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domenica 4 dicembre 2011

Incesti Italiani



Il racconto è diviso in sei episodi. Tra loro c'è un legame ma, volendo, potete scorrere il testo e leggerli separatamente. 

Estate del 1974 i mondiali di calcio in Germania erano appena finiti con il trionfo dei Tedeschi sugli Olandesi.

La delusione per l’eliminazione prematura dell’Italia fu immensa.
Mario, metalmeccanico in una grande industria del Nord Italia, per riprendersi da quella cocente delusione sportiva pensò di partire in vacanza al mare, con la famiglia, così avrebbe scaricato tutta la tensione nervosa  accumulata davanti alla televisione.
Gli restavano ancora tre settimane abbondanti di ferie. Per cui, con la moglie decise di lasciare in fretta la città, che era diventato un inferno a causa della canicola opprimente.

Nell’ultimo anno la famiglia era aumentata di altri due componenti.  Caterina, la moglie del primogenito Francesco, e Carletto il loro figlio.

Francesco aveva messo incinta Caterina, che all’epoca aveva appena diciotto anni. I suoi genitori non l’avevano accettato e così la cacciarono fuori di casa. Ci fu subito il matrimonio riparatore, almeno prima che nascesse il bambino.
Mario dovette prendersi cura di lei e della creatura che portava in grembo.
La casa era sufficientemente grande da accogliere comodamente i nuovi membri.

Si sa che le disgrazie non vengono mai da sole.
Francesco, nel mese di Giugno, ricevette la cartolina precetto dal distretto militare per cui, da buon cittadino fu spedito ad espletare il servizio militare. Fu incorporato in un reparto degli Alpini di stanza a Cuneo.

Pertanto, Mario si ritrovò a dovere accudire Caterina e Carletto, il nipotino appena nato.
Gli altri componenti della famiglia erano Giuliana, di diciannove anni, e Maristella di sedici.
Le sorelle dovettero sacrificarsi e lasciare la loro stanza a Caterina e Francesco.
Fino alla partenza di Francesco per il Servizio militare, Giuliana si era sistemata nella stanza del fratello, mentre Maristella si dovette accontentare del divano letto del salotto.
Giuliana e Caterina erano coetanee per cui tra loro si creò subito un legame intimo e confidenziale.
Comunque era una situazione precaria perché non appena Francesco finiva la naia i due sarebbero andati a vivere in un appartamento in affitto che si trovava nella palazzina di fronte a quella dove viveva Mario.

La famiglia si stava preparando per affrontare il lungo viaggio verso il Sud.
Rosaria, la moglie di Mario, era Siciliana, per cui ogni anno erano scesi in paese dai suoi genitori.

Mario aveva conosciuto sua moglie durante il servizio militare.
Lo avevano spedito a Catania dal profondo Nord. I primi tempi furono molto pesanti, poiché incontrò gravi difficoltà di adattamento alla mentalità dei Siciliani. Poi, una domenica, durante la libera uscita, aveva conosciuto Rosaria e tutto diventò più facile.
Una ragazza mora, bellissima, dagli occhi verdi. Si era innamorato di lei dal primo istante.
Mario, al termine della Naia, che all’epoca durava quasi tre anni, si presentò dai famigliari di Rosaria e la chiese in moglie. Si sposarono nel 1952 e dopo un anno nacque Francesco.


Il paese si trovava in una tipica località mediterranea, posta sulle coste della provincia di Catania, che in pochi anni si era sviluppato diventando meta anche di turisti stranieri.
Inoltre era un’occasione di rivedere tutti i parenti che si trovavano sparsi per l’Europa.

Rosaria oltre al fratello Concetto aveva anche una sorella, Maria, che si era stabilita da anni in Inghilterra, a Manchester.
 
Per meglio lumeggiare i fatti che si sarebbero svolti nella ridente località balneare occorre tornare indietro nel tempo di venti anni. Al 1954 a Milano.

PRIMO EPISODIO INCESTUOSO: la cognata teutonica (scritto da Guzzon59)

Concetto, il fratello di Rosaria, era emigrato in Germania agli inizi degli anni cinquanta.
La Germania era uscita sconfitta dalla guerra ed aveva perso molti soldati.
Gli uomini quindi scarseggiavano e le donne erano superiore di numero.
Il ragazzo raccontava che i primi tempi era una vera cuccagna. C’era un’abbondanza di donne e tutte erano bellissime, ma soprattutto disponibili, vista la carenza di uomini.

Alla fine ha incontrato la ragazza giusta, che lavorava in un’agenzia del lavoro, che conosceva perfettamente la lingua italiana. Una tipica ragazza della Germania, dai tratti nordici, occhi azzurri e capelli biondi.

Appena si era fidanzato con la bella teutonica, il piccolo siciliano, prese l’abitudine di passare alcuni giorni di vacanza a casa di Mario.
La distanza tra Stoccarda e la cittadina del Nord Italia non era molta, per cui, un paio di volte all’anno, i fidanzatini si presentavano da loro.

Successe anche nel mese di settembre del 1954.

All’epoca Rosaria era incinta di quattro mesi, aspettava Giuliana.
Mario in quel periodo doveva fare astinenza forzata di sesso perché sua moglie non ne voleva sapere di avere rapporti. Temeva per la salute della creatura che aspettava in grembo.
Così, a malincuore, quando il bisogno diventava impellente, si esiliava nell’angusta cantina e praticava il sesso fai da te.

Il giorno in cui si presentò Concetto con la sua bella vichinga, Mario era in piena crisi ormonale.
All’epoca gli americani avevano lanciato la moda delle Pin Up Girls, e le ragazze Tedesche, che avevano molte affinità estetiche con le Yenkee, accolsero con entusiasmo quella moda che esaltava le forme del corpo in modo sublime.
Ivonne, l’affascinante cognatina tedesca, si presentò con un vestito verde, stretto sui fianchi, scollato, con gonna larga, calze di nailon nere e scarpette a spillo dello stesso colore del vestito. I capelli erano stati raccolti da un fiocco nero di raso. All’epoca i collant non erano ancora stati inventati, per cui Mario poté fantasticare lo scenario che si celava sotto la veste.
Calze e reggicalze neri su cosce dalla pelle candida come la neve. Quei pensieri lo eccitarono talmente che dovette celare un lieve gonfiore dell'inguine. Dopo aver osservato la scollatura della cognata, con le grosse tette che in bella vista facilitavano l'immaginazione, alzò lo sguardo e si accorse che gli occhi della ragazza lo stavano fissando. Un rossore coprì le sue guance e un senso di imbarazzo gli bloccò il respiro in gola. Ma l’entusiasmo di Ivonne era contagioso, così tra una battuta e l’altra superò quel primo momento d’impiccio.

