Translate

sabato 11 agosto 2012

La nuora e la famiglia in vacanza in camper.


Quell’anno mi ero stufato delle vacanze tradizionali. 

Soprattutto dei centri vacanza, con animazione inclusa.
Erano vacanze che si consumavano nell'angusto spazio di un albergo e inuna spiaggia affollata, con tanti bambini che non facevano altro che correre e urlare.
Quindi dissi basta.

Ne parlai con mia moglie e i miei due figli.
Ci siamo riuniti in conclave discutendo a lungo e alla fine abbiamo trovato un accordo con tanto di fumata bianca. Le prossime sarebbero state diverse dal solito, più avventurose: La vacanza l’avremmo fatta con il camper e più precisamente un camper tour.

Marco fu subito entusiasta della scelta, e pose come condizione che ci fosse anche la sua fidanzata Ilaria, conosciuta appena un mese prima.

Alessia fu l'unica contraria. Lei preferiva in ogni caso i centri vacanza con le animazioni, perchè era interessata ai giovani animatori.
Alessia è una ragazza briosa e, direi, anche di facili costumi. Quando un ragazzo gli piaceva faceva di tutto per attirarlo nella sua ragnatela e spolparlo fino all’osso. Si trasformava in una feroce mantide religiosa che consumava i propri amanti fino all’estremo.
Un’estate, in un centro vacanze, mi fece sentire in imbarazzo, perché il passa parola mormorava che si era scopato tutto lo staff del centro e alcuni clienti, compreso l'attempato cuoco, un napoletano di cinquanta cinque anni.

Non è una bellissima ragazza, è quasi robusta, ma sopperisce alla carenza estetica con un’inclinazione da baldraccona.

Dopo l'accordo, iniziai a cercare un’agenzia di noleggi. Ne ho visitate parecchie prima di trovare il Camper adatto alle nostre necessità.
Alla fine di una lunga odissea riuscì a trovare il mezzo idoneo che poteva accogliere comodamente cinque persone.
Le cuccette erano tre, di cui due matrimoniali e una singola. Era perfetto per le nostre esigenze.

Dopo aver trovato il mezzo di trasporto, cominciai subito ad organizzare il viaggio.
Con la famiglia studiammo gli itinerari da percorrere, con cura scegliemmo quelli lontani dalle grandi città, che comprendevano i piccoli borghi delle maggiori località medievali dell'Umbria, della Toscana, delle Marche e del Lazio. 
I luoghi scelti per la sosta non erano tutti attrezzati, e per questo abbiamo inserito altre aree periferiche che anche se prive di strutture, erano almeno situati vicino a laghi o fiumi.
Alla fine il programma fu definito in ogni dettaglio. Lo chiamammo Camper tour.

Alessia, tuttavia, continuò a mostrarsi polemica, e non perdeva occasione per dimostrare il suo disappunto, frapponendo mille difficoltà, compreso l'insorgere d’eventuali malattie epidemiche e la difficoltà a ricorrere alle cure ospedaliere.
Nonostante le sue eccessive insistenze, nessuno ha ceduto di un solo millimetro.
Alla fine si arrese davanti alla maggioranza compatta. 
Alessia infine accettò di partecipare, suo malgrado, ai preparativi del viaggio e all'equipaggiamento del Camper.

Alla vigilia della partenza invitai tutta la ciurma in pizzeria.
Era l’occasione giusta per ripercorrere l’itinerario e fare l'inventario dei materiali, per evitare di escludere quelli più importanti, che poi ci avrebbero fatto comodo avere.

Pizzeria del “Moro”. Alessia scelse un tavolino sul terrazzo.
La serata era calda e la leggera brezza dava un senso di benessere.
Stavamo consultando il menù, quando arrivò Marco con la sua fidanzata Ilaria.

Ilaria è una ragazza altissima. Marco le arriva appena oltre le spalle, credo che lo superasse di almeno dieci centimetri.
La mia famiglia non è di statura elevata. L'altezza media non va oltre il metro e settanta.
Marco ha la mia stessa corporatura, solo che la sua è quella di un giovane vigoroso e senza pancia.

Alessia e mia moglie non vanno oltre il metro e sessantacinque. In ogni caso, l'imponenza d’Ilaria non ci creava alcun fastidio.

In quella circostanza ciò che attirò la mia attenzione fu l'abbigliamento d’Ilaria. In estate le ragazze, com’è noto, sono più nude che vestite. Ilaria non sfuggiva a quel canone di stile.
I capelli biondi tagliati a caschetto, stile Valentina. Una maglietta di cotone rosa, scollata, che non arrivava oltre l'ombelico, scoperto.
Una gonna bianca a balze e corta fino a metà coscia. Ma ciò che esaltava la sua conturbante bellezza, come una ciliegina sulla torta, che per poco non mi fece arrestare il respiro, furono le parigine bianche, calze leggere che arrivavano appena sopra le ginocchia.

Fu la prima volta che mi capitava di soffermarmi su di lei. Ormai ero abituato a vederla perennemente in jeans. Quella sera invece mi aveva colpito il suo abbigliamento succinto.

Non c’era dubbio, era una cavalla imponente che difficilmente passava inosservata. Poi in quella mise da playmate era superba.
Notai subito gli sguardi allupati degli altri uomini presenti in sala che si soffermavano con cupidigia sulle sue fattezze, occhiate libidinose, insidiose che la seguivano nei movimenti fino al nostro tavolo.

Ciao papà! Allora siamo pronti?
Buona sera!
Ciao Ilaria! Sedetevi! Adesso chiamo il cameriere e ordiniamo! Prima il piacere e poi il dovere! Discuteremo dopo aver mangiato!

Ilaria fece il giro del tavolino per sedersi alla mia destra. Tirò fuori la sedia, prima si accomodò su un lato e poi girò il busto verso l’interno del tavolino.

