Translate

venerdì 20 dicembre 2013

Ubriaca


Non avrei mai immaginato che le nozze di mio figlio Carlo diventassero l’occasione per sperimentare il piacere unico di una scopata incestuosa.

Una storia incredibile ma vera.

Era domenica mattina, di un maggio che si preannunciava caldo. Del resto eravamo quasi a giugno.
Appena è arrivato il fatidico momento del “si”, finalmente ci siamo scaricati psicologicamente delle tensioni accumulate durante l’organizzazione della cerimonia nuziale, poi di corsa al ristorante dove abbiamo dato inizio ai festeggiamenti dei novelli sposi.
Eravamo più di cento persone. C’erano i miei fratelli e nipoti, alcuni cugini, insieme ai parenti della sposa e amici comuni.
Il pranzo nuziale è stato servito in pompa magna in un clima d’allegria. Nel tavolo di fronte al mio si erano riuniti i nipoti e altri giovani invitati, tutti insieme si divertivano con schiamazzi, risate e incitamenti agli sposi del bacio.

Tra questi, c’era Annalisa, la figlia di mio fratello, una giovane ragazza un po’ in carne, che avendo un carattere gioioso, si era scatenata.
La sua allegria era coinvolgente, perché alimentava un clima di festa con balli, trenini e quanto la sua mente fosse in grado di realizzare. Aveva l’indole dell'animatrici di feste.

In quella circostanza notai che il cameriere si avvicinava più volte al tavolo dei giovani, per rimpiazzare le bottiglie di vino, che consumavano con una frequenza preoccupante.
In poche ore l’allegria dei nipoti si stava caratterizzando in una buona dose d’ebbrezza. La cosa non m’impensieriva perché la festa sarebbe durata fino a tarda serata e c’era il tempo di smaltire l’eventuale abuso di vino.

La scelta del ristorante “al moro” è stata azzeccata, perché si trovava immerso in un gran parco, che formava una bellissima cornice di piante verdi, ampi prati e piccoli boschi di alberi di platano. Lo sfondo si arricchiva di un orizzonte fantastico, perché la tenuta terminava su una splendida scogliera, che scendeva a picco nel mare.

Nel tardo pomeriggio, durante la sosta, prima della degustazione della torta e dello spumante, decisi di fare una passeggiata nel parco, per aiutare lo stomaco a digerire.

Mi avviai insieme a mio fratello. Dopo aver attraversato i lunghi viali fioriti, ci siamo seduti su una panchina posta ai bordi di un prato verdissimo. Al centro c’erano i nipoti e i giovani amici che scherzavano e giocavano. Tra essi notai che Annalisa era la più sfrenata, perché rideva in continuazione.

“Ho l’impressione che tua figlia abbia esagerato con il vino!
“Già! Si è fatta prendere dall'euforia della giornata! Ma si! Ci sta! Sono giovani! Che si godano pure la vita!
“hai ragione! Magari potessi riavere quei momenti d’incoscienza! Ricordi? Come ce la siamo goduta anche noi, quella meravigliosa età!
“E’ vero! Avranno tempo per pensare ai problemi della vita!

Un po’ alla volta notai che i ragazzi stavano tornando al ristorante.
Anche mio fratello mi invitò a rientrare, gli dissi che l’avrei fatto dopo aver fumato una sigaretta. Così mi diressi verso la scogliera per gustarmi una bionda e, nello stesso tempo, ammirare il panorama incantevole offerto dal mare.

Mentre ero concentrato a fissare l’orizzonte, incantato a guardare la linea sottile tra il cielo e il mare, avvertì la presenza di qualcuno dietro le mie spalle.

“Zio! È uno spettacolo bellissimo!

Era Annalisa.

“Zio, mi offri una sigaretta!

Gliela porsi in mano. Mi accorsi che aveva difficoltà a portarla alle labbra. Allora, l’aiutai ad appoggiarla alla bocca. Tirai fuori l’accendino e gliel’accesi.

Fece un lungo tiro.

Guardò di nuovo l’orizzonte e poi si accostò a me.

“Zio! Mi reggi per cortesia! Mi gira la testa e ho difficoltà a stare in piedi!
“Hai esagerato con il vino!
“E’ colpa di Nicola! Si è messo in testa di ubriacarmi! E io da stupida gli ho detto che sarei stata in grado di sopportare l’alcool!
“ahahahah sei matta!
“Già!

L’abbracciai, cingendogli la vita. Aveva un vestitino sottile e leggermente largo ma, aderente al corpo. La stoffa era piacevole al tatto. La mano si chiuse su un fianco.

Annalisa dopo alcuni tiri, buttò la sigaretta a terra e posò la testa sulla mia spalla, abbracciandomi a sua volta.

“Zio! Mi sento bene in questo momento! Tutto mi sembra incantevole!
“ahahah sarà l’effetto del vino! Ci sediamo su quella panchina?
“Aspetta! Mi è venuta voglia di fare pipì!
“Allora sarebbe meglio che rientrassi al ristorante!
“No! Non voglio perdermi questo momento! Ti dispiace se la faccio dietro quell’albero?
“Ok! Ahahah aspetta che mi allontano!
“Zio! Ti prego! accompagnami! Ho difficoltà a stare in piedi!
“Non credi che sia un po’ imbarazzante per me! Assistere a qualcosa di così intimo?
“sono tua nipote! Praticamente una figlia! Da piccola mi hai visto tante volte fare pipì nel giardino dei nonni! Ti ricordi!
“ahahah certo! Facevi incazzare la nonna!

Mi prese per mano e, con passo insicuro mi trascinò dietro il grosso tronco di platano. Senza badare a me, con disinvoltura, si alzò il vestito leggero e si abbassò le mutandine nere, fino alle ginocchia, quindi si piegò come una rana verso il terreno iniziando a pisciare. La scena mi lasciò di stucco.

Annalisa era una ragazza in carne, con fianchi larghi, cosce rosa e la pelle liscia senza smagliature. Appena si sollevò il vestito e si abbassò le mutandine, la sua figa pelosa mi assalì come una forza occulta della natura, dando un forte scossone ai sensi. Ma quello che scosse i miei pensieri furono gli autoreggenti neri che mettevano in evidenza la pelle candida della cosce. 

La figa corpulenta mi apparve una nicchia piacevole e molto sensuale. In quella posizione le grosse lebbre si aprirono lasciando emergere quelle interne crestate e sormontate in cima dal clitoride. Uno scroscio d’urina iniziò ad uscire formando un laghetto giallo tra i bianchi glutei e le cosce spalancate. Avrei dovuto girarmi, ma lo spettacolo era così seducente che rimasi imbambolato a fissare come uno stoccafisso.

Annalisa, appena finito di pisciare, mi chiese di aiutarla ad alzarsi, perché gli girava la testa. Quando, fu in piedi vidi che indugiava a tirarsi le mutandine.

Mi guardava sorridendo. Poi mi porse la borsetta chiedendo di tirare fuori un pacco di fazzolettini di carta.

“Zio! Ti chiedo un grande favore! Mi asciughi?

Quella richiesta mi fece venire la pelle d’oca. Annalisa era completamente fuori di senno. Non si rendeva conto che la situazione era imbarazzante. Rideva a scatti. Gli occhi erano completamente lucidi e vuoti, oltre non s’intravedeva alcuna coscienza.