Ivonne aveva un debole per il piccolo Francesco, di appena un anno. Amava i bambini e desiderava averne tanti. Così dopo i convenevoli prese il piccolo e se lo portò nella sua cameretta a giocare.

Mentre Mario si intratteneva con suo cognato in salotto, chiacchierando del più e del meno, dalla sua posizione aveva la possibilità di scorgere la stanza di Francesco, che in quel momento aveva la porta aperta.
Infatti, si vedeva Ivonne, seduta a terra, che giocava con il piccolo nipotino. Ad un certo punto, le fa il solletico sulla pancia, ed in piena allegria lo afferra e lo alza in aria, poi si lascia andare di schiena, cullandolo sul petto. Nel momento in cui tocca terra con il dorso le sue gambe si sollevano in aria.
A Mario quasi le stava andando di traverso il caffè. La scena che si presentò davanti ai suoi occhi era incredibile. La gonna di Ivonne si era piegata completamente verso il pavimento, scoprendo le lunghissime gambe, che spuntavano in aria come due torri.
La cosa sconvolgente fu che in quel momento si vedevano le calze interrotte a meta coscia, attaccata alle reggicalze, che esaltavano la pelle bianca dello scoscio.
Le mutande rosa erano talmente strette che si erano arrotolate tra i glutei abbondanti. Era un’immagine che suscitava una libidine pazzesca.
Il cazzo di Mario si adeguò immediatamente agli effetti di quella scena, ingrossandosi in modo indecente. Mario si era incantato e non riusciva più a togliere gli occhi da quel magnifico culo.
Che meraviglia, perché ricordava quello delle ragazze Pin Up, viste su una rivista dal barbiere.

“Mario!
“Si Rosaria!
“Oggi è una bella giornata! Perché non porti il bambino ai giardinetti?
“Bella idea! – rivolgendosi a Concetto - Così anche voi potrete godervi questo sole raggiante!
Concetto:
“Mario! Se non ti dispiacere noi resteremmo volentieri a casa! Il viaggio in treno mi ha fatto venire un terribile mal di testa! Magari se riposassi un paio d’Ore!
Ivonne: con un forte accento tedesco.
“Parla per te! Io ci vado volentieri! Un po’ di sole fa bene alla pelle! Allora Rosy! andiamo?
Rosaria:
“Nel mio stato non posso fare molti sforzi! Mi piacerebbe venire ma devo seguire i consigli del medico!
Ivonne:
“Rosy! Guarda che respirare aria aperta fa bene al bambino! I medici non hanno sempre ragione!
“Lo so! Ma che ci posso fare! È meglio non rischiare.
Mario:
“Bene adesso preparo il bambino!

Cosi, dopo un quarto d’ora lo strano gruppetto, formato da Mario, il piccolo Francesco ed Ivonne, uscirono dal palazzo e si avviarono verso i giardinetti, che si trovavano a tre isolati dalla casa.
Appena entrarono nel vialetto alberato del parco, Francesco si staccò da Ivonne e cominciò a correre sui verdi prati. La giornata era bellissima, ma soprattutto la temperatura era ancora mite.

“Allora cognatina! Quando vi sposerete?
“Spero a maggio. Concetto adesso ha trovato un lavoro fisso, che ci permetterà di trovare una casa!
“Ma i tuoi genitori non dicono niente del fatto che voi due venite qua da soli?
“E cosa potrebbero dire? Ormai sono due anni che ci frequentiamo! E poi ci sposeremo no?

Mario osservava sua cognata affascinato dalla bellezza del suo viso. I capelli, colpiti dai raggi del sole, sembravano d’oro. Gli occhi azzurri lo fissano in un modo così intenso che quasi aveva difficoltà a sostenere lo sguardo. La bocca, dalle labbra rosse e carnose, si muoveva armoniosa, suscitando una gran voglia di baciarla.

Ivonne si era accorta subito che Mario la stava guardando con interesse. Lo aveva capito dal primo momento che aveva messo piede in casa, infatti, più volte lo sorprese mentre guardava con insistenza il seno e le gambe.
Anche prima, in casa, mentre giocava con il bambino, lo aveva colto mentre fissava con libidine le gambe scoperte. L’istinto di comporsi fu subito represso da una sensazione di piacere che provò a vedere gli occhi di suo cognato che fremevano eccitati.
Sentirsi osservata e desiderata le piaceva. Inoltre Mario era un bel ragazzone del Nord Italia, e si sentiva molto attratta da lui.

All’improvviso le urla di Francesco attirarono la loro attenzione; il bambino era caduto dall’altalena. Ivonne, seguendo un istinto quasi materno, corse verso di lui, lo prese in braccio ed iniziò a coccolarlo.

Poi si sedette su una panchina, con il bambino sul grembo. Mario si accomodò al suo fianco ed iniziò ad accarezzare la schiena del piccino.
In quel frangente la mano di Ivonne si posò su quella di Mario.
Quel contatto improvviso fece sobbalzare Mario, che fissò gli occhi di Ivonne.
Lui si accorse che erano emozionati, c’era qualcosa che non quadrava.
Ivonne, infatti, invece di togliere la mano intrecciò le dita in quelle di Mario.
Quel gesto era voluto.
Il bambino intanto aveva smesso di piangere e se ne stava rannicchiato sul petto di Ivonne.

Mario continuò a fissare gli occhi di Ivonne. Un silenzio piombò tra di loro. I corpi invece tremavano come se fossero mossi da un vento impetuoso.

Allora Mario, coinvolto emotivamente, si eccitò da quel gesto lascivo, ricco di significati, e seguendo i propri istinti staccò la mano da quella di Ivonne e la fece scivolare giù, ficcandola in mezzo alle cosce spalancate della cognata.
Ivonne, chiuse gli occhi, e nel momento in cui la mano del cognato toccò la pelle nuda, emise un forte sospiro.

Mario poté constatare personalmente che la cognata era una gran porcona perché si lasciava toccare senza opporsi, quindi incoraggiato da quella inattesa disponibilità, dopo che aveva intrapreso la via delle cosce cominciò ad incalzare la mano fino ad arrivare al gonfiore della figa. Le mutande non furono un problema, perché non avevano elastici.

Le dita cominciarono a razzolare tra il morbido e dorato vello vaginale fino a quando si infilarono nella carne viva della figa, appena percepì il dolce tepore della topa teutonica Mario si sentì quasi svenire.
Ivonne continuò a tenere gli occhi chiusi, mentre stringeva il piccolo Francesco sul petto, che cullava con frenesia, il suo corpo era sconvolto dagli stimoli che gli stava dando la mano di suo cognato tra le sue cosce.
Mario, intanto, si era inoltrato con la mano tra le fenditure della figa, umide, muovendo alcune dite verso l’interno della vulva.
Ivonne nel momento in cui le dita si erano introdotte in profondità, si mosse con un forte sussulto.
Anche Mario si era eccitato, e manifestava le forti emozioni agitando freneticamente le dita nella figa di sua cognata, mentre lei, tenendo le cosce oscenamente spalancate, godeva dal piacere che stava provando al basso ventre.

