti del mio corpo. La tenevo ferma dai fianchi mentre spingevo con forza il cazzo nella sua fica calda, infiammata dalla lussuria.

Toccami le tette mmm stringi con forza e mmmm fottimi fottimi fottimi mmmmmm


Si era abbassato le spalline del vestito ed il reggiseno fino ai fianchi offrendomi due tette enormi. Ora potevo capire da chi aveva preso Cristina. Quando le afferrai immaginai che fossero quelle della cara nipotina, che in quel momento stava continuando a chiavare sotto i miei occhi con grande entusiasmo.


Era una situazione incredibile. Franca era piegata a pecora davanti a
me, mentre stava incassando l'assalto del mio cazzo duro.

Aaaaaaaaaaaaaaaaa mmmmmmmmmmmmmmmmm aaaaaaaaaaaa
mmmmm Franca mmmmmm non resisto più!
aaaaaaaa sborrami dentro!

Mmmm sono in menopausa! Mmmm

Avevo letto da qualche parte che le donne in menopausa sviluppavano un appetito sessuale esagerato. Forse il caro cognato non le bastava più.


“No! Mi è venuta un idea! Voglio sborrarti nel culo! Ho visto che hai un bel buco largo!
“si si si mmmmmmmm mi piace prenderlo nel culo mmmmmm
Da ragazzo avevo sentito delle voci. Al vecchio parroco piaceva incularsi le pie donne che spesso e volentieri frequentavano la sua canonica.
“Sbaglio o da ragazza frequentavi la canonica di don Michele, con assiduità!
“Si! Si! è stato quel vecchio porco ad incularmi per la prima volta! Mmmm
“ha ha lo avevo sempre intuito! Con la scusa della giovane catechista! Cazzo quel porco!
“Era vecchio ma chiavava divinamente! Mmmm come te! Aveva un cazzo grosso come il tuo mmmmmm
“ahahahahha adesso ho capito! Ahahahha sorellina! Sei peggio di una puttana hahahah
“si mmmmm mi piace fare la puttana mmmmm da oggi voglio essere la tua puttana mmmmm dai inculami forte oooooooooooooooo
Avevo cambiato canale da alcuni minuti, inculandola con veemenza, perché quel discorso mi aveva dato più energia. La tenevo ferma dai fianchi e la penetravo con forza nel buco anale, con fendenti profondi ed energici.
“Aaaaaaaaa mmmmmmmmmmmmm aaaaaaaaaaaaaaa
Nello stesso istante guardavo Marco che si accaniva con fervore su Cristina, si capiva che stava arrivando anche lui al capolinea. La nipote, in quella posa, a smorza candela, mostrava un culo superbo.



“mmmm sorellina! Non mi dispiacerebbe incularmi Cristina! ha un culo da favola mmmmmmm
“mmm Sei un porco debosciato mmmm mmm Se lei ci sta? Sono cazzi suoi mmmmmm dio mmmmmmm sto godendo mmmmmm
“mmmmmm cristo quanto sei puttana mmmmmmm lo sai? mmmmm Ora sto magnificamente mmmm sorellina sei stata la miglior terapia  mmmmmmmmm
aaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaaaa mmmmmmmmm si si si e voglio continuare mmmmm



La terapia della fica della sorella si era rivelata un toccasana. Franca non solo riuscì a farmi uscire dal tunnel della depressione ma diventò di fatto la mia compagna segreta.
Nessuno immaginava che fra noi oltre ad un rapporto fraterno esistesse qualcosa di proibito.

Iniziai a frequentare la casa di Franca fino a diventare un componente fisso, sopratutto del suo letto.

Alla vigilia di Natale chiesi a Cristina se volesse accompagnarmi in un vacanza esotica. Fu entusiasta di seguirmi perché la meta era alle isole Maldive.


Fui fortunato, perché si rivelarono lo scenario perfetto che mi permise di mettere in atto i miei propositi incestuosi. Ma questa è un altra storia. Come avevo immaginato, Cristina apprezzò molto le fattezze del mio cazzo, che diventò un frequentatore abituale del suo culo e della sua meravigliosa e accogliente giovane fica.

La prima volta pensai: Che figlia di puttana! Buon sangue non mente!

Così va la vita

Guzzon59