Quel mezzo girò sembrò che l'avesse fatto a rallentatore.
Non so se è stato solo la mia impressione, ma fu un attimo lunghissimo in cui ogni fotogramma del suo scoscio si era impresso nella mia mente.
Del resto non poteva essere diversamente perché quel gesto fu caratterizzato da un elemento piccante, che lo fece diventare straordinariamente sublime.
Il respiro si bloccò in gola dallo stupore.

Nel momento in cui Ilaria girava il busto per accomodarsi al tavolo, aveva spalancato le gambe, la minigonna si era spostata verso l’interno scoprendo lo scoscio.
Gli occhi mi stavano uscendo dalle orbite, quando scoprì che non portava le mutande.
Il taglio della sua figa, palesemente slabbrata, segno che quei due avevano scopato da poco, mi aggredì facendomi vacillare l'equilibrio dei sensi.
Alzai lo sguardo imbarazzato e, nello stesso istante, mi accorsi che i suoi occhi mi stavano fissando, sorridenti.

Forse aveva colto quel momentaneo interesse morboso per le sue cosce, perché mi scrutava negli occhi con espressione divertita, ma assolutamente disinvolta, mostrando la stupenda dentatura perfettamente allineata.

Mi schiarì la gola con un leggero colpo di tosse. Mi sistemai il tovagliolo sulle ginocchia riprendendo il menù, con mani frementi.

Allora, che ordiniamo?

Durante tutta la serata avevo la mente occupata da quell'immagine divina, che si era fissata come una stampa nel mio cervello.

Ilaria mi aveva suscitato una reazione libidinosa d’incredibile energia.

Averla al mio fianco, ridere alle battute, che facevano vibrare il seno compatto, m’induceva a ricordare ciò che mi aveva sconvolto, la su fica nuda schiacciata sul pianale della sedia; quel pensiero mi creava un’euforia sensuale estrema che non mi dava tregue. Il cazzo divenne e si mantenne duro tutta la serata, battendo nelle mutande in modo tale da farmi soffrire le pene dell’inferno.

Alla fine della serata, quando rientrai a casa, ero ancora arrapato, quindi mi gettai su mia moglie con grande slancio.
Erano mesi che non la toccavo neanche con un dito, per cui rimase stupita dal mio atteggiamento chiedendosi che cosa mi avesse preso.

Sfogai la bramosia per Ilaria nella sua fica, scaricando tutto il desiderio che avevo nutrito per la bella nuora; che si era accumulato come un potente esplosivo, quindi nel momento in cui le riempivo la vagina di sborra agognavo a quella di mia nuora.

Arrivò finalmente il giorno della partenza.

Ilaria si presentò con una maglietta attillata, pantaloni corti in jeansa vita bassa, sfilettati dai bordi e scarpe da ginnastica. I capelli erano tenuti da un fiocco.
Nonostante avesse scarpe basse, ci sovrastava tutti con la sua altezza imponente.

Era una gioia poterla ammirare. Bella e disinvolta. A volte mi domandavo come cavolo avesse fatto Marco a conquistare una tale puledra?
Certamente, alla sua età, io una come lei potevo solo sognarla.

Marco durante il viaggio, fungeva da navigatore. Con le mappe in mano tracciava la rotta verso l’Italia centrale. Bologna, Firenze, infine si giunse nella zona delle necropoli Etrusche, al confine tra la Toscana e il Lazio.

La prima sosta fu nella bellissima cornice del parco naturale della Maremma. Dopo aver fatto rifornimento di provviste a Talamone, trovammo ai bordi di quella magnifica macchia mediterranea un’area attrezzata.
Sistemato il Camper, con le estensioni e il balconcino laterale, mia moglie si mise ai fornelli e preparò la cena.
Quella sera andammo a dormire presto perché il lungo viaggio ci aveva stancato, anche se con Marco c’eravamo alternati alla guida del mezzo.

Ogni domenica mattina, avevo l'abitudine di fare jogging lungo il viale del parco. 
Quella domenica mattina in Toscana, mi alzai molto presto per fare una corsetta, in piena natura.
Indossati i pantaloncini, la canottiera, uscì con le scarpette da ginnastica in mano, evitando, per quanto possibile, di non fare rumore.

Non feci in tempo ad aprire la porta, quando:

Mario posso venire a correre con te?

Era la voce d’Ilaria.

Papà dille di si! Ti prego!

Marco m’implorava con tono seccato di portarmi dietro la sua fidanzata. Chiaramente voleva che togliessimo subito il disturbo per riprendere a dormire.
Alessia era completamente in coma. Mia moglie si era alzata con me, per preparare gli zaini da portarci al seguito in occasione della visita ai borghi antichi del circondario, che avevamo programmato nel corso della mattinata.
 
Ero fuori seduto su una sedia ripiegabile ad allacciarmi le scarpe, quando vedo uscire Ilaria. Per poco non mi prende un colpo.
Sembrava la venere di Botticelli, mentre usciva dalla schiuma del mare.
Era spettinata, i vestiti su un braccio e le scarpe in mano. Non era vestita. Era in mutandine e top.
Senza veli, fu la prima volta che potevo ammirarla dal vivo e apprezzare la tonicità del suo corpo slanciato e ben modellato. Del resto a venti anni non poteva che essere superlativo.

Posò gli indumenti su una sedia. Si avvicinò alla gomma dell'acqua, aprì il getto e c’immerse il viso ed i capelli.