“Non ce la faccio più!
“Sei pazzo? Vuoi farlo qui?
“No! Vieni con me! ho un’idea!

Francesco, a causa di quell’insolito movimento, si era addormentato.
Appena entrarono nell’androne della palazzina.

“ Seguimi!

Imboccarono le scale che portavano al piano interrato. Dopo un lungo e buio corridoio finalmente arrivarono alla porta della cantina.

“Ecco questa è la mia cantina! Entriamo!
“E’ buia!
“Ti guido io! accendiamo la luce dopo che siamo entrati!

Appena dentro Mario prese Francesco e lo adagiò in un cartone. Poi si rivolse alla sua bellissima cognata.

“Dio quanto sei bella! Ho voglia di baciarti!


La strinse dai fianchi, la tirò verso di se, se la baciò con un’enfasi tale da togliergli il respiro.

Senza staccarsi da lei, iniziò ad accarezzargli le natiche, sollevandogli la gonna verde, poi le ficco le mani nelle mutande impastandole i grossi glutei, lisci come la sete.

Ivonne, intanto le aveva aperto la cerniera dei pantaloni. Dopo aver armeggiato nella patta, gli estrasse il cazzo duro e pulsante di desiderio.
Intanto Mario stava giocando con le grosse mammelle che aveva esposto al suo giogo.
Ivonne, in preda all’eccitazione le venne voglia di succhiare il cazzo del cognato, così si abbassò di fronte a Mario, e dopo aver menato l’asta fino alla base, la ingoiò fino in fondo alla gola.
Era brava a fare i pompini e Mario ne stava apprezzando la maestria. Il piacere che gli stava procurando la bocca di Ivonne lo stava facendo impazzire.

“Non ce la faccio più ho voglia di scoparti!

Ivonne si alzò in piedi, appoggiandosi con entrambe le mani su un tavolino da lavoro. Mario da dietro le sollevò la gonna verde esponendo il suo magnifico fondo schiena.
Restò per un attimo ammutolito ad ammirare la bellezza conturbante del corpo della bella cognata. Le calze e le reggicalze neri esaltavano la pelle candida delle cosce e del culo. Era uno spettacolo da paura.

Era troppo eccitato per aspettare ancora. La mise a pecorina, facendogli inarcare il culo, ostentato boriosamente sotto i suoi occhi. Spinto dai soli istinti ed eccitato come un ariete, le abbassò le mutande fino a metà cosce, poi impugnò il cazzo e brandendolo puntò la cappella nello scoscio, tra le fenditure della figa già abbondantemente bagnata.
Appena la cappella percepì il calduccio delle pareti vaginali diede una forte spinta, e sprofondando con grande gaudio trascinò con se il resto dell’asta negli abissi incandescenti di quella fucina teutonica.

Haaaaaaaaaaaa ja aaaaaaaaaaa gut tttttttttt! Fuck Ja aa!!!!!!!!!!  Stärker


Ivonne iniziò ad ansimare in tedesco, questo aspetto face impazzire Mario,
che aumentò i propri sforzi come una bestia inferocita.
Per cui la bionda teutonica, cominciò a tremare sotto i possenti colpi di cazzo che le stavano sconquassando la figa.
Mario non scopava da quattro mesi. Quindi il desiderio che si era accumulato in quel periodo lo stava sfogando tutto nella fica di sua cognata, che urlava felicemente come una cagna in calore.

“Bella tedesconaaaaaaaaaaa tooooooooo
“Jaaaaaaaaaaa guttttt fuck! Mmmm

Mentre la scopava con irruenza, le strizzava le mammelle e le mordeva le spalle. Lei, sotto quei stimoli multipli si agitava come una vera vacca alpina, muggendo selvaggiamente. Le tette erano grosse e rotonde, talmente grandi che le mani del cognato non riuscivano a tenerle tutte.

Dopo un quarto d’ora abbondante la fece sedere sul tavolino con le gambe spalancate. Era uno spettacolo da infarto. Le lunghe gambe, coperte dalle calze nere, si innalzavano davanti ai suoi occhi come due pinnacoli. La figa dal biondo pelo si stagliava in mezzo allo scoscio, provocante, mostrandosi in tutta la sua estrema sensualità, esaltata da labbra grosse, coperti di peli dorati e divisi da quelle interne rosse, umide, su cui riverberava la luce fioca della lampadina.

Mario, come un segugio, entrò tra le cosce divaricate, arrapato come un montone, ficcò il cazzo nella calda ed accogliente sorca. Appena sentì il tepore delle pareti interne, iniziò a muoversi con impetuosità, fino a raggiungere un ritmo costante e veloce.

Chiavarla guardandola in faccia era tutto un'altra storia. Ivonne era

bellissima, per Mario vedere il volto deformato dal piacere, le provocava una bramosia incredibile, che sfogava con gusto dentro di lei.

“Mmmm jaaaaaaaaaaaaaa jaaaaaaaaaaaaaaa guttttttttttttt! Fuuuucckkkkkk!
“Ti piace  eeeeeeeeeee mmm! Il cazzooooooooooo di tuo cognatooooooooooo!
“jaaaaaaaaaaaa jaaaaaaaaaaaaaaa

Ad un certo punto, il cognato cominciò a sentire i primi stimoli, ormai era giunto a capolinea.
Il cazzo si perdeva in mezzo a quel pelo biondo appiccicoso ad una velocità supersonica. Sentiva le pareti vaginali che si contorcevano dal godimento. Si percepiva chiaramente che Ivonne stava provando orgasmi stellari a ripetizioni.

Mm jjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjaaaaaaaaaaaaaa mmmmmmmmmm!

Nel pieno delirio dei sensi, grugniva come una scrofa agitandosi convulsamente sotto di lui.
Il cazzo, all’apice del godimento, aveva raggiunto una dimensione ed una rigidità notevole, per cui quando penetrava nella figa non si deformava. Quindi scivolava trascinandosi con impeto le labbra interne e stimolando ogni zona erogene della vulva vaginale.
Non appena Mario percepì i primi impulsi di sborra, aumentò il ritmo, spingendo in profondità per alcuni minuti senza interruzioni.

“Meinnnnnnnnnnn Gotttttttttttttt! Jaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

Ivonne aveva raggiunto l’estasi suprema, sembrava che stesse svenendo dal piacere intenso che stava provando.
Mario si afferrò dal culo di sua cognata, e dopo aver dato alcuni colpi possenti raggiunse l’apoteosi del piacere.

“Tedesconnnnnnnaaaaaaaaaaaaaa tooooooooooooo mmmmmmmmm
“Jaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa siiiiiiiiiiiiiii


La sborra cominciò ad uscire a fiotti inondando l’utero di Ivonne.