Con una vocina sensuale mi implorò nuovamente di asciugarla. Ero scioccato, perché voleva significare che avrei dovuto ficcare la mano in mezzo alle sue cosce.

Oltre tutto, ero anche agitato a causa del suo comportamento, perché continuava a tenersi il vestito sollevato, cosicché le cosce allargate, le mutandine abbassate e gli autoreggenti creavano uno scenario da infarto.
 
Annalisa, completamente incosciente, aveva creato una situazione infernale, che mi stava sconvolgendo emotivamente, suscitandomi un senso di lussuria che non avrei mai immaginare potesse accadere in quella giornata di letizia. La visione della  figa, delle cosce coperte dagli autoreggenti, mi stava scatenando un terremoto di adrenalina. Il cazzo reagì d’istinto e impazzito, ubbidì alle mie reazioni estreme, ingrossandosi fino a diventare duro e pulsante.

Alla fine, dovetti cedere alla sue suppliche insistenti. Tirai fuori un fazzolettino e tenendolo in mano lo appoggiai sopra le lebbra ed il pelo bagnato della figa. Pressai nei solchi per asciugare l’umidità. In quel momento Annalisa reagì con un lungo sussulto, gemendo in modo sensuale.

“Mmmmmmmmmmmmmmmm

Quella reazione mi eccitò. E fui totalmente affascinato dalla carnalità che emanava quei lievi singulti di piacere. La sentivo docile e disponibile. Il suo respiro forte, affannoso, mi stava facendo impazzire la fantasia.  
La pelle della figa era morbida e calda. Il pelo era soffice. Non riuscivo più a prendere le distanze mentali da un desiderio di sesso che la morale comune condannava categoricamente, ma che un sentimento lussurioso cieco e indifferente stava maledettamente animando i miei pensieri.

“mmmmmmm si mmmmmm mi piace zio mmmm

Dopo aver razzolato nell'incavo vaginale, notai che il fazzoletto si era impregnato di liquido e si stava disfacendo, quindi lo gettai. Lei prontamente reagì:


“No! Ti prego continua mmmm ti prego oooo continua aaaa mi piaceva mmm

Stavo in silenzio ad ascoltarla. A meditare sul da farsi. Alla fine, decisi di assecondare quelle suppliche incoscienti, che non facevano altro che alimentare le mie intenzioni lascive, così vinto dalla forza cieca della natura, infilai nuovamente la mano riprendendo a muovere le dita, stavolta senza fazzolettino. Lei, intanto si era appoggiata al tronco del platano, con le cosce spalancate, a godersi il piacevole stimolo. Attraverso la pelle delle cosce avvertivo il suo corpo fremere.
La voglia di accarezzarla mi spinse a maggiore ardore, quindi strinsi con forza la vulva vaginale, provocando delle reazioni estreme, tremori e respiri affannosi con il movimento veloce del petto. Vederla ansimare e godere mi eccitava, per cui mi accanì ancora di più attaccando a pungolare con maggiore energia. Il desiderio di vederla gioire, alla fine, mi portò ad affondare alcune dita nella carne viva, penetrandola in profondità.

“mmmmmm si mmmm si mmmmmmmmmmm si si mmmmm

Annalisa diffondeva una energia sessuale incredibile, allo stato bestiale, che era impossibile placare. Mi ero fatto prendere dal gioco. In sostanza la stavo scopando con il dito medio. La vagina in pochi minuti si era impregnata di umori che colavano copiosi sul dorso della mano.
In quel momento si era aggrappato alle spalle e tenendosi serrata a me, si lasciava stimolare come una porca. Era bellissimo sentirla partecipare in quel modo.

“mmmm mmmmmmmmm si si mmmmm è meraviglioso mmmm godo mmm

Non riuscivo più a fermarmi. Il sangue mi bolliva nelle vene e in pochi secondi mi venne una gran voglia di andare oltre.

Mentre gli stimolavo la figa, decisi di sbottonarmi i pantaloni e tirarmi fuori il cazzo, assecondando una grande brama di masturbarmi, così, dopo aver armeggiato riuscì ad estrarre un cazzo rigido e dolente. Finalmente stavo sperimentando su di me qualcosa di piacevole. In un primo momento avevo deciso che mi sarei limitato a spararmi una sega, e nello stesso tempo a dilettarmi a grattargli la figa. Ma non avevo fatto i conti con i miei istinti bestiali. Col passare dei minuti mi venne un forte desiderio di rovistare con il cazzo duro nello scoscio infuocato di Annalisa.


La voglia di infilarglielo in mezzo alle gambe dominava ormai la mia mente. Così, mi appoggiai a lei, sollevandola quel tanto da poter ficcare il pene in mezzo alle cosce calde. Glielo spinsi nell'incavo vaginale e poi presi a masturbarmi con il movimento concitato del bacino. Sentivo il caldo avvolgente della figa che scorreva sulla massa dura. Pensai che in quel modo avrei preso due piccioni con una fava. Sollazzare il cazzo e stimolare la fica della cara nipotina, in un sublime reciproco piacere dei sessi.

“Mmmmmmmm si si mmmm si zio mmmm ho voglia di sentire il tuo cazzo dentro di me! Ho voglia di scopare mmm ora mmmm
“mmmm sei calda mmmm dio mi stai facendo impazzire mmmm sei il demonio in persona! mmm che cazzo devo fare? Porca miseria anche io ho un gran voglia di sbatterlo dentro sta fica infernale mmmmm

Fino a quel momento non ci avevo ancora pensato a fare quel passo. Mi era rimasto un briciolo di ragione che mi tratteneva dall'intraprendere quel gesto tremendamente proibito. Tuttavia, ero talmente eccitato e la situazione era così compromessa che non riuscivo più a pensare ad altro. Alla fine, in piena confusione dei sensi, i freni inibitori si sbriciolarono e furono soverchiati dagli istinti animali, primordiali: così decisi di accontentare la cara nipotina e gettarmi a capo fitto o se preferite con il cazzo duro in quell’inferno incestuoso.

“ma si… muoia Sansone con tutti i filistei… non ce la faccio neanche io! Nipote o no! Ho una gran voglia di chiavare! To mmm to mmm prendilo tutto mmmm
“mmmmm si si si mmmmmmmm

Mi abbassai quel tanto da poter puntare la grossa cappella tre le fenditure bagnate della fica di Annalisa. Fu gioco facile, perché erano talmente impregnate di umori vaginali che scivolai dentro comodamente, fino alla base dei coglioni. Un caldo torrido aggredì subito il cazzo e poi fu l’inferno a scandire i ritmi di quella sconvolgente scopata.

“to to to mmmmm mmm to to to cazzo come sei calda!
“Mmmmmmmmmm aaaaaaaaaaaaaaa mmmmmmmmmmm aaaaaaaaaaa

L’avevo placcata con le spalle contro il tronco del platano e gli tenevo sollevato un a gamba per aiutarla a restare in piedi e nello stesso istante poterla chiavare agevolmente in profondità. Mi sembrava di essere in paradiso. Le cosce di Annalisa erano morbie e calde. La chiavavo con impeto e con grande slancio emotivo.

Infatti, mi ero incastrato tra le gambe aperte e ficcavo dentro la sua meravigliosa fica con un furore bestiale. Dovetti placare le sue labbra carnose per attutire i gemiti che erano diventati degli acuti.