Faceva un caldo infernale perciò, con gusto, iniziò a bagnarsi il petto e le gambe. I rivoli d'acqua scorrevano sul corpo seguendo le sinuosità dei fianchi e dell'incavo della figa.
Si rinfrescava sotto il getto dell’acqua, muovendosi e piegandosi più volte a novanta gradi.
Mantenendo quella posizione sublime, mostrava i suoi stupendi glutei e le gambe perfettamente tornite, e quando prese a lavarsi i denti, agitava sinuosamente il suo bellissimo culo.
Era una scena troppo forte per un uomo della mia età. Il cuore mi batteva a cento all’ora. Un’incipiente erezione caratterizzò quella situazione incandescente, trasformando il cazzo in un rigido obelisco. Che sofferenza.

Non era finito lì. Quella scena fu solo l’antipasto di una colazione fatta d’emozioni estreme e di desiderio morboso.

Avevo terminato di legarmi le laccia delle scarpe e, nell’attesa, iniziai a fare stretching. Tenendo la punta del piede e flettendomi su una gamba.
Quando alzai lo sguardo su Ilaria, fui aggredito da una scena talmente scioccante che dovetti sedermi per terra per riprendermi dall’improvviso marasma dei sensi.

Ilaria, con disinvoltura, si era sfilato le mutandine e il top di cotone, rimanendo totalmente nuda; poi prese la canotta e i pantaloncini da ginnastica indossandoli con estrema serenità.

Ora non dovevo più sforzarmi di fantasticare sul suo stupendo corpo. Il cazzo, sotto l’effetto di quel meraviglioso striptease, sembrava che volesse esplodere nelle mutande. Rimasi confuso perché non sapevo come giudicare quell’atteggiamento.
C’erano due possibilità: o era disinibita oppure una gran troia.

Mario Sono pronta! Partiamo?
Certo!

Imboccammo un viale con fondo in terra battuta che s’inoltrava nel fitto bosco. Correvamo uno a fianco all’altro. Ero talmente eccitato che non riuscivo ad aprire bocca.
La scena di prima troneggiava prepotentemente nel mio campo visivo.
Ad un certo punto la strada iniziò a seguire il greto di un fiume. Le sue acque erano quasi trasparenti. In giro non c’era anima viva.
Fatti un centinaio di metri, il fiume rallentava fino a formare una grand’ansa, simile ad un laghetto.

Ilaria iniziò a guardarsi in giro. Poi si ferma. Con le mani sui fianchi si piega in avanti per riprendere fiato.

Mario sono stanca! Facciamo una pausa?
Certo non dobbiamo mica battere il record mondiale di maratona!
ahahah si! Ci sediamo sul bordo del laghetto?

C’era un tratto di greto che sembrava una spiaggia. Il sole non era ancora spuntato. Tutto era in ombra. Il cielo si rifletteva sullo specchio dell’acqua colorando il laghetto di un azzurro intenso. Ilaria si tolse le scarpe da ginnastica ed immerse i piedi nell’acqua.

Che bello! È fresca brrrr che bello! Mario prova anche tu! È una splendida sensazione!

Mi tolsi le scarpe e mi avvicinai ad Ilaria.

E’ vero! È una bella sensazione!
Mario! Mi è venuta un’idea! Facciamo il bagno!
Non abbiamo il costume dietro!
Non ci serve! La mia famiglia pratica il nudismo! In casa quando non abbiamo ospiti non portiamo vestiti! Quindi possiamo farlo nudi! Che ne dici?

Ero imbarazzato. Non mi aspettavo una situazione così provocante. Non avevo la minimia idea di come avrei reagito. Ero di mentalità retrograda rispetto ai suoi genitori. Probabilmente avrei incontrato difficoltà a mantenermi neutro davanti ad una donna nuda. Soprattutto bella come lei.

Veramente Ilaria .. io.. cioè noi.. non siamo abituati a..

Non feci in tempo a finire la frase che Ilaria si spogliò sotto i miei occhi, gettando gli indumenti sul greto. Era nuda, bellissima. La ragazza stava superando i limiti di guardia. Metteva a dura prova il mio autocontrollo. Nuora o no il suo atteggiamento era palesemente provocatorio.

Dai Mario! vieni!

Camminò verso il centro del laghetto, svelando una natura selvaggia e meravigliosa, che mi affascinava. Continuò a muoversi, flessuosa, lasciando una scia dietro di se, fino ad immergersi completamente, poi si tuffò nuotando verso il largo.
Riemerse pochi secondi dopo.

Dai Mario! è bellissimo.. l’acqua è fredda! Vieni!

La guardai – pensando: Carpe diem! ma chi se ne frega delle convenzioni!

Quindi, seguendo solo i miei istinti e non quelli della ragione, mi tolsi la canottiera i pantaloncini e le mutande.
La ragazza seguì con attenzione quello spogliarello, senza perdersi un solo momento. Il suo sguardo divenne più intenso nell’istante in cui tolsi le mutande e l’imponente erezione spuntò in aria, come una molla, oscenamente, campeggiando presuntuoso sotto il mio ventre.
Mi era impossibile celarla.
Per togliermi dall’imbarazzo di quell’erezione incontrollabile, m’immersi subito nell’acqua nella speranza che non mi avesse notato e fiducioso che il freddo calmasse il bollente spirito che stava animando la mia mente.

Nuotai cercando di stare il più lontano possibile da Lei. Fu del tutto inutile perché fu Ilaria ad avvicinarsi.

Ad un tratto non la vidi più, poi avvertì le sue mani che abbrancarono il mio cazzo e, cosa sorprendente, la sua calda bocca che avvolge il tubero duro come il marmo.

Ora non avevo più dubbi sulla natura spregiudicata di quella ragazza. Il suo nudismo non era esibizionismo fine a se stessa, ma la provocazione di una puttana. Smisi di considerarla come la candida fidanzata di mio figlio e la pensai come una donna, un po’ zoccola, da cui trarre il massimo piacere fisico.