In quelle due settimane riuscirono a scopare tutti i giorni.
Divennero amanti. Ed ogni riunione di famiglia rappresentava una ghiotta occasione per far sesso.
L’anno successivo nacque Giuliana, dopo cinque mesi nacque Greta, concepita nella cantina di Mario.
Ivonne ebbe quattro figli di cui, oltre a Greta, anche la seconda, Gertrude, fu concepita con il focoso cognato.



Estate del 1974. (scritto da Guzzon59)

La Fiat 128 familiare, di colore verde, era stata caricata in ogni dove. Nelle prime ore del giorno imboccarono l’autostrada Milano – Bologna, dopo aver percorso tutta la penisola; nelle prime ore del mattino successivo si imbarcarono sul traghetto per Messina. Dopo tre ore di statale finalmente raggiunsero il paese.
Il padre di Rosaria era morto da alcuni anni. Ad accogliere la famiglia di Mario c’era rimasta la suocera. Negli anni sessanta il suocero aveva ingrandito la casa, in modo abusivo, ignorando il piano regolatore, ottenendo poi il condono edilizio.
Aveva aggiunto due piani alla casa. Il piano terra lo aveva dato a Maria, il secondo a Concetto ed il Terzo a Rosaria.
Il giorno dopo arrivarono Concetto ed Ivonne.
La bionda cognata non era più giovane e bella come una volta. Si era ingrassata e la cellulite aveva rovinato le stupende forme del corpo.
Appena Mario vide Greta e Gertrude gli venne un blocco allo stomaco. Avrebbe voluto abbracciarle e baciarle non come zio ma come padre. Ma purtroppo non potevo fare altro che salutarle con discrezione, perché l’origine della loro nascita è sempre rimasta un segreto.
Anche se, qualcuno, ha trovato strano che loro due, rispetto alle sorelle più piccole, erano più alte e più belle.

Greta era la copia esatta di sua madre Ivonne. Come lei aveva ereditato gli occhi azzurri, un fisico imponente, un culo abbondante ma proporzionato all’altezza del corpo, ed un seno generoso.
Gertrude invece era più magra, ma alla pari della sorella aveva un grosso seno. I suoi occhi erano marroni, come quelli di Mario.

Mario, all’epoca aveva 46 anni, e li portava bene. Mentre gli uomini della sua età si lasciavano andare facendosi ingrossare la pancia, lui, seguendo una rigida disciplina nel mangiare, cercava di mantenersi in forma.

La cognata avrebbe voluto continuare il rapporto, e, per rinverdire i vecchi tempi, cercava di provocarlo continuamente.
Ma Mario non voleva più saperne di lei. Il rischio di essere scoperto era troppo elevato e le conseguenze sarebbero state impensabili.
Alla fine Ivonne placò i suoi istinti focosi e si rassegnò al suo destino.


SECONDO EPISODIO: LA NIPOTE TEDESCA (Scritto da Guzzon59)


Ma la sorte non è mai paga e tesse continuamente le sue trame perverse, senza alcuna logica.

La natura umana perennemente insoddisfatta, è sempre pronta a lasciarsi

trascinare in avventure imprevedibili ma possibili. Perché l’animo umano, quando la ragione viene meno, è preda dell’istinto animale, che cieco alla morale, persegue il suo bisogno primario naturale: Il sesso.

Una mattina Carletto aveva avuto un attacco di colica. Il dottore consigliò di tenerlo per qualche giorno a casa, lontano dal sole.
Mario ne fu dispiaciuto perché quell’imprevisto poteva rovinare le vacanze a sua nuora. Così decise di sacrificarsi restando ad accudire il nipotino.

Erano le undici del mattino. La palazzina di tre piani era totalmente immersa nel silenzio. I suoi occupanti si erano precipitati in spiaggia a godersi la meravigliosa giornata di sole. La costa distava circa un chilometro, quindi era raggiungibile anche a piedi.

Mentre Carletto dormiva, Mario si prese un momento di pausa stendendosi sul divano, mantenendo comunque un atteggiamento vigile.

Ad un tratto viene destato da una cantilena.

Apre gli occhi e scorge sua nipote Greta, seduta all’angolo opposto del sofà, che teneva in braccio il nipotino, e lo stava cullando dolcemente.

Appena mette a fuoco la scena notò che la ragazza era ancora in costume da bagno.

“Che ci fai qui?

La ragazza, con un forte accento tedesco:

“Oggi non mi andava di restare in spiaggia! Così sono rientrata a casa!
“Si! Lo vedo! perché hai Carletto in braccio?
“L'ho sentito piangere! Sono entrata e ho visto che dormivi! Così sono andata in camera del bambino e l'ho preso in braccio per coccolarlo! Adesso dorme! Sono brava come babysitter?

Mario si sentì a disagio di fronte allo sguardo di sua nipote.

“Si… decisamente!

Mario iniziò ad osservare sua nipote con il bambino in braccio. Quella scena l’aveva già vista venti anni prima. Greta, stringeva Carletto al petto, mentre lo cullava. In quella postura teneva le gambe accavallate.
Mario fissò le sue cosce abbronzate ed il corpo tonico, perfettamente adagiato sul divano. Non poté fare a meno di provare una sensazione imprevista. Nonostante si sforzasse di ripetere tra se che quella era sua figlia naturale, l’istinto animale gli faceva provare un desiderio inaudito per Greta.
Quello che più contribuiva a scuotergli i sensi fu il fatto che Greta, in quel momento, richiamava alla memoria l’episodio avvenuto venti anni prima.

Greta ed Ivonne erano uguali e quello che aveva provato per sua madre riemerse in quegli istanti. Il cazzo si mosse automaticamente rispondendo ai sentimenti che la mente di Mario stava provando verso Greta.
Mario indossava una canottiera ed un paio di pantaloncini di raso, molto stretti. Per cui l’erezione del cazzo cominciò a manifestarsi oscenamente.

“Sarebbe meglio per lui se continuasse a dormire nella culla!

Greta fissò Mario e sorridendo:

“Mi aiuti ad alzarmi? con Carletto in braccio ho difficoltà!

Mario si avvicinò a sua nipote. Era impossibile nascondere la rigidità del cazzo, che in modo indecente si notava dai pantaloncini attillati.

Lo sguardo di Greta si posò proprio sull’inguine di Mario, osservando con imbarazzo la grossa protuberanza che si vedeva attraverso la sottile stoffa di raso.

Mario, per togliersi da quello impiccio, afferrò la nipote da un braccio e l’aiutò ad alzarsi.