“Aaaaaa mmmmmmm aaaaaaaaaaaa mmmmmmmmmmm

Erano acuti e suoni gutturali, che si alternavano, in una sequenza quasi lirica, sottolineando quel concerto di archi e violini. I fendenti erano secchi e profondi. La sentivo tremare come un fuscello. Gli occhi erano sbarrati e lucidi. Si teneva aggrappata alle spalle, mentre incassava la mia azione impettuosa.

“Mmmmmm aaaaaaaa mmmmmmmmm

Dopo alcuni colpi micidiali, cominciai a sentire i primi impulsi di sborra che avevano assalito la radice del cazzo. Allora mi strinsi a lei, e iniziai a martellare con più forza, penetrandola con un cazzo duro e indeformabile come l’acciaio, che trasformarono i colpi in azioni devastanti, tali da sconquassargli la fica.

“Mmmmmmmmm aaaaaaaaaaaaaaa godo godo mmmm è bellissimo mmmmm

Alla fine di una serie di movimenti convulsi e continui, mi bloccai dentro di lei, la strinsi dai fianchi e mi abbandonai dentro il suo utero, scaricando una intensa e lunga sborrata e poi fu il diluvio universale a diffondersi dentro di lei.

“Mmmmmm to to   mmm to to mmmmmmmm zoccola mmmm puttanella ti piace il cazzo e? to to mmm to
“Mmmmmmmm si mmmmmmmmmmmmmm si si mmmm mi piace mmmm

Fu l’unico momento in cui mi sfogai, proferendo parole oscene, che si intonavano perfettamente alla situazione.

Nello stesso istante sentì qualcuno che stava urlando il mio nome. Cazzo era mio fratello e il padre di Annalisa. Mi composi in fretta. Gli tirai su le mutandine e gli aggiustai il vestito. Era già alle mie spalle.

“Che sta succedendo?

Annalisa era completamente in catalessi. Dopo la scopata si era rilassata e stava appoggiata al tronco del platano come un manichino inanimato. Sembrava una zombie.

“Si è sentita male!
“Lo sapevo che finiva così! Sta cretina! E’ ubriaca! Tu vai dentro che ti stanno aspettando per il taglio della torta! A lei ci penso io! Ei aspetta! Hai i pantaloni tutti sporchi di vomito?

Erano gocce di sperma e fluido vaginale.

“Urca!
“Porca miseria! Sta cretina! Tieni! Pulisciti con questo.

Mi porse un fazzolettino di carta.

Mi dileguai in fretta, lasciandoli lì, lui a sostenere Annalisa, mentre stava cercando di rianimarla. Impresa difficile, poiché era completamente in coma e appagata fisicamente, non gli restava altro che portarla a casa e metterla a letto.

Dopo un quarto d’ora vidi mio fratello che stava brindando insieme agli altri. Mi avvicinai:

“Annalisa che fine ha fatto?
“E’ in auto che sta dormendo beata! Quando si riprenderà faremo i conti! Quella cretina stava rovinando la serata!
“L’hai lasciata da sola?
“No! Con lei c’è papà! Ha detto che non gli piacciono i dolci e non beve più da tanto tempo! Per fortuna altrimenti mi sarei perso questo momento!
“Ah!


Al termine della serata, quando tutti gli invitati erano andati via e gli sposini fuggiti in viaggio di nozze, notai papà che stava entrando nel ristorante.
Mi avvicinai per salutarlo. Lo sguardo mi cadde sulla cerniera lampo dei suoi pantaloni, era aperta e cosa sconvolgente, i bordi erano completamente impregnati di “vomito”, se così è lecito chiamarlo.

Durante la serata, spesso, mi ero chiesto se Annalisa, dopo i postumi della sbornia, si fosse ricordato qualcosa di quel giorno speciale.

La mente non l’aiutò a ricordare l’evento, ma ci penso madre natura a farlo emergere, quando alcuni mesi dopo la sua pancia iniziò a ingrossarsi rivelando una gravidanza imbarazzante e misteriosa, considerato che la ragazza non era fidanzata.

Unico dilemma:  chi era il padre?

Così va la vita.

Guzzon59

lunedì 2 dicembre 2013

La diretta di calcio

Un sabato pomeriggio.

“Sandra!

Il padre, la chiamava dal salotto, dove stava comodamente stravaccato sul divano, a guardarsi la partita di calcio della nazionale italiana.
La madre, che non condivideva la passione sportiva del marito, era andata a trovare la vicina di casa, per dedicarsi al gossip sugli inquilini del condominio, mentre centellinavano un caffè vaporoso.

“Si! Papà!

Senza distogliere lo sguardo dal televisore.

“Nel frigo trovi le uova, il latte, il filetto di manzo, una confezione di sugo e la pasta, che ho comprato stamattina! Sono di papà! Fammi la cortesia di portarglieli!
“Ma papà! Proprio adesso! Sono in contatto con le mie compagne di scuola! Lunedì abbiamo la prova di latino! Non potresti farlo tu domani mattina?
“Sandra è la cena del nonno! Lo sai quanta rogna quello? È un vecchio brontolone! Se non gli arriva il cibo è capace che mi toglie il saluto!
“Non capisco che cosa ci trovi a guardare ventidue imbecilli in maglietta e mutande che corrono dietro ad un pallone! Preferisco gli sport individuali!
“De gustibus non disputandum est!
“Sta a vedere cha alla fine la scema di casa sarei io! Va bene! Vado! vado!

Sandra uscì, facendo dondolare la borsa della spesa, e suo malgrado si avviò in direzione dell’appartamento del nonno, che era a soli due isolati di distanza.

Suonò e dopo qualche istante la porta si aprì.

Il nonno:

“Veloce! entra! L’Italia sta battendo un calcio di punizione! Stavolta segna!

Si dileguò rapidamente verso la stanza da letto. Da quando era rimasto vedovo passava la maggior parte della giornata a letto a guardare la tv. Il vecchio aveva fatto spostare l’impianto nella camera, utilizzando il mobiletto con la specchiera come supporto del televisore e telecomando in mano, via con lo zapping.

“Nonno! Caspita anche tu sei un patito del calcio! È proprio un vizio di famiglia!
“Scusami tesoro! Se vuoi qualcosa da bere! serviti pure!
“Va bene! Va bene! Metto la spesa in frigo!
“Mi faresti un favore?
“Si!
“Sono rimasti solo dieci minuti di partita, più il recupero! Potresti mettere una pentola d’acqua sui fornelli?
“Certo nonno! Volentieri! Se vuoi ti preparo anche il sugo?
“Magari! Non mi dispiacerebbe se una sera mangiassi qualcosa di decente!
“Nonno! Cosa ne pensi se ti preparassi la cena? Ho in menta qualcosa di sfizioso!
“Grandiosa idea! Sei una dolce nipote!

Sandra, gratificata da quel gesto di affetto, guardò il nonno e si accorse di un particolare che gli era sfuggito, che suscitò la sua indole di crocerossina.

“Ma nonno! Sei in accappatoio! E hai i capelli bagnati!
“Ero sotto la doccia! Ho fatto appena in tempo ad uscire, quando mi sono ricordato che stava iniziando la partita! Caspita non me la sarei persa per nulla al mondo! Mi asciugherò i capelli dopo!
“No! Non è una buona idea!Rischi di prenderti un malanno! Adesso ci penso io!
“Ma!