Dopo alcuni colpi di bocca, la vidi uscire dall’acqua come una sirena, sembrando Afrodite spumeggiante e bella come il sole. Il suo sguardo era splendente ed eccitato.
Il dado era stato tratto. Era inutile indugiare oltre davanti a quella proposta indecente. Davanti a me c’era una puttana vogliosa di scopare.
Senza pensarci oltre, giacché il suo gesto era stato eloquente nello scopo, con la mente sconvolta dalla libidine, l’afferrai dai fianchi e la tirai verso di me, incuneando il cazzo palpitante tre le sue cosce.
Era più alta di me, perciò la cappella entrò in quel triangolo di piacere urtando contro la fessura della fica.
Le sue tette erano esattamente allineate alla mia bocca. Mi fu facile mordere i capezzoli e succhiarli con ingordigia.

Mi trasformai in un feroce predatore, divorandola di baci e di carezze.
In quella situazione concitata le strusciavo la cappella tra le cosce, stimolando le labbra della fica. In pratica ci stavamo masturbando.

In quella cornice naturale, di una bellezza paradisiaca, mi sembrava di vivere un sogno.

La presi in braccio e la portai verso la riva, ci sedemmo nell’acqua bassa. Rivivendo nella mia mente le scene di Laguna Blu. Appena mi coricai con la schiena nel freddo liquido, lei s’inginocchiò tra le mie gambe aperte abbassandosi sul grembo.
Le sue mani s’impossessarono subito del mio cazzo, ghermendolo con una grazia incredibile.
Dopo averlo menato con forza, piega il capo e inizia a leccare e succhiare la cappella.
La contemplavo incantato, intanto che s’impegnava con accanimento in un sublime pompino. La troietta era brava.

La dolce nuora, ogni tanto, interrompeva il bocchino, sostituendolo con un lavoretto magistrale della punta della lingua, che spazzolava lungo l’asta, e delle mani affusolate che soppesavano con piacevolezza i coglioni.

“mmmm sei brava a stimolare il cazzo! Sono fiero di te! Sei una degna nuora!
"e tu un suocero arrapato hahah

Dopo essersi divertita, si alza in piedi e mi cavalca facendo collimare la sua meravigliosa fica sulla mia bocca.

“mmm adesso fammi sentire la tua lingua!

Era una visione celestiale.
Quel sublime triangolo si era insinuato nella mia mente come un tarlo.
Vederlo da vicino, poterlo leccare, succhiare, baciare, strusciare con la lingua, era una gioia infinita.

Solcai frizzante le fenditure di quella giovane fica, prima con la lingua e poi con il dito medio, separando le piccole labbra per poterci ficcare in profondità la punta della lingua.
Il suo corpo vibrò compatto, quando la lingua toccò la carne viva.
Scoprì che il buco del culo era già sfondato, e fu un piacere leccarlo e penetrarlo con il dito indice.
Mentre rovistavo con la bocca tra il buco del culo, il perineo e la fica, la sentivo tremare e ansimare.
La troia stava godendo, e somatizzava quelle sensazioni in un’azione impetuosa della sua bocca sul mio cazzo, perché lo mordeva e lo succhiava come una ventosa.
Quel moto mi provocava sensazione di brividi alla schiena.

Mario scopami! Ho voglia!
“Vieni su di me!

Mi montò come un cavallerizza, impalando in profondità il cazzo nella sua calda fica.
Il suo bellissimo corpo s’incastrò al mio, in un meraviglioso smorza candela, da quel momento in poi entrambi ne avremmo tratto il massimo diletto possibile.

Si appoggiò con le mani sul petto e iniziò a muoversi come se fosse posseduta dal diavolo. L'azione del corpo era impressionante.

Si agitava con lo scoscio attaccato al mio grembo, quasi incollato, con il cazzo profondamente ficcato nella vagina, oscillando con forza solo il bacino, come un’odalisca. Era meravigliosamente selvaggia.

“Mmmmm si iiiiiiiiii mmmmm godo ooooo
“to to mia bella puttana di nuora… ti piace il cazzo di tuo suocero?
“Si si si si mmmmm mmmm si godo! Fottimi come una puttana mmmmmm
“sei la mia puttana! To to to!

In quel momento le pareti della fica si contorcevano come calde morse.
S’intuiva che la troia stava avendo degli orgasmi.

Ci roteammo in acqua, e dopo esserci fermati lei prese il mio posto. Le sue gambe s’innalzarono in aria, come due lunghissime torri, posandosi sulle mie spalle. In quella posizione cercai di allungarmi sopra di lei per dare più forza alla penetrazione.

Era una donna imponente. Mi sentivo un nano sopra di lei. Ma la voglia di farla godere era tanta, per cui, sorreggendomi con la punta dei piedi riuscì a sovrastarla e scoparmela con energia in profondità, solo i coglioni restavano fuori dell’uscio.

“mmmmmm mmmm mi fai impazzire mmmmm
“hai una fica bollente! Mmmmmmm to to to

Nell’aria si sentivano i suoi lamenti, oltre ai classici rumori dei boschi, acuti di uccelli che sinceramente non conoscevo, il tutto sottolineato dallo sciabordio dell’acqua e del cazzo che penetrava senza soluzione di continuata in quella giovane e ingorda fica.

La bella sirena cantava come un usignolo; il suo lamento si accordava divinamente con quelli di quel paradiso terrestre, incassando con viva partecipazione l’azione devastante del mio cazzo.

“Mmmmm si iiiii mmmmmmmm godo oooo come una puttana mmmmmm
“si!  la mia puttana gode come una cagna to to  mmm

Il suo corpo, uno splendido monolite, vibrava compatto.
In quel marasma dei sensi ci ribaltavamo nell’acqua e lei scopava con enfasi e senza interruzioni.
Senza staccarmi da lei spingevo il bacino in mezzo alle sue lunghissime cosce cercando di penetrarla in profondità.