Greta con il bambino in braccio si avviò verso la cameretta, seguita da tergo dallo zio. In quel momento la ragazza captava le occhiate di Mario che fissavano il suo culo, mentre camminava. Ebbe una reazione che le fece increspare la pelle.
Perché si rese conto che le piaceva sentire lo sguardo su di se, e cosa, ancora più emozionante, il pensiero che suo zio si era eccitato proprio per lei. Tante volte lo aveva sorpreso mentre la guardava con modo interessato. E lei aveva sempre interpretato quelle occhiate come un attenzione particolare per lei, molto strano considerato che era suo zio e non un uomo qualunque. Tuttavia a lei piacevano quelle occhiate perché la facevano sentire una donna desiderata. Inoltre suo zio era anche un bell’uomo che molte ragazze della sua età non avrebbero certamente disdegnato avere come amante.

Mario seguì la nipote. Il corpo di lei, coperto solamente dal costume da bagno a due pezzi, si offriva conturbante al suo sguardo allupato.
Era eccitato e non riusciva a controllare le reazioni inconsce. Il suo cazzo era duro e palpitante come un cavallo selvaggio.
Greta si muoveva sinuosamente, oscillando i fianchi con grazia. Il culo perfettamente tornito appariva in tutta la sua sensuale avvenenza.
Sudava freddo, mentre il suo corpo era completamente scosso da quei momenti di intensa euforia.
Trovarsi in casa da soli con quel pezzo di figliola, lo faceva agitare mandandole la mente completamente in tilt. Erano anni che non provava quella sensazione di bramosia.
Con sua moglie i rapporti si erano raffreddati, e da parecchi anni le scopate si erano ridotte a sporadiche sveltine, consumate velocemente nel letto, mentre lei si addormentava.
Quella ragazza lo aveva scosso nel profondo dell'anima. Il suo corpo teso come una corda di violino fremeva di cupidigia per quella giovane figura, richiamando in vita il suo istinto di maschio primordiale affamato di figa.

Giunta davanti alla culla, Greta si piegò in avanti per posare il bambino nella culla. In quella posizione si esibì in una pecorina da infarto.

“I bambini quando dormono sembrano degli angioletti!

Greta si era volutamente bloccata in quella posizione, con la scusa di accarezzare la guancia del piccolo.

Mario da dietro non aveva occhi che per il suo culo. Il suo respiro divenne affannoso. Sudava, e le gocce fredde cominciarono a colarle lungo la schiena.
Sembrava un vulcano in procinto di esplodere in fuoco e fiamme. Non riusciva più a contenere il suo impeto. Greta si trovava di fronte a lui, piegata verso la culla, con il culo in bella vista, un quadro che avrebbe fatto impazzire chiunque.

A Greta le piaceva quella situazione. Percepiva il respiro affannoso di suo zio, che da dietro si stava agitando e dannando l’anima.
La sensazione che provava era meravigliosa. La figa si era già bagnata.
Si era messa a pecorina di proposito per provocare suo zio. Cercava di restare in quella postura per continuare a sentire quella sensazione eccitanti, un brivido vertiginoso, vampate di calore che le facevano vibrare il basso ventre. Stava giocando al topo con il gatto.

Ma si sa che alla fine il gioco diventa pericoloso.

Mario, in piena crisi ormonale, sconfitto dagli istinti più depravati, alla fine si lasciò trascinare dalla bramosia, divenuta ormai incontrollabile.
Si inginocchiò davanti a quel culo, come se fosse la statua di una divinità. Genuflesso e con la mente sconvolta dall’eccitazione afferrò le chiappe di Greta e vi affondò il viso.

“Che faiiiiiiiiiiiiii ziooooooooooo!
“Non ce la faccio piùùùùùùùùù sei bellissima aaaaaaa ma anche puttana!

Greta restò bloccata contro la culla del bambino, mentre suo zio le stava raspando lo scoscio come un cane idrofobo.
Mario seguendo il suo scellerato istinto d’animale, afferra gli orli delle mutandine e le abbassa fino alle ginocchia. Poi afferra le natiche e le separò, esponendo la carne viva della figa. Lo spettacolo era di assoluta libidine. Come un cane bavoso incuneò la bocca dentro quella nicchia di piacere e cominciò a leccare con grande gusto. La lingua si muoveva lungo le fenditure della fica colpendo frequentemente il clitoride ed il buco del culo e tutto lo scoscio venne levigato in ogni dove.

“hoooooooooo jaaaaaaaaaaaaaaaa guttttttttttttttt

Anche Greta, come sua madre, nei momenti più catartici iniziò a gemere nella lingua di origine.

Dopo qualche minuto, Mario si mise in piedi, si abbassò i pantaloncini , ostentando la sua possente erezione, che aveva raggiunto ormai la massima grandezza possibile.
Poi, in pieno delirio dei sensi, impugna il bastone come una mazza e puntò la cappella nello scoscio di sua nipote.

Appena il glande sprofonda nella vulva vaginale, diede un possente colpo
 di reni ed in un attimo il cazzo affondò con il resto del convoglio dentro la sorca bollente di Greta.


“Haaaaaaaaaaaggg jaaaaaaaaaaa mainnnnn gottttttttttttt!
“Bella tedescona aaaaaaaaaaaa ti piace il cazzo dello zio ooooo heeeeeeeeee!
“Jaaaaaaaaaaaaaa fuuucckkkkkkkkkkk

Lo zio sollecitato dal tepore della figa, afferrò la nipote dai fianchi iniziando

a chiavarla con un ritmo impressionante.
Zio e nipote si stavano accoppiando con un’enfasi che rasentava la sublimità del piacere.
I rapporti incestuosi, quando avvengono in piena coscienza, offrono agli amanti maledetti il massimo godimento possibile. Perché entrano in gioco le alchimie perverse della mente, e l’ebbrezza data dal coraggio di aver infranto una legge morale e realizzati un fantasma proibito.

Mario aveva già superato quella barriera etica e ripetere quell’esperienza, per giunta con la figlia/nipote, le provocava delle sensazioni che non era facile da descrivere.
Così, sotto l’effetto di quelle emozioni estreme, quasi come un drogato di incesto spingeva il cazzo con forza in profondità, facendolo scomparire tra quei candidi glutei ad una velocità pari alla libidine che stava provando in quei momenti.

In quel clima infuocato il cazzo di Mario stava martellando la figa di Greta in modo devastante provocandogli frequenti orgasmi.
Greta sentiva le pareti della sua vagina che si contorcevano, mentre il cazzo di suo zio le stava sconquassando la figa e provocando frequenti spasmi muscolari. Era un turbinio di emozioni indescrivibili che la faceva godere come non aveva mai provato prima di allora.

“Mainnnnnn gooooooooootttttttttttttt istttttttttttt schönnnnnnnnnnn!

In delirio, continuava ad agitarsi sotto i colpi del cazzo di Mario che vibrava senza soluzione di continuità in quella tenera e morbida fica.