Sandra corse in bagno a procurarsi l’asciugacapelli.
Ritornò indietro con l’apparecchio e il filo della corrente elettrica in mano; guardò in giro in cerca di una presa, dove attaccarlo.

L’avvistò sotto il mobiletto posto su un lato del lettone matrimoniale. Congiunse la presa e si sedette al fianco del vecchio.

“Nonno protesti metterti in posizione seduta! Così mi faciliti il compito!
“Sei una testona! Mi ricordi tua nonna! Adesso addio telecronaca! Non sentirò più nulla!
“L’importante è che vedi! Ormai dovresti sapere cosa dicono!
“Già!


Sandra accese l’asciugacapelli ed inizio a soffiare l’aria calda sui capelli brizzolati del nonno. Si era procurata una spazzola con la quale lo pettinava tirando la zazzera all’indietro.

Il vecchio stava fissando le ultime azioni della partita. Pensò che se avesse alzato il volume forse poteva sentire uno scorcio di telecronaca. Cercò il telecomando e quando lo trovò, sentì un brivido nella zona lombare.

Sandra si era seduta incrociando le gambe come gli indiani d’america, poiché indossava una succinta minigonna, si erano scoperte. Notò che il telecomando era finito proprio in mezzo alle cosce, vicino all’angolo d’Afrodite, che emergeva in tutta la sua superba sensualità. Ma ciò che fece venire i brividi al vecchio, fu la visione delle mutandine che si perdevano in mezzo ai glutei, la stoffa non era spessa e lasciava intravedere una leggera peluria del pube e la fessura vaginale, costituendo uno scenario da infarto.

La reazione fu immediata. Il vecchio rimase fulminato da quel panorama conturbante, a prescindere dal fatto che appartenesse alla nipote.
Era un uomo virile e certe immagine erano ancora al centro dei suoi interessi vitali.
La morte della moglie aveva lasciato un grande vuoto, soprattutto a letto. Rammentava spesso quando si chiavava la vecchia sfogando le fantasie erotiche che lo tormentavano. Dopo la sua morte, per placare i pungoli che sopravvenivano, quando lo stimolavano la visione di una bella gnocca o situazioni eccitanti, ricorreva alla pratica tradizionale della pugnetta.
L’assenza della moglie la sentiva, soprattutto quando era eccitato e con una gran voglia di farsi una gaudente scopata, magari con una di quelle giovane donne che vedeva aggirarsi per la città, in abiti succinti, e che erano diventate il sogno ricorrente delle sue fantasie erotiche.

L'effetto di quella fonte conturbante fu l’erezione del cazzo, scontato, che in pochi secondi raggiunse una dimensione ragguardevole.
In quella situazione, essendo in posizione seduta, il palo, scuro coma la pece, s’innalzò in alto, come un obelisco, fuoriuscendo dall’accappatoio. Era impossibile nasconderlo.

Inoltre, non fece in tempo a celarlo, a causa di un’azione concitata e congiunta tra lui e la nipote.

Fu una fatale coincidenza tra il gesto di impossessarsi del telecomando e lo sguardo della nipote che si posò sul suo cazzo, simultaneamente.
Nel momento in cui allungò la mano per impadronirsi del telecomando, toccò la superficie di cotone, sotto la quale si percepiva la morbida e  tiepida figa. Quel gesto attirò l’attenzione di Sandra.

La ragazza, sentendosi le parti intime sfiorate dalla mano del nonno, abbassò il capo ed incrociò lo sguardo con il cazzo eretto del vecchio, che s’innalzava in alto in tutta la sua potenza virile, esibendo una cappella grossa e rotonda.

Il nonno davanti allo sguardo scioccato della nipote rivolto sul cazzo, rimase bloccato in quel gesto.

Quella situazione gli provocò un sussulto all'inguine e la fantasia si accese come un potente incendio. La mano stretta attorno al telecomando, tremò e restò ferma nella posizione, incastrata in mezzo alle cosce di Sandra, con la sporgenza delle nocche pressate contro la vagina.

Sandra ebbe un brivido al basso ventre, quando sentì il dorso della mano che premeva contro la sua figa, e nello stesso tempo non riusciva a staccare lo sguardo dal grosso cazzo scuro, che spuntava oscenamente dell’accappatoio. Una combinazione incandescente, che gli provocò uno scombussolamento dei sensi.

La situazione era molto imbarazzante e i nostri protagonisti, loro malgrado, si erano lasciati coinvolgere emotivamente in un vortice di sensazioni che indebolivano i freni inibitori, trascinandoli verso uno scenario infernale.

Entrambi, fremevano dell’emozione.
Il vecchio, esperto e opportunista, eccitato come un caprone, continuò a occupare la calda nicchia vaginale, che alimentava un impulsivo libidinoso ormai senza controllo.
Così, accontentando un istinto primordiale compulsivo, da vecchio predone, soverchiò la flebile reazione della giovane ed inesperta nipote, trasformando il tocco involontario in un’azione esplicita, più incisiva e intenzionale.

Il nonno fissando la nipote cercava di interpretare il suo atteggiamento. Era una situazione incandescente che stava degenerando in una manifestazione morbosa di voluttà.

Il tempo passava e, in mancanza di resistenza della ragazza, l’arzillo anziano, seguendo gli impulsi delle sue fantasie erotiche, proseguì nel gesto, accarezzando con maggiore pressione lo scoscio della nipote, che gli appariva come una deliziosa morbida nicchia. Si stava approfittando della situazione, come un ladro, poiché la ragazza era completamente bloccata in uno stato di confusione.
Infatti, il vegliardo si era disinteressato completamente del telecomando e, intenzionalmente, rivolse le sue attenzioni lascive ad altri argomenti.
Alla fine, azzardò un contatto diretto, agendo a mano aperta, che si chiuse sulla figa corpulenta.

Sandra sussultò, come se fosse stata colpita da una folgore.

Le dita cominciarono a razzolare sulla superficie delle mutandine, stimolando il solco delle labbra, che si percepivano umide, attraverso la tenue stoffa.
Sandra chiuse gli occhi e lasciò campo libero al vecchio, incassando, silente la sua azione impetuosa, perché non riusciva più a reagire. Era totalmente soggiogata dall'azione del nonno. Il gesto coraggioso ed imprevedibile, la trovò impreparata. Non se l’aspettava e ancora non immaginava le conseguenze di quella accondiscendenza e flebile reazione.
Così si lasciava stimolare la figa, restando ferma con l’asciugacapelli in mano, ancora in funzione.

In quel momento ci fu il gol dell’Italia, ma, il vecchio caprone, ignorò completamente le urla di giubileo del telecronista e il rumore degli spalti, perché era totalmente concentrato a stimolare la figa della ragazza.
Facendosi più audace, soddisfacendo così una brama sempre più esigente, infilò la mano sotto la t-short alla ricerca delle tette. Quando le raggiunse, ne afferrò una massaggiandola con grande impeto. Quasi stesse impastando farina.

I capezzoli dei seni, erano diventati turgidi e sensibili, a causa degli stimoli della figa, quindi nel momento in cui le mani sfiorarono la punta, Sandra si lasciò andare ad un profondo singulto.

“Mmmmmmmmmmmmmmm

Il vecchio gli tolse l’asciugacapelli dalle mani, lo spense e lo gettò a terra.