“Mmmmm si godo ooo mmm

In quel trambusto, ci davo alla grande, con spinte poderose, fino ad avvertire chiaramente l'urto della punta del cazzo contro le cervici dell’utero.
Le sue mani sembravano artigli di un aquila, per quanto mi serravano forti a lei.
Le tette massicce e sode, vibravano e sussultavano con moti ondosi, come un gustosissimo budino.

Era giovane e selvaggia.

Si era messa a pecorina con le gambe spalancate, le sue cosce erano talmente lunghe che mi era impossibile mettermi alla sua altezza.
Dovetti scoparla quasi in piedi. Tenendo le ginocchia leggermente flesse; in quella posizione sembravo un fantino in piena corsa.
Fottevo la sua figa tenendomi afferrato dai suoi fianchi stretti e muovendo solo il bacino.
Il cazzo in ogni modo lo tenevo costantemente in azione, spingendolo senza tregua dentro quello inferno, sconquassandogli la vagina dal piacere.

“Mmmmmm si iiiiii mmmmmmmmm
“Che sorpresa scoprire la nuora troia mmmmm to to mm

A un certo punto la sento cedere e si stende sulla spiaggia a bocconi, io, senza perdere il contatto dal suo corpo e dalla sua bollente fica, la segue nella caduta allungandomi sopra di lei.

In quel modo avevo la possibilità di chiavarla da tergo e, contemporaneamente, di toccarla, baciare le spalle, il collo, stringere le tette, insomma era un pranzo abbondante e conturbante ed ero l'unico commensale, una vera abbuffata di sesso.

“Mmmmmm si mmmmm sto impazzendo oo
“Sei un diavolo mmmm to to to

La posizione si prestava perfettamente per realizzare una fantasia che in quel momento mi stava balenando nella mente. Mi staccai da lei.

“No no che fai?
“Aspetta!

Feci allargare le sue gambe, m’inginocchiai in mezzo e presi a leccarle il buco del culo. Perfetto era già stato spianato. Il dito entrò facilmente, e l’orifizio dopo alcuni affondi si adattò subito al volume delle dita.
Dopo averlo lavorato a dovere, il culo fu pronto ad accogliere il mio cazzo.

Mi allungai di nuovo sopra di lei.
Brandendo il cazzo schiacciai la cappella contro il buco del culo. Lo strofinai fino a quando il grosso bulbo allargò l’orifizio e s’insinuò nello sfintere, poi una spinta forte ed entrai con il resto del nerbo.

“Aaaaaa si iiiiiiiiiii mmmmmm mi piace scopare con il culo mmmmmm
“non vedevo l’ora di sfondartelo!
“troppo tardi! Mmmm si mi piace scopare dal culo mmmmm
“Sei una nuora porca! Mmmmm
“a te piacciono le ragazzine? L’ho capito da come mi guardavi mmmm Porco
"Certo! Perché sei una manza degna del mio cazzo! e sei una grande maiala!
"mmm si mi piaci quando mi tratti da troia! mmmm 
 
La sua mente depravata m’incitava a forzare il ritmo. Così l’afferrai dalle anche e cominciai a martellare pesantemente il suo ano. Il cazzo scivolava dentro fino alla base dei coglioni, che sbattevano contro le labbra della fica.

Nell’aria aleggiavano i suoi lamenti e lo sciabordio del cazzo mentre penetrava lo sfintere ed urtava con i coglioni nell’acqua.

Mmmmm si si si godo oooooo mmmmm

Dopo quella intensa maratona anale, arrivai al culmine della resistenza. I coglioni si erano irrigiditi nello scroto e anelavano di sfogare la loro spremuta di sperma.

Il cazzo era diventato duro come l’acciaio e penetrava senza deformarsi, come la punta di diamante di una trivella petrolifera. I conati di sborra spingevano alle radici del cazzo desiderando di uscire e inondare quel giovane buco del culo.
Aumentai gli sforzi fino allo estremo sacrificio. Colpi secchi e devastanti.

“Gggggg si mmmmmmm dio mmmmmm muoio ooooo mmm
“To to, diavolo che non sei altro mmmmm sei la mia puttana mmmmmmmmm
“si si mmmmmm sfogati nel mio culo mmmmmmm

Mi abbandonai sopra di lei, con la pancia schiacciata contro la sua schiena, liberando il mio cazzo da quella tensione che lo teneva in azione. Esplose dentro lo sfintere, riempiendolo di sborra fino a farlo straripare dai bordi dell’orifizio.
Quando tirai fuori il cazzo dalle sue natiche, notai un pertugio oscenamente allargato e impregnato di sborra.

Esausto, mi lascio cadere al suo fianco per riprendere fiato.

Accidenti che scopata!
Sei stato grande! Nessuno finora mi aveva scopato in questo modo! Lo sai? Che è la prima volta che l’ho fatto con una persona anziana!
ahaha anziana! Non sono poi così vecchio! A cinquanta anni me la cavo anche bene!
Accipicchia sei stato forte, anche meglio di alcuni ragazzi!
ahaha non ci sono più i ragazzi di una volta hahahaha adesso rivestiamoci e facciamo finta di avere fatto jogging ! domani si replica?
Certo, che puttana sarei? Domani, dopodomani per tutto il puntantuour! Ahahahahah

Già ora sei la mia puttana! E’ il caso di battezzare la vacanza con il nome Puttantuor hahaha


ahahah è vero hahahahahah

Arrivammo al campo, molto affamati. La ginnastica ci aveva fatto consumare molte energie.
Ilaria, fedele al suo ruolo di puttana, si era rivelata un vero terremoto d’adrenalina. Quindi si rivelò un’impresa impegnativa gestirla come voleva lei. Ormai il dato era stato tratto, e, aimè, speravo che mio figlio Marco mi aiutasse a sfiancarla un pochino.