Mario era troppo eccitato per trattenere a lungo gli stimoli in quella situazione incredibile e sensuale.
Alla fine, all’apice di quella frenetica scopata, i suoi coglioni si irrigidirono segnalando un imminente orgasmo.
Mario si attaccò ai fianchi di Greta e tenendo le gambe ben piantate sul pavimento, cominciò a ficcare con dei fendenti micidiali che costrinsero la nipote ad emettere dei singulti acuti che riempirono la stanzetta del bambino.
Il cazzo, senza deformarsi, penetrava come una trivella profondamente nella vagina di Greta, fino a quando non si fermò in profondità.
Mario infine abbracciò sua nipote:

“Tooooooooooooo belllllllaaaaaaaaaaaa tedesconaaaaaaaaa mmmmmm

Una possente sborrata inondò l’utero di Greta.

La nipote percependo l’estasi di suo zio, si lasciò andare ad un urlo liberatorio:

“Jaaaaaaaaaaaaaaa mmmmmmmmmmmm siiiiiiiiiiiiiiiiii



Sfiancati, restarono attaccati l’uno all’altra ancora per alcuni minuti, per riprendere fiato.
Poi mentre il cazzo dello Zio si stava afflosciando nella figa di Greta:

“Sei stata straordinaria! Cristo che scopata!
“Ja! war sehr schön!
“Cosa hai detto?
“E’ stata magnifico!
“E’ meglio che sparisci prima che arrivi qualcuno!
“OK!

Prima di allontanarsi, abbracciò suo zio e lo baciò con grande passione, poi sparì dalla stanza.

Mario restò a riflettere a lungo su quello che era successo.
A sangue freddo cominciò a sentire i primi sensi di colpa. Si maledisse perché aveva perso il controllo della ragione. Inoltre prese coscienza di aver scopato una figlia naturale, per fortuna che lei lo ignorava.

Quella sera si penò a lungo. Ma un po’ alla volta cominciò ad accettare quella situazione. Dopo tutto l’incesto riguardava esclusivamente un divieto morale.
La natura infatti non impedisce agli animali di accoppiarsi incestuosamente tra loro. Come i cavalli, cani, cavie e conigli. Se fosse stato una cosa cattiva la natura stessa avrebbe sviluppato negli animali una sorta di reazione repulsiva che avrebbe impedito ai consanguinei di unirsi.
In fondo era anche un gesto di amore. Il sesso tra congiunti quando è finalizzato al solo piacere estetico e non alla procreazione dovrebbe essere accettato da tutti.
Alla fine si convinse che il rapporto con Greta poteva continuare su quella linea. Ne avrebbero tratto diletto entrambi.

Così quando capitò una nuova occasione non si tirò indietro. Ma si godette la nipote / figlia con un’intensità unica, traendone il massimo piacere possibile.

Ma il destino non era ancora soddisfatto della sua opera. Come un pazzo alchimista aveva in serbo altri esperimenti.


 
TERZO EPISODIO: UNA NUORA DA CONSOLARE. (Guzzon59)

Finalmente Carletto era guarito. La cosa dispiaceva molto a Mario perché
voleva dire la fine degli incontri sessuali con Greta. 
Ma la situazione non era così grave, perché le occasioni per far sesso non mancavano.

Tutti al mare. Quel giorno l'acqua era calma, sembrava una tavola blu. All’orizzonte spuntavano i bellissimi i faraglioni, grossi macigni che pare avesse lanciato Polifemo per fermare la fuga di Ulisse.

Mentre Mario era impegnato a risolvere i quesiti del cruciverba, la moglie lo chiamò.

“Mario! Dovresti andare a cercare Caterina! Il bambino si è svegliato e se non vede la madre sono guai!

Si voltò e notò Maristella, che si trovava distesa sull’asciugamano. Aveva slacciato il pezzo di sopra, per cui la schiena fino ai glutei era completamente nuda.
Fu la prima volta che si soffermava a guardare la figlia con un certo interesse.
D’istinto iniziò ad osservare le gambe ed il culo.
La percepì subito per quello che era, pensando: "certo che la ragazzine si è sviluppate bene! un gran pezzo di figa!.


Aveva sviluppato un spirito incline all'incesto. Quel diavolo di Greta gli aveva aperto nuovi orizzonti e nuove possibilità di sperimentare il piacere.
Dentro di se si sentiva contaminato da quella nuova religione, quindi non respinse l’idea di coinvolgere anche le figlie in quel turbinio di rapporti incestuosi se si fosse presentata l'occasione.
Maristella, con le sue grazie, lo destò per un attimo dalla realtà, facendogli provare le stesse emozioni che aveva vissuto con Greta. Quindi, in quello istante, la fissò con certo interesse, valutandola come una possibile preda, in linea comunque al nuovo modo lussurioso di concepire la vita.

“Mario! ti sei incantato!
“Ah scusa! Vado subito a cercarla!

Maristella:
“Papà!
“Si!
“Mi sembra che sia andata verso il faro! Insieme a Giuliana!
“Grazie tesoro!

Si avviò sul bagnasciuga in direzione del faro. Man mano che si avvicinava i bagnanti erano sempre più rari. Alla fine, quando cominciò ad inoltrarsi nelle insenature degli scogli, si accorse che quella era una zona isolata. Non c’era anima viva.

Ad un certo punto, da dietro una roccia vide la testa di un ragazzo. Si agitava come se davanti a lui ci fosse qualcosa o qualcuno che lo costringesse a a fare quel movimento strano.

Non ci voleva la sibilla cumana per capire quello che stava scopando. Pensò che forse sarebbe stato meglio cambiare direzione.
Ma la curiosità di vedere che cosa stesse combinando quel ragazzo fu più forte della volontà allontanarsi.

Cosi, chinato, da buon guardone, aggirò le rocce per cercare di vedere l’oggetto delle sue attenzioni. Appena raggiunse un buon punto di osservazione, si sporse per vedere cosa stesse succedendo.

La scena che si presentò davanti ai suoi occhi lo scioccò a tal punta da farlo scivolare dalla roccia. Non credeva a quello che avevo visto. Riemerse nuovamente dalla cima, e dopo avere messo a fuoco la scena, la rabbia lo fece usciere fuori dai gangheri.
Inginocchiata davanti a quel giovane c’era Caterina, sua nuora, che dimostrando lodevoli capacità oratorie, stava succhiando un cazzo di notevoli dimensioni.
La sua bocca scivolava lungo l’asta ad una velocità costante, ogni tanto si fermava a riprendere fiato, mentre con una mano menava il cazzo facendo scivolare la pelle lungo la massa dura.
Poi, prima di riprendere il pompino, con la lingua seguiva i contorni della cappella lisciando l’asta fino ai coglioni.
La scena era eccitante, sebbene la rabbia le avesse accecato la ragione. Così come una furia uscì dal nascondiglio e si gettò come un leone su quel ragazzo.