Sandra era imbambolata ed incalzata dall'azione del nonno.

Il vegliardo, continuando nella sua condotta depravata, senza dargli tregue, tirò su i bordi della t-short, sfilandola dal corpo della ragazza.
Il petto nudo, si svelò superbo e tonico davanti allo sguardo spiritato del vecchio, quindi, attratto da quel santuario del piacere, si gettò come un pescecane, azzannando con ingordigia le grosse ciliegie, succhiandole con forza.

“Mmmmmmmmmmmm

Sandra era in estasi totale dei sensi. In balia completa delle sue emozioni e delle morbose attenzioni del vecchio, mentre gli torturava il seno.

Il nonno, intanto, gli aveva infilato la mano nelle mutandine e stava incalzando
direttamente la figa, stimolandogli le lebbre crestate, il clitoride e penetrando profondamente con il dito medio nella carne viva.

“Mmmmmmmmmmmmmm
“sei eccitata e bagnata! Ti piace! Ora toccami il cazzo!

Sandra sembrava un robot telecomandato. Ubbidendo al vecchio afferrò il grosso palo e lo menò, sporcandosi le dita di liquido seminale.

“Ti piace il cazzo del nonno?

Non rispose, assentendo con il capo.

“Quando sei bella! Ti mangerei tutta!

Il vecchio, in un impeto di adrenalina, si sfilò l’accappatoio, poi sulle ginocchia si pose di fronte  a Sandra. Fissandola intensamente negli occhi, proseguì nelle sue intenzioni lussuriose abbassandogli le mutande fino a meta coscia, poi, fremente e impaziente di gustarsi quel  giovane corpo, gli infilò il cazzo in mezzo alle gambe, serrandola forte a se.
In quella posizione iniziò a muovere il bacino verso di lei, facendo scorrere la rigida
nerchia nel tempio di Afrodite, strofinando le morbide labbra della fica. Nello stesso istante le mani, affondate nella soffice pelle delle natiche, accarezzavano con energia, quasi a voler affondare in quella cute vellutata e pallida.

“mio dio… mi sembra di sognare! Ho voglia di chiavarti! Ho voglia di penetrarti fino ai coglioni! Non ce la faccio più a tenere a bada i miei istinti! Ho voglia di ficcartelo nella fica m mmmm

Mentre parlava sfogava il suo impeto con carezze vigorose. Il corpo di Sandra era completamente in balia della sua libidine. Lo voleva, lo desiderava, lo agognava, ma soprattutto lo voleva penetrare con la sua lancia.

Spinse la nipote, facendola cadere su un fianco e poi si lanciò sopra di lei, affondando la faccia tra le tette sode stringendole con entrambi le mani.

Afferrò gli orli delle mutandine e le trascinò giù, fino alle caviglie.
Quindi la mise sotto di se costringendola a flettere le cosce verso il viso. La fica leggermente pelosa lo aggredì in tutta la sua stupefacente sensualità. Le labbra interne scure e aggrovigliate in una cresta fitta, attirarono subito la sua voluttà. Si tuffò in quella delizia addentando come un ingordo egoista e leccando con accanimento.

“Mmmmmmmmm

Sandra non poteva trattenere i singulti. Il nonno gli stava stimolando la figa in modo impetuoso. Sembrava un naufrago che cercava di lenire i pungoli della fame, dopo una lunga odissea in mare.

Ed era vero. Il vecchio vedovo stava saziando la voglia di sesso. Una vera e propria crisi di astinenza. La mente stava sfogando il desiderio che aveva accumulato in più di un anno di vedovanza, caratterizzato di seghe sparate davanti alla televisione, quando c’erano le ballerine mezze nude che si esibivano mostravano cosce perfette e culi rotondi, e ampliavano la sua fantasia.

“Mmmmm non ce la faccio più… ho voglia di chiavarti! Ora….

Gli tenne le cosce flesse verso il viso e si inginocchiò davanti, poi spinse la punta del cazzo verso il basso, facendola scivolare tra le fessure umide della figa. Quando vide la cappella sprofondare dentro quella carne morbida e calda, spinse ancora di più il bacino, facendo scompire il resto del corno, dentro quella fucina rovente come l’inferno.

Sandra, che fino ad allora non aveva detto nulla, perché domata dalla forte personalità di suo nonno. Lo aveva lasciato fare quasi per rispetto reverenziale.
Ma, di fronte al fatto compiuto, in presenza di quella invasione potente della sua intimità, appena avvertì il cazzo del vecchio muoversi dentro di lei, si liberò di quello stato di catalessi e lanciò un urlo liberatorio.

“Si iiiiiiiiii mmmmmmmmm dio ooooo quanto è bello oooooo mmmmmm mi piace

eeeeeee
“finalmente sei risorta! mmmm to to ,,,, mi hai provocato con le tue cosce! Sei una puttanella lo sai? Mmmm
“si si mmmm mi piace chiavare mmmmmm dio mmmm mi sembra impossibile che tu mi stai scopando! Mmm si divino mmmm nonno mmmm si si mmmm più forte mmmm
“ai tuoi ordini mmm quanto ho sognato questo momento mmmm volevo andare a puttane lo sai?
“Perché? Sfogati con me mmmm sarò io la tua puttana mmmmm più forte mmm
“si mmmm cribbio mmmm sarai la mia puttana! To to to … che bello sentire il caldo di una figa dopo tanto tempo mmmmmm mmmmm
“mmm nonno come è finita la partita? Mmmm
“chi se ne fotte della partita mmmmù
“ahahahhaha mmmm si si  si mmmm

Erano al centro del letto. Il vecchio gli teneva le gambe sollevate in aria; Lui appoggiato con il ventre sopra di lei, spingeva il cazzo in profondità. Era uno spettacolo osservare le smorfie del viso della nipote, mentre incassava il suo ardore. Più la chiavava e più la sentiva agitarsi come un’anguilla.
Per il vecchio era un piacere sublime godersi quel giovane corpo, sodo, magro e privo di smagliature, che fremeva sotto di lui.

I due chiavavano con grande slancio e non sospettavano che in quel momento c’era uno spettatore non invitato.

Era Saverio, il nonno materno di Sandra.
Appena finita la partita era passato a salutare il consuocero, con cui divideva la stessa situazione di vedovanza. Aveva la copia delle chiavi di casa. Erano molto amici e col tempo, il rapporto di consuocero, aveva rafforzato quel legame, come fratelli.

Quella sera, dopo la partita di calcio, aveva deciso di incontralo per chiacchierare sulle azioni salienti della gara. Certamente non si aspettava di trovare uno spettacolo inconsueto e sconvolgente.

I due amanti erano talmente concentrati a scopare che non si erano accorti di essere spiati. Saverio stava sulla porta a guardare l’evoluzione di quella chiavata incestuosa.

Quando era giunto, c’era già il vecchio consuocero che si trovava abbondantemente incastrato tra le cosce spalancate della nipote.

Non disse nulla. Anzi, scopri qualcosa di sconvolgente che si stava agitando nella sua testa. La scena lo aveva sedotto ed era talmente eccitante che in pochi secondi ebbe una possente erezione. In quella circostanza esaltante il viagra non avrebbe avuto gli stessi effetti.