Era una vera ninfomane, si concedeva senza alcun ritegno sia a Marco che a me, ogni circostanza era un’occasione da non perdere per scopare.

Addirittura, da grande troia che era, lo volle fare anche in una necropoli degli etruschi, a Cerveteri.
In una cripta di tufo, con naturalezza, dopo avermi fatto un pompino mozzafiato, s’inginocchiò sulla tomba della matrona implorandomi di incularla, perché si credeva la sacerdotessa delle vestali.
Era folle, ma straordinariamente sensuale.

Quella fu la colazione, il pranzo che seguì si rivelò ancora più piccante: la figlia.

Alessia sospettava qualcosa. Aveva notato il cambiamento d’umore d’Ilaria, soprattutto la sua sfacciataggine nel mostrarsi mezza nuda davanti a me. Senza alcun imbarazzo.
Nonostante si sapesse che nella sua famiglia si praticava il nudismo, ad Alessia quel modo di comportarsi iniziò a fargli nascere dei dubbi.
Insomma aveva intuito che tra me e lei c’era una strana intesa. Ci osservava con insistenza e con occhio indagatore.
Come si dice in gergo: una puttana sa riconoscere una troia.

Alessia soffriva di non potere dare libero sfogo al suo carattere libertino. Gli mancavano le occasioni mondane. Le mancava la discoteca, le feste con le amiche, ma soprattutto la vacanza nei centri turistici con animazione, insomma si capiva che soffriva per quella forzata astinenza da cazzo.
Passava molto tempo nel camper a dormire. Si annoiava a morte.

Una mattina tutto cambiò.

Si alzò anche lei. In scarpette, pantaloncini e canotta si unì a me e Ilaria.

Dopo un chilometro abbondante si sedette su un prato, completamente affaticata e senza fiato. Eravamo in Umbria.

Alessia – disse Ilaria – vieni con me! laggiù c’è un corso d’acqua! Andiamo a rinfrescarci!

Alessia fu entusiasta di quell’invito. Si alzò e seguì Ilaria fino al greto del ruscello.
Il tratto di strada si trovava in pieno bosco.
Ilaria si tolse le scarpe ed entrò in acqua. Il ruscello non era profondo, sufficiente a rinfrescare le membra sudate.
In quel tratto c’era una leggera pendenza e l’acqua scendeva a valle allargandosi. La corrente era forte e fredda, ma in considerazione dell’afa incombente, fu un vero toccasana.

Mi sedetti su una roccia. Ilaria e Alessia stavano bagnandosi reciprocamente. Ridevano e scherzavano con l’acqua. Sembravano due ninfe della natura.

Ilaria, ad un Tratto, si toglie la canotta rimanendo con le tette scoperte. Alessia si bloccò a guardarla. Poi girò lo sguardo verso di me.

Dai Alessia! togliti la maglietta!

Così dicendo unendo le mani, prese dell’acqua e se la getto sul seno.

Brrrrrr che fredda! è bellissimo! Dai! Fallo anche tu!

Alessia non sapeva come comportarsi. Si girò verso di me, come a cercare un consenso. Feci segno di si, con il movimento del capo. Lei sorrise.
Alessia afferrò i bordi della canotta e se la tolse. Il suo grosso seno aggredì subito il mio sguardo.
Erano grandi con i capezzoli neri. Nonostante fossero grosse, si reggevano su molto bene. Era uno spettacolo ammirarle.
Non era finito lì.

Ilaria continuava a bagnare Alessia. Alla fine i pantaloncini erano completamente fradici rivelando nei dettagli le parti intime e i glutei.

Ilaria, alla fine, con disinvoltura se li tolse rimanendo completamente nuda. Poi si allungò nell’acqua facendosi accarezzare dalla corrente.

Era uno spettacolo straordinario. Sembrava una dea.

Alessia vieni anche tu. E’ bellissimo!

Alessia, la fissò basita. Poi si girò nuovamente verso di me. Ero imbarazzato e non sapevo cosa rispondere al suo sguardo. Alzai le spalle, come dire: fai come meglio ti pare.
Lei lo considerò un assenso. Sorridente si tolse i pantaloncini. Alessia non era depilata. Il suo pube peloso si manifestò sotto i miei occhi. Era uno spettacolo impressionante. Mostrava una figa coperta di pelo nero e riccio, che era un vero e proprio richiamo della natura.

La mia resistenza ebbe fine. Crollò come neve sciolta dal sole arroventato. Dovetti ammettere, con grande senso di colpa, che stavo bramando la fica di mia figlia. Il cazzo somatizzò quella scena con un’imponente erezione. Mi era difficile tenermi distante da quel desiderio che stava infiammando i miei sensi.

Mario vieni anche tu! È bellissimo!
Dai papà! L’acqua è fredda brrrrrrrr

Poi insieme:
Nudo! Nudo! Nudo! Nudo!
Va bene l’avete voluto voi! Vi avverto che non sono un bello spettacolo da vedere con questa pancia ahahahah

Mi tolsi la maglietta, le scarpe e i pantaloncini. Il mio cazzo non ne voleva sapere di abbassare la guardia. Lo coprì con una mano, come meglio potevo, ma era difficile nasconderlo totalmente.
La cappella ogni tanto sfuggiva e si mostrava oltre il polso.

Quel particolare non era sfuggito allo sguardo di Alessia che fissava intensamente la mia mano.

Appena fui vicino a loro mi gettai in acqua a pancia in giù facendomi massaggiare dalla corrente. Era veramente rilassante. L’acqua era fredda e scorreva tonificandomi il corpo. Il cazzo premeva sul fondo del ruscello, più duro che mai.

Proprio in quel momento Ilaria si mette a cavalcioni sulla zona lombare.