“Brutto figlio di puttana!

Caterina appena vide il suocero lanciò un urlo disperato.

“Papà! O mio diooooooooo!

Il ragazzo, che stava accennando ad una reazione, appena sentì la voce di Caterina gridare papà, si alzò il costume e corse via come una lepre.

Caterina rimase inginocchiata nella sabbia. Il costume intero era scoperto nella parte del seno. Le mammelle erano esposte allo sguardo irato del suocero.
Il corpo tremava tutto e piangendo si disperò nascondendo il volto con la testa reclinata ed il viso nascosto nelle mani.

“Cristo che razza di troia! Ti rendi conto di quello che stavi facendo!

Le urla di Mario lacerarono la mente della nuora come le lame di un coltello. Anzi, le parole facevano molto più male delle ferite vere. Perché si era resa conto della grave situazione nella quale si trovava.

“Dove cazzo è Giuliana!

Alzò un braccio tremolante, con la voce disperata, indicò alcune rocce.

“Laggiù!… oltre quelle rocce!.


Mario guardò nella direzione indicata.

“Tu resta qui, e guai a te se ti muovi!
“Si! si!

Caterina si era ripiegata completamente sulle ginocchia, ed in preda alla disperazione, se ne stava rannicchiata in posizione fetale.
Mario raggiunse le rocce. Man mano che si avvicinava al blocco sassoso, le arrivava ovattata la voce di una donna che ansimava. Non c’era alcun dubbio, era quella di sua figlia. E dal tono stravolto si intuiva chiaramente quello che stava facendo.
Appena si sporse dalla guglia vide la scena che già si aspettava. Sua figlia Giuliana infatti era inginocchiata a quattro zampe, nella posizione della pecorina, dietro di lei c’era un ragazzo che se la stava ingroppando con veemenza. La scena era scioccante.



Mario sebbene arrabbiato decise non intervenire, restando basito a fissare, anche perché non sapeva che cosa fare.
Comunque vedere la figlia in quelle condizioni, montata come una cagna di strada, gli faceva bollire il sangue nelle vene.

In quel casino di sentimenti, tuttavia si fece coinvolgere emotivamente e lentamente stava maturando in lui una sensazione inaudita, infatti fu colto da un improvviso attacco di libidine. Il cazzo, sebbene si trattasse di sua figlia, somatizzò immediatamente quella situazione sconvolgente ingrossandosi nel costume. Stava iniziando a sudare freddo.
Ma quello che lo aveva colpito più di tutto fu la vista del corpo nudo di Giuliana. Era la prima volta che vedeva la figlia completamente spogliata. Le grosse tette ondeggiavano al ritmo forsennato degli affondi di quel giovane amante, mentre lei ansimava come una scrofa. Il cazzo dello sconosciuto si perdeva tra i glutei rotondi e candidi della figlia che in quella posa le appariva per quello che era: un gran pezzo di figa.
Somatizzo immediatamente la situazione e tale che avrebbe voluto essere al posto di quel bastardo. 
Eccitato da quelle scene hard guardò in direzione della nuora. Caterina era ancora lì inginocchiata sulla sabbia silenziosa ed immobile.
La osservò bene, stavolta con uno sguardo diverso, perché si rese conto che anche lei poteva essere una possibile fonte di piacere trasgressiva, così cominciò ad accarezzare l’idea di approfittare di quella situazione.
La nuora era una bella ragazza, ed in fondo le era sempre piaciuta.


Quel giorno si era comportata come una sgualdrina da quattro soldi, tradendo la fiducia di suo figlio, per cui non meritava più alcun rispetto. Il figlio comunque non doveva conoscere quella cruda verità. La dissacrazione si era compiuta, quindi poteva fare di lei quello che voleva, la giusta punizione adeguata alla colpa grave di cui si era macchiata.

Il suo corpo ra eccitato ed il cazzo duro non le dava un attimo di tregua.
Alla fine, indotto da quello stato psicofisico alterato dalla bramosia che stava provando per sua figlia, decise il tipo di punizione da infliggere a sua nuora. 


Pensò:"Ti piace il cazzo? e' sia! Quindi si allontanò dalle rocce e raggiunse Caterina.


“Alzati!

Caterina si tirò su. Afferrò un lembo del costume cercando di coprirsi il seno.

“No! Rimani così! hai due belle tette! perché coprirle?

Quella frase la fece sobbalzare. Alzò lo sguardo ed incrociò gli occhi di suo suocero. Notò che la stava fissando con un’intensità particolare, certamente non era più rabbia.
Mario era in preda della bassa cupidigia ed aveva una grande voglia di scoparsi la giovane e bella nuora.


Quella idea lo esaltava e l'emozioni che stava provando in quel momento gli facevano fremere il corpo come una foglia esposta alla tempesta di un uragano. Ingrifato come un cinghiale afferrò una mano di Caterina e la trascinò con se.

“Seguimi! Andiamo dietro quelle rocce!

Caterina sembrava una bambola di pezza inanimata. Non manifestava alcuna volontà. Rassegnata al suo destino oscuro seguì in silenzio il suocero.
Appena entrarono nell’anfratto sassoso.

“Bene! visto che ti piace succhiare i cazzi, spero che non avrai nulla in contrario a prendere anche questo in bocca!

Così dicendo, Mario si abbassò il costume esibendo un’erezione impressionante. La pelle era talmente tesa che si potevano scorgere le nervature delle vene, che si dipanavano lungo l’asta come fiumi in piena.
La cappella lucida come le bocce del bigliardino puntava contro Caterina.

Mario per incoraggiare la nuora, l'avvicinò a se, l'abbracciò e spinse il suo cazzo verso l'incavo vaginale ove si incuneò tra le cosce della ragazza.

“Hai un bel culo!

Pensiero e azione. Le mani di Mario si muovevano già sulle natiche della nuora impastandole come se fossero di gomma. Poi piegò il volto sulle mammelle e con le labbra afferrò un capezzolo.

“mmm la pelle delle tette è morbida! Ora dovresti andare giù e fare il tuo dovere!

Caterina si inginocchiò di fronte al suocero. Il cazzo le sfiorava la guancia. Poi, titubante lo afferrò con entrambe le mani ed iniziò a segarlo, facendo scivolare la pelle lungo l’asta.

“Bene…mmm, ora fammi sentire la bocca!

Caterina prese una boccata d’aria, poi sospirando, quasi disperata, aprì la

bocca ed iniziò a lavorarsi la cappella.

“Vedo che sei brava!

Man mano che la bocca di Caterina incalzava il cazzo di suo suocero, lei diventava sempre più audacia e sicura nei movimenti.