Il corpo mezzo nudo di Sandra era una meraviglia, ed era sublime vederlo agitarsi sotto i fendenti del vecchio consuocero. La scena gli suscitò una voluttà incontrollata. In lui si destò un forte desiderio sessuale per la nipote.
Gli venne naturale tirarsi fuori il cazzo e menarlo allo stesso ritmo degli affondi del vecchio amico.

Man mano che gli amanti incalzavano uno nell'altro, la sua mano agitava con forza un cazzo infiammato dal desiderio.

Alla fine, quando gli istinti divennero impossibili da trattenere, si avvicinò al bordo del letto, con il cazzo duro che spuntava dal grembo.

Il primo a vederlo fu il vecchio consuocero.

“Cazzo Saverio!

Lo spavento si placò subito appena scorse il cazzo duro dell’amico che stava menando con energia. Sorrise.

Sandra invece, imbarazzata, si era nascosta la faccia sotto il cuscino. Saverio:

“Tranquilla! Nipotina cara! Se permetti anche io vorrei approfittare dell’occasione! Dio quando sei bona!

Il vecchio consuocero:

“ahahah Vieni! Ti lascio il posto!

Si alzò, lasciando Sandra al centro del letto con le cosce spalancate. La vulva vaginale incorniciata da un pelo bagnato, era rosa e slabbrata dall'azione del cazzo.

Saverio, fissando la nipote, con affanno, si spogliò in un lampo e dopo alcuni secondi era già sopra di lei che stava pompando con grande foga nella figa.

“mmmmmmm che gioia… tu si che sei una nipote d’oro… ci rendi felice mmmm to to
to mmmmmmm dio mmmm sto sognando mmmm
L’amico: “ahahah non stai sognando! E non sarà l’ultima! Sadrina mi ha detto che da oggi sarà la nostra puttana hahahha ci pensi? Mmmm
“si mmmm si la nostra puttana mmmm to to mmmm

Sandra:

“mmmm è meraviglioso…. Dio quando godo… sto godendo… mmmm nonno più forte mmmm

I due arzilli anziani se la scoparono a turno con gronde slancio. Quando uno la chiavava
l’altro se lo faceva succhiare e viceversa fino ad arrivare al momento clu, quando Saverio, che aveva una passione per il buco del culo, lavorò l’ano di Sandra per bene, poi quando l’orifizio si era dilatato abbastanza:

“mmmmm dio ooooooo mmmm mi stai spaccando il culo mmmmm aaaa ooooooo
“Tranquilla… ancora un paio di colpi e poi vedrai che goduria mmmm to to

L’azione di Saverio era travolgente. Sandra era a pecorina, lui piegato come un fantino in piena corsa, gli aveva infilato il cazzo nel culo e spingeva forte, facendo pendolare i coglioni tra le cosce aperte.

“Mmmmm si mmmm si è bello mmm si è bello mmmmm
“te lo avevo detto! To to to mmm cazzo come sei stretta! Dai prova tu ora!

Il consuocero prese il posto di Saverio e continuò a martellare il culo di Sandra, in modo devastante.
Saverio, intanto, si era seduto davanti alla ragazza e gli aveva ficcato il cazzo in bocca. I due anziani mandrilli se la stavano scannando a colpi di minchia.

Saverio, il più perverso tra i due, propose di fare un sandwich. Fece impalare Sandra in una sublime smorza candela, poi da dietro, gli infilò il cazzo nel culo. I movimenti prima convulsi, poi diventarono più regolari.
Alla fine si trasformò nell’apoteosi del piacere e Sandra per la prima volta assaporò un godimento unico e straordinario, che mandarono i suoi sensi alle stelle.
La ragazza in pieno delirio:

“Mmmmmm cazzo mmmmm è incredibile mmm le sensazioni che sto sentendo mmmmm dio sto impazzendo si si si si si mmmm siete tremendi… porca puttana mmm sto godendo aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa siete due diavoli mmmmm cazzo sto godendo oooo mmmmmmmmmmmmm

Anche i vecchietti erano giunti al capolinea e il primo a sborrare fu Saverio, che dopo
una serie continua ed energica di fendenti devastanti dilagò nel culo di Sandra, seguito subito dopo dal vecchio consuocero, che tenendo la vita della ragazza, pigiò il grembo in mezzo alle cosce spalancate e svuotò i coglioni nel giovane utero, ridotto ad una ricettacoli di sperma.

Alla fine, spossati e sazi, si ritrovarono tutte e tre sul letto. Sandra in mezzo, ancora scossa dalle forti emozioni, mentre si faceva coccolare dai nonni.

In quel momento, tuttavia, era lei, non ancora appagata, a sollazzare i cazzi semi duri, mentre i vegliardi erano concentrati a guardare la sintesi della partita di calcio, con i commenti dei giornalisti.

“Sandra!
“si!
“Lo sai che porti fortuna alla nazionale! Credo che ti aspetterà una stagione piena di impegni!
“Ogni volta che gioca la nazionale?
“Non solo! Ogni domenica di campionato! Ma dovrai dare il massimo ai prossimi mondiali e tenerti in forma, soprattutto per i tempi supplementari!
“ahahahahahahah (in coro)

Così va la vita

Guzzon59

venerdì 1 novembre 2013

L'occasione fa del fratello un ladro....

 Vanessa scrive a Guzzon59..

… Dopo aver letto tanti racconti incestuosi, alla fine ho deciso di raccontare la mia storia e credo che sia altrettanto interessante. Sono passati otto anni da quell’evento, ma le emozioni che ho vissuto sono ancora vive nella mia mente. Mi rammarico solo che è stato l’unico episodio importante della mia vita, vissuto intensamente, perché non ha avuto seguito.

La storia inizia con un divorzio.
Papà, dopo la separazione, ha sposato mia madre, più giovane di venti cinque anni.
Dal precedente matrimonio ha avuto Alberto, che all’epoca era coetaneo e compagno di liceo della mamma.
Quando papà morì in un incidente stradale, avevo solo cinque anni.
Alberto si occupò di me, come una figlia.
Ma accadde anche un altro miracolo, perché tra lui e la mamma si rafforzò un vecchio legame, che in pochi mesi scaturì in un rapporto sentimentale intimo.
Così, dopo un anno, Alberto sposò la mamma. Dalla loro unione è nata Alessia.
Paradossalmente mi trovai ad avere come padre il fratello e come sorella la nipote. Bel pasticcio.

Dopo dieci anni ero fiorita, diventando una ragazza attraente, con un grosso seno, vita stretta e fianchi larghi.
Per cui quando ebbi quindici anni e portai a casa il mio primo ragazzo, che si chiamava Luca, cominciarono i guai.

Alberto iniziò con i soliti predicozzi. Chi è? Dove abita? Ti rispetta? Si droga?
Era ossessionante. Mi controllava tutto. Cominciò persino a venire a cercarmi a scuola.
Era super protettivo. A quattordici anni, quando presi il patentino di guida, fu un’impresa ardua convincerlo ad acquistare il motorino, per fortuna che ci fu la mamma ad aiutarmi.
Per lui significava un pericolo verso la mia incolumità, mentre per me era la libertà di movimento.
Alcune sere si preoccupava un casino se rientravo in ritardo, anche di pochi minuti.
La domenica, quando uscivo con Luca, m’inviava un fottio di sms per sapere dove ero e cosa stessi facendo. Non sapevo se fossi il padre o il fratello ad essere geloso.

L’estate di otto anni fa, ci fu la svolta.

Quello anno decise di comprare una piscina smontabile, che fece montare in giardino.
Fu molto contento della scelta, perché notò che restavo volentieri a casa a bagnarmi con Alessia. La noia in ogni modo non tardò ad arrivare, perché, quando Luca veniva a trovarmi, la sorellina diventava una vera palla al piede. Credo che papà gli abbia ordinato di spiarmi.
Allora, per evitare la presenza stressante dell’impicciona, zaino in spalle e in sella al motorino, raggiungevo le piscine comunali. Almeno li potevo imboscarmi dietro qualche cespuglio e limonare liberamente con Luca, senza dover preoccuparmi del delatore.

Un pomeriggio la mamma accompagnò Alessia a una festa di compleanno di una sua amica. Papà era a lavoro e quindi prima delle cinque, non sarebbe rientrato. Euforica per tanta libertà, chiamai Luca dicendogli che avevo la casa a mia completa disposizione.

Luca mi raggiunse subito. Indossato i costumi da bagno, ci siamo gettati a panza nell’acqua della piscina.

Dopo aver scherzato con getti d’acqua e lottato, con spinte e affogamenti reciproci, alla fine ci siamo trovati abbracciati. Quel contatto fu galeotto, perché senza la presenza di Alessia è iniziato l’inferno. Luca ha cominciato ad incalzare il mio corpo, portandolo a temperature altissime.
In quella confusione dei corpi m’infilò le mani nelle parti intime, stimolando le labbra della figa ed il seno. Sentivo le dita muoversi e massaggiare le piccole labbra, poi le avvertivo, mentre mi penetravano. D’istinto strinsi le cosce. Il basso ventre fremeva tutto. La mano di Luca intanto non si era mossa, e quando gli lasciai spazio a sufficienza, incalzò nuovamente con forza stringendosi attorno alla vagina. Non capivo più nulla. I sensi erano completamente alterati. Confusa in uno stato di esaltazione il corpo tremava come un fuscello.
Il seno percepiva la ruvidezza del costume che premeva sulla sensibilità dei capezzoli induriti. Ad un certo punto il suo sesso preme contro il mio pube. Era duro.
Luca, eccitato come un cane incalorito, mi afferrò la mano e, immergendola nell’acqua, la fece scorrere sul suo ventre fino a farla entrare nel costume.
Quando toccai il suo cazzo mi venne la pelle d’oca. La cute era morbida e tesa. La massa carnosa era compatta e calda. Era la prima volta che toccavo il sesso di un uomo. Le gambe mi tremavano.
Luca mi fissava intensamente, mentre premeva il membro contro il monte di venere. Mi stringeva forte a se, e la sua bocca si mescolava alla mia. In pochi minuti eravamo intrecciati l’uno all’altro a scambiarci carezze e baci, con grande passione, coinvolti in un delirio dei sensi senza limiti.

Lentamente sentivo il costume scendere verso il basso. Lo aiutai a sfilarmelo. Poi anche lui fece la stessa cosa. Il suo cazzo duro si parò oscenamente davanti al mio sguardo. L’osservai curiosa, mentre pulsava minaccioso verso di me. Era impressionante perché appariva scuro, con la cappella lucida e grossa come il mio pugno. Mi incusse timore, facendomi tremare dalla paura. Luca, cogliendo quel tremore, mi tranquillizzò accarezzando i fianchi e baciandomi con delicatezza, ma poi, eccitato mi chiese di allargare le gambe.
Per facilitare l’azione mi sollevò facendomi adagiare su di lui con le cosce aperte, affinché l’incavo vaginale accostandosi arrivò a diretto contatto con il suo ventre. Poi lentamente mi spinse verso il basso, fino a quando la punta del suo cazzo urtò contro le labbra vaginali. D’istinto mi alzai, perché ho avuto paura. Lui mi calmò, sussurrando parole dolci e poi facendomi adagiare con le spalle contro un angolo della piscina, senza staccarsi da me, si collocò tre le gambe spalancate incastrando il grembo in mezzo alle cosce aperte. Mi sentì placcata contro la parete della piscina. Luca approfittando di quella posizione spinse il suo sesso contro il mio. Quando lo sentì premere stava già divaricando le piccole labbra. Non avevo più vie di scampo perché con una spinta un po’ più forte e il suo inguine si allineò al mio e il cazzo penetrò interamente dentro di me.

Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa


L’urlo mi uscì spontaneo. Un forte dolore mi stava lacerando il basso ventre. Avvertì come un grosso ingombro che occupava la vagina. Dopo alcuni movimenti convulsi, la sofferenza diminuì e subentrò un piacevole godimento, che si spanse dal ventre fino al seno.

Aaaaaaaaaaaaa si aaaaaaaaaaaaaaaaaaaa è bellissimo mmmmmmm

Stavolta godevo. Il suo cazzo iniziò a darmi piacere. Lo sentivo scivolare dentro di me e desideravo che andasse ancora più in profondità.

Luca, attaccò a scopare con energia, e restando incuneato saldamente tra le mie cosce, suscitava il mio entusiasmo estremo e la voglia di possederlo con tutta me stessa. Lo tiravo verso di me, legando le gambe attorno ai suoi fianchi. Volevo sentire il fremito del suo corpo a stretto contatto con il mio.
Quando si muoveva dentro di me, non riuscivo a restare inerte. Mi agitavo come una cavalla selvaggia, gemendo, stringendo e baciandolo con grande passione.

In un impeto di delirio scivolammo sotto acqua e per alcuni secondi mi mancò il respiro. Luca si staccò subito, mi prese in braccio e uscimmo dalla piscina. Mi adagiò dolcemente sul materassino. Lo accostammo verso la parete della piscina, affinché potessimo continuare tranquilli, evitando sguardi indiscreti.
 
Luca si stese sopra di me e, manovrando il cazzo tra le cosce aperte, entrò nuovamente dentro la vagina.

Mmmmm si mmmm piace! Mmm

Il membro lo sentivo duro e piacevole nel movimento, e mi dava un diletto immenso.

Luca, percependo il mio entusiasmo, attaccò a chiavarmi con grande foga. Mi aveva sollevato le gambe in aria, sostenendole con gli avambraccia e quando si muoveva le agitavo, disponendo il mio corpo ad assorbire i suoi micidiali fendenti.

Mmmmmm aaaaaaaaaaaaa si si si mmmmmmmmm

Ad un certo punto sento un grido disumano.

“Che cazzo stai combinando?

Era Alberto. Ci aveva sorpresi sul più bello. Luca si bloccò all’istante. Ma non fece in tempo a staccarsi da me che lo vidi volare in aria come uno straccio.
D’istinto afferrai l’asciugamano e mi coprì il volto. Ero imbarazzata e non avevo il coraggio di guardare in faccia mio padre o se preferite mio fratello.

Da sotto l’asciugamano mi arrivavano le voci concitate di Alberto e la voce disperata di Luca che cercava di giustificarsi come meglio poteva. Le urla si allontanarono da me.
C’era un silenzio tombale ed ero rimasta in catalessi ferma sul materassino. Completamente bloccata, perché avevo una paura fottuta, e non riuscivo ad alzarmi. Mi tremavano le gambe e la schiena. Anzi, dalla paura credo di aver anche pisciato sul materassino.

Alberto ritornò.

“Ma che cazzo stavi facendo? Qui in casa! Ma ti rendi conto? Rispondimi! Cazzo! Quel cazzone ti stava scopando! Ma che cazzo hai in testa!

Non riuscivo a rispondere. Ero completamente impedita a terra. Mi trovavo in
una situazione imbarazzante perché l’asciugamano mi copriva solo il volto, lasciando scoperta la parte inferiore, dalla vita in giù.

Alberto era incazzato nero.

“Mi hai deluso! Ti sei comportata peggio di una puttana! Guardati! Dio! mi sento una rabbia addosso! Sei ancora una ragazzina! Perché l’hai fatto?

Restavo in silenzio. Non riuscivo a reagire. La sua collera m’intimoriva ed ero incapace di guardarlo in faccia.

“Quando ti parlo guardami in faccia!

Alberto s’inginocchiò in mezzo alle mie cosce aperte cercando di strapparmi l’asciugamano. Ma fu un tentativo inutile perché lo tenevo serrato sul volto.

“Ti vergogni vero? Non sai cosa dire! Guardati sei qui! Con le cosce aperte e pronte a prenderlo di nuovo da quell’imbecille! Ti … ti piace il cazzo? E’?

La voce di Alberto si era trasformata era quasi balbuziente. Sembrava che qualcosa lo stesse turbando.

“Allora… ti piace il cazzo? Bene! Sai… che ti… dico! Adesso ti… do una lezione! Che ti ricorderai per tutta la vita!

Dopo un breve silenzio, rotto ogni tanto da una respirazione forte, avvertì
qualcosa che stava spingendo tra le labbra della figa. Non era possibile, mi sembrava incredibile, ma non avevo alcun dubbio sulla natura di quel coso. Era il suo cazzo. Da come spingeva doveva essere duro e grosso.

“To! Adesso ti faccio assaggiare un cazzo vero! Credo che dovresti apprezzarlo! To mmmmmmm
“aaaaaaaaaaaaaa mmmmmmmmmmm mmmmmmmmmmm
“Ti piace? Sei una zoccola! To to prendi puttana!
“mmmmmmm si mmmmmmmmmmmm

Dio mio, mi sentivo sconvolta. Il gesto di Alberto mi stava travolgendo come un tornado. Il cazzo era penetrato tutto dentro di me.
Quel modo di chiavare era diverso. Era sublime. Si muoveva con rabbia, era la sua collera che si stava scatenando dentro di me, entrava in profondità. Lo percepivo voluminoso e lungo, e avvertivo la punta, quando spingeva violentemente e urtava contro le cervici dell’utero. Mi sembrava di impazzire. Era meraviglioso.

“mmmmmmm si mmmmmmm si mmmmmm
“Ti piace il mio cazzo? To to puttana!
“mmmmm si mmmmmm si

Non riuscivo a parlare, ma non a trattenere i gemiti, ad ansimare con grande foga perche il suo impeto mi stava sconquassando la figa. Era un piacere immenso. Non sarei capace di descriverlo. Negli anni a venire non mi capitò mai più di raggiungere quel grado di godimento.

Mentre mi scopava tenevo l’asciugamano sul viso. Non avevo ancora il coraggio di guardarlo in faccia e temevo di rompere quel momento magico. Il suo gesto straordinario mi stava dando un’emozione inimmaginabile prima di allora. Volevo che continuasse, volevo che non smettesse più. Stavo sotto di lui ad incassare quei fendenti piacevoli. Era meraviglioso sentirlo tra le cosce aperte. Il suo corpo massiccio mi schiacciava contro il materassino. Avvertivo la morbidezza del suo ventre calcato sul mio. Il peso imponente mi sovrastava ma non era nulla rispetto al grande godimento che avvertivo al basso ventre, era impossibile subire in silenzio l’azione devastante del suo magnifico cazzo.

Mmmmmmmmmmmmmm aiiiiiiii mmmmmmmmmmm siiiiiiiii aaaaaaaaaaaaa

Ero completamente in suo potere. Mi aveva sollevato le gambe in aria,
soppesandole sulle braccia piantate saldamente sul terreno. La schiena affondata nel materassino toccava il terreno per quanta energia infondeva alle spinte del bacino. L’azione del suo cazzo era devastante. Ficcava dentro la figa fermandosi solo, quando i coglioni urtando si schiacciavano contro i bordi della vagina. Su e giù, era un moto costante che mi stava mandando in estasi. Ero totalmente in preda al delirio. Il corpo fremeva come un tamburo percosso da una grande forza. Alberto mi possedeva con forza e rabbia. Il suo corpo teso era una macchina micidiale che mi provocava un terremoto di emozioni.

Aaaaaaaaaaaaaaaa mmmmmmmmmmmm aaaaaaaaaaaaaaa si si si mmmmmm

Ad un certo punto sento il suo respiro in affanno, si irrigidisce e comincia a muoversi più veloce. I muscoli delle braccia sono duri come l’acciaio. Il suo cazzo penetrava in profondità. Lo avvertivo solido come la roccia. Gli affondi erano continui e perforanti. All’improvviso s’impegnò in una sequenza di colpi devastanti che mi mandarono in estasi, fu impossibile resistere a quella furia.

Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa si si si si si si si mmmmmmmmmm aaaaaaaaaa

Uno due e via, poi nel momento catartico lo estrasse e sparge il seme sul mio ventre. Il tepore di quel nettare era stupefacente.

Alberto, appena recuperò il fiato, si staccò subito da me, scappando in casa e lasciandomi sul materassino, con il corpo ancora in agitazione ed in preda alle forti sensazioni che mi aveva dato. Ci misi molto tempo a riprendermi.

Quella sera mi trattò come se non fosse successo nulla. Incredibilmente era tornato alla normalità. Cercavo il suo sguardo per scorgere una qualche lampo di emozione. Nulla! Anzi, ebbi l’impressione che avesse rimosso dalla sua coscienza, completamente quanto era accaduto in giardino.

Alberto, è stato un vulcano d’emozioni che avrei voluto provare di nuovo. Così, per dimostrargli che ero disponibile a rifarlo ancora e solo con lui, ho lasciato Luca, cercando in ogni modo di fargli capire che mi sarebbe piaciuto rivivere quell’esperienza fantastica. Fu tutto inutile.

Alberto, si dimostrò insensibile alle mie attenzioni, sebbene continuasse a darmi il suo affetto paterno, mi ha negato l’amore fisico.

Oggi studio e lavoro a Roma, ho le mie frequentazioni, tuttavia non mi danno nulla a livello emotivo.

Un anno fa ho scoperto i racconti erotici che leggo affascinata, perché mi fanno rivivere le emozioni di quella straordinaria esperienza incestuosa.
Spero con tutto il cuore che Alberto, un giorno trovi questo racconto. Così potrà capire che quanto è accaduto è stato un atto straordinario e voluto da me, per cui non deve farsene una colpa.

(Si rivolge al fratello): Alberto! Sarebbe bello se potessimo, anche per una volta sola, viverlo nuovamente con la stessa intensità di quel meraviglioso pomeriggio estivo di otto anni fa, stavolta guardandoci in faccia.
La speranza, in ogni caso, è l’ultima a morire.

Cosi va la vita.

Guzzon59