Sali anche tu Alessia! Divertiamo con il nostro cavalluccio marino op op ahahahahah

Alessia esplose in una grassa risata, ed euforica segue l’esempio di Ilaria, sedendosi dietro di lei.

Dai! Cavalluccio op op op… ahahah

Sentivo sulla pelle il contatto delle loro parti intime. Ma quello che più mi stava facendo sballare la mente, fu il contatto con la figa di Alessia.

Op op… muovi il culo hahahahah

Ilaria, in piena allegria, iniziò a farmi il solletico sui fianchi. Cominciai a muovermi come un serpente, per sfuggire a quegli stimoli insopportabili.
Anche Alessia si unì nell’azione.
Il titillamento era talmente forte che nel tentativo di disarcionarle mi voltai supino, quindi me le trovai entrambe sopra il mio grembo.

La situazione divenne subito imbarazzante, perché il cazzo duro s’incastrò contro la figa di Alessia. Ilaria invece si era seduta sul mio petto con le gambe divaricate mostrandomi la sua fica imberbe.
Sentivo lo scoscio caldo di Alessia premere sul cazzo duro che si era incastrato tra le labbra della sua figa bollente.

Ad un tratto succede qualcosa. Alessia inizia a muovere il bacino avanti e indietro, come un fantino, masturbandomi e stimolandosi a sua volta.
Quelle oscillazioni costringono la sua fica a stimolare la lunghezza del mio cazzo e avverto il caldo delle labbra che lo avvolgono come un guanto.

Ilaria intuisce subito il cambiamento di programma. Si gira verso Alessia e spinge la sua figa sopra la mia bocca. Poi afferra i fianchi di mia figlia e comincia a baciarle le tette.
La sua bocca si muove frenetica sui capezzoli, sul collo ed infine sulla bocca di Alessia, unendosi in un bacio passionale.

Alessia, stimolata dalle carezze di Ilaria, aumentò il movimento del bacino. In pratica mi stava facendo una sega con la figa.

Ilaria nello stesso istante strofina la fica sulla mia bocca, lasciandosi leccare in profondità. Mi era difficile tenere a bada le mani. Così iniziai a toccare il culo di Alessia.

La sua pelle era morbida e liscia come il velluto.
Mi tremavano le mani, mentre le facevo scorrere sulle anche e sui glutei di Alessia. Il cazzo divenne ancora più duro e pulsante.
Mia figlia aveva percepito quello ardore improvviso, perché l'avevano indotto a fare un’azione imprevista.
Alessia, in preda al delirio dei sensi, seguendo il suo istinto animale, si solleva con il bacino e punta la cappella del cazzo contro l’apertura della fica, poi si lascia impalare in profondità.

Mmmmmm papà mmmmmm


Il lamento di mia figlia mi fece venire i brividi.
Il caldo infernale della sua vagina infiammata si avvolse attorno al cazzo come una ventata di scirocco.
Appena inizia a muoversi sopra di me, avverto una scarica di adrenalina lungo la schiena. Era una sensazione incredibile, un senso di vertigine che non avevo mai provato prima di allora.
Non ero ancora preparato all’idea dell’incesto. Quel pensiero mi sconvolse la mente. Così in piena esaltazione dei sensi, iniziai a muovere il bacino con grande impeto, sollevandola ad ogni affondo. Quell’idea mi aveva dato una forza mirabolante.

Nello stesso istante, anche Alessia, eccitata da quel rapporto incestuoso, sfoga le sue emozioni divorando le tette di Ilaria, le bacia, le morde, le lecca e le succhia famelica. Sembrava posseduta dal diavolo.
Ilaria, stimolata dalla chiavata incestuosa di Alessia, trasmette la sua eccitazione allo scoscio, che struscia con energia sulla mia bocca.

Alessia lo voglio anche io! mmmmmmmm

Alessia si ferma, e riluttante si alza dal mio grembo, lasciando il posto ad Ilaria. Nello stesso momento lei si siede con la fica sulla faccia cercando gli stimoli dalla mia lingua.

La fica di Alessia era impregnata di umori. Le labbra interne, slabbrate dal mio cazzo, erano molto sviluppate e sporgenti. Erano due petali di rosa, di straordinaria sensualità, avvolti da un folto pelo. Era una meraviglia della natura.
Non ci pensai due volte a ficcarci dentro la lingua. Le afferrai le grosse natiche e me la tirai verso di me. Era una delizia leccare e succhiare quella nicchia di piacere. Ogni tanto salivo su con le mani, fino ad arrivare alle grosse tette, per afferrarle e massaggiarle con forza; erano talmente grandi che non riuscivo a contenerle nelle mani.

“Mmmmmmmm mnmmmmm (gemevano entrambe)

Intanto Ilaria, si era impalata sul cazzo e mi stava cavalcando come un’amazzone selvaggia. Il suo bacino si muoveva frenetico. Il cazzo era profondamente ficcato dentro di lei e le pareti della fica lo stimolavano con forza.

“Mmmmmmm si mmmm amo il tuo cazzo mmmmmmmm

Dopo alcuni minuti, sento la sua mano che schiaccia la cappella del cazzo contro l’orificio anale.
La penetrazione avviene senza alcuna difficoltà, dato che quella via era ampiamente spianata. Si era messa di spalle, appoggiandosi alle tette di Alessia, mentre il suo bacino saliva e scendeva sul mio cazzo stimolandolo con il buco del culo.

Dopo alcuni minuti abbondanti, Alessia rivolgendosi a Ilaria:

mmmmm lo voglio anche io nel culo!