“Brava! Vai cosìììììììì mmm! così si si


Alla fine, anche Caterina si fece prendere dall’ardore di quella situazione assurda. In fondo quel rapporto inaudito cominciava ad eccitarla.
L’incesto è principalmente una situazione mentale, così potente che coinvolge lo spirito ed il corpo in un’alchimia di piacere estremo che soli pochi eletti sono in grado di apprezzare. Mario aveva intrapreso quella strada con consapevolezza oramai consolidata e la stava percorrendo abbeverandosi a tutte le mirabolanti fonti proibite di piacere che incontrava sulla sua strada.

Il cazzo di Mario divenne in pochi secondi l’oggetto del desiderio di Caterina. Lo stimolava con maestria unica, dimostrando un talento particolare per il pompino.

“Cazzo! Brava! Sei straordinaria! Mmm

Dopo alcuni minuti di quello intenso trattamento orale, Mario la fermò. Aveva una gran voglia di leccarle la figa. Così la fece adagiare sulla calda sabbia e le sfilò il costume, esponendo il suo meraviglioso corpo nudo.
Caterina aveva solo diciannove anni e la gravidanza non le aveva tolto nulla della sua bellezza giovanile. Anzi, l’ingrossamento delle tette fu un regalo della natura molto gradito in quel momento.

“Cazzo! Che bella fica che sei! Mio figlio ha buon gusto!

Mario si buttò su sua nuora divorandola dalla punta dei piedi alla punta dei capelli. Le mammelle divennero preda della sua bocca che, con gusto, abboccarono i capezzoli turgidi e rotondi come le ciliegine sulla torta.
Aveva una pelle liscia e vellutata come la pesca. Quando affondò la bocca tra le pieghe della figa fu invaso da un fragrante aroma che le inebriò le narici e rinforzò lo spirito.

“ooooo è bellissimoooo ti prego ooooo scopami iiiiiiiiiiiii!

La voce di Caterina finalmente irruppe tra quelle rocce. Alla fine, cedendo a quegli stimoli intensi, si concesse totalmente a suo suocero, accettando

pienamente quell’imprevisto rapporto.
Mario si allungò sopra di lei, brandendo il cazzo come un bastone. Poi appoggiò il glande tra le labbra interne della figa, abbondantemente bagnata dagli umori vaginali secreti in abbondanza. Con il solo peso del corpo si lasciò cadere facendo sprofondare il resto del cazzo dentro la calda ed accogliente fica della nuora.
Appena dentro si udì un urlo di piacere.

“oooooooo si iiiiiiiiiii mmmm dai scopami iiiiiiiiiiiiii forte eeeeeeeeeeeeee!
“Con grande piacere eeeeeeeeeeeeeeeee mmmm!

Mario si appoggiò con le mani sulla sabbia e prese a muoversi sopra sua nuora scopandola con un ritmo forsennato e sempre più veloce.
Il rumore del cazzo che impattava dentro la figa bagnata, riecheggiava tra le rocce confondendosi con i singulti di Caterina.

La ragazza teneva le gambe oscenamente spalancate per permettere a suo suocero di penetrarla più profondamente.
Il cazzo di Mario spariva nella figa di sua nuora provocando in Caterina delle sensazioni che non aveva mai provato prima di allora.

Si rese conto che l’ardore del suocero era di gran lunga superiore a quello del marito e di quel ragazzo che aveva conosciuto alcuni giorni prima.
Inoltre il cazzo di Mario le sembrava più duro e forse anche più grosso.
Caterina, finalmente, si sentiva appagata fisicamente, e felice di aver incontrato un uomo straordinario.
Così, esaltata dal godimento che stava provando, afferrò le spalle di Mario e se lo tirò verso di se. Voleva soddisfare una gran voglia di baciarlo.
Mario, intuendo lo scopo di quel gesto, si abbracciò a lei, affondando le labbra della bocca in quelle calde della ragazza.

“oooooooooo papà ààààààààà sei  meraviglioso ooooooooooo
“Tu sei iiiiiiiiii meravigliosa aaaaaaaaaaaaaaaa
“Sento oooo gia aaaaaaaaa di amarti iiiiiiiiiiiiiiiii
“Addirittura aaaaaaaaaaaaa è solo una scopata aaaaaaaaaaaaaa
“Per te eeeeeeeeeee! non per me eeeeeeeeeee io già ti amo ooooooooooo!

Caterina scoprì di amare suo suocero e si stava dando a lui con uno slancio emotivo incredibile. Lo tirava, lo graffia, voleva che il suo cazzo entrasse più in profondità dentro di se.

Mario, percepiva quel cambiamento psicologico radicale e stimolato da quella nuova situazione emotiva raddoppiò lo sforzo aumentando il ritmo degli affondi. Si dice che l'appetito viene mangiando

La figa di Caterina era completamente impregnata di un sostanza biancastra aveva unto il pelo pubico ed il cazzo di Mario.

Il cazzo quando affondava nella figa di Caterina produceva un rumore secco. In quella grotta i singulti di lei si mischiavano con il rumore della sua figa tormentata da cazzo che impattava contro la cervice.

“mmm sto per sborrare eeeeee mmm!
“Si i riempimi la figa aaaaaaaaaaaaaa

Caterina era infossata con la schiena nella sabbia, il suocero si muoveva con il corpo teso sopra di lei, tra i due si notava il cazzo di lui che frenetico penetrava dentro la figa ad una velocità impressionante.

Mario era eccitato da quella situazione. Quindi aumentò il ritmo mantenendolo per alcuni minuti poi…

“ooooooooo godo oooooooooooo si iiiiiiiiii

In quegli istanti sentiva le pareti della figa di Caterina che si contorcevano


attorno al suo cazzo, stringendolo come una calda morsa.

Quindi diede l’ultimo affondo, tenendo il cazzo dentro quella fucina impazzita dal delirio dell'orgasmo ed infine, scaricò il suo carico di sborra, che inondò interamente l’utero della nuora.

Esausto e grondante di sudore, si lasciò cadere sopra la ragazza. Lei, in uno slancio affettivo, se lo abbracciò con passione.

Le mani della ragazza continuarono ad accarezzargli le spalle ed i capelli grigi.

Caterina lo teneva serrato a lei baciandolo con grande slancio.

“Io ti amo! Forse ti ho sempre amato! Ora lo so!
“Ei calmati! Ricordati che sei la moglie di mio figlio!
“sono confusa! Ma credo di provare un grande amore per te!
“Però dovrai continuare ad essere la moglie di Francesco!
“Non mi importa più nulla! Quello che voglio è restarti vicino!
“Adesso corri da tuo figlio! Che si è svegliato!

Caterina indossò il costume in fretta. Prima di lasciare la grotta si gettò nuovamente sul suocero e lo baciò con grande trascinamento. Quella scopata è stato un vero colpo di fulmine.

“Senti! Ti devo chiedere una cosa?
“Si?
“Non voglio che rivedi quel ragazzo!
“Non mi