La richiesta di Alessia mi fece venire la pelle d’oca.  Perché no? Era una donna, una puttana, e come tale doveva essere trattata.
Quella supplica, quindi, andava soddisfatta all’istante. Ilaria si mise da parte. Alessia si mise a gattoni nella posizione della pecorina.
Prima di incularmela volevo sentire la sua bocca sul cazzo.
Così mentre mi stava succhiando il nerbo, Ilaria da tergo aveva iniziato a lavorarle il buco del culo.

mmmmmmm mmmmm

Vidi Ilaria che infilava le dita in bocca inumidendole con la saliva, poi le introduceva nel buco del culo di mia figlia allargandolo.
Vedere Ilaria lavorare il buco del culo di Alessia, mi dava una tale forza che la pressione del sangue salì ai massimi valori, così in preda all’eccitazione, afferrai la testa di Alessia e con veemenza la chiavai in bocca. Ogni tanto lo toglievo, gocciolante di saliva schiumosa, per farla respirare.

E’ pronta!

Era Ilaria. Mi spostai dietro le natiche di mia figlia. Le cosce non erano lunghe come quelle di mia nuora. Stavolta era alla mia altezza, quindi restai in ginocchio, allineandomi alle sue natiche.
Mia figlia aveva un culo abbondante. Molto sensuale da toccare e schiaffeggiare.

Prima di incularmela, lo volli provare ancora i piaceri della sua calda fica; che spuntava pelosa dallo scoscio come un riccio nero e cresposo.

Mmmmmm si mmmmm

Chiavandola cominciai ad apprezzare quella piccola troia.
Col senno di poi mi resi conto perché nei centri di villeggiatura era la ragazza più gettonata. Alessia chiavava con grande trascinamento; per dare più efficacia alla penetrazione del cazzo, si era puntata con le mani in fondo al ruscello spostando il suo corpo massiccio contro il mio grembo.

“op op op sei fantastica mia piccola troia mmmmm
“papà mmmmm mi stai facendo impazzire mmmm

Diedi ancora alcuni colpi in sequenza, devastanti, prima che Ilaria mi fermasse e impugnasse il cazzo impregnato di umori vaginali.

Dopo averlo succhiato e lubrificato con la sua saliva, brandendolo come un cetriolo puntò la cappella contro il pertugio anale di Alessia.
Mi associai subito alla sua azione spingendo la fava nello sfintere di mia figlia.
Scoprì che anche lei aveva il canale anale già abbondantemente sfondato da altri. Quindi fu sufficiente una leggera pressione per penetrarla profondamente.

“Mmmmmm si si mmmmm piace! Papà incula per bene la tua bambina mmmm
“La mia piccola troia! Si si mmmm la mia piccola che è passata dalle fiabe al cazzo! Sei cresciuta hahahah
“si! Ora mi devi inculare tutte le sere, per farmi addormentare hahahah

Il caldo culo di Alessia accoglieva come un caldo forno l’intero cazzo.
Era uno spettacolo vertiginoso ammirare il suo fondo schiena candido come la neve, mentre inghiottiva l’intero nerbo.
Anche se era più grosso di quello di Ilaria, era in ogni caso ben proporzionato I fianchi erano larghi e il culo sembrava una grossa pera. Era meravigliosamente sensuale. Per certi aspetti era simile alla madre, quando aveva la sua età. Ebbi l’impressione di essere tornato indietro nel tempo.

Le afferrai le natiche e cominciai a chiavarla con gusto nel culo.

Mmmmmmm papà mmmm si è bellissimo mmmmm
“to to to ! mmmm hai un culo fantastico! Mia piccola puttanella!
“si sono una puttana! mmmmmm

Ilaria, intanto, aveva infilato la testa tra le cosce di Alessia, leccando i coglioni, e succhiando ogni tanto il cazzo.
Dopo un quarto d’ora abbondante, cominciai ad avvertire i primi conati di sborra.

Ilaria colse subito quell’istante. Mi fermò in tempo, afferrò il cazzo ed iniziò a succhiarlo ingorda. Intanto anche Alessia si era unita alla festa. Insieme, a turno, lo succhiarono fino a quando non esplose in una abbondante sborrata.

Gli schizzi finirono nella bocca di Alessia, che li ingoio avida, poi passò il cazzo ad Ilaria che finì di spremerlo come un limone, fino all’ultima stilla.

Esausti, ci allungammo nell’acqua corrente.

Ragazze, siete state terribili! Due sirene troie, che hanno spolpato Ulisse! Sono esausto!
Papà, è stata una bella scoperta! se avessi saputo che eri così porco, ti avrei spremuto come un limoncino da mo! Hahahah Comunque avevo capito benissimo che ti stavi scopando Ilaria! Ahaaa

“Certo che lo hai capito subito! una puttana sa riconoscere gli animali della sua specie! hahahah Se io avessi capito che eri così troia ti avrei inculata prima! Hahahahah
 
(in coro): ahahahahahha


La vacanza avevano preso un’ottima piega. Il puntantuour si era esteso ad Alessia.

Al ritorno ho saputo che Ilaria, nella sua azione diplomatica, non si era fermata a mettere insieme me ed Alessia, ma aveva coinvolto Marco e mia moglie in un altro menage diabolico a tre. Marco e mia moglie. Solo a pensarci mi venivano i brividi.

Ilaria, un giorno, mi confidò un progetto cui stava lavorando.
Gli sarebbe piaciuto coinvolgere tutta la famiglia, compresi i suoi genitori e la sorella, in una mega orgia.
Il piano escogitato m’intrigava, giacché la madre e la sorella erano delle grandiose gnocche, e forse anche più troie di lei.

Ma questa è un'altra storia.

Cosi va la vita.

Guzzon59 (Claudiogusson@ymail.com)

1 commento:

Carlotta Bettoni ha detto...

Decisamente ben scritto e coinvolgente, almeno per me che mi sono trovata in una situazione simile tanti anni fa col mio fidanzato di allora e suo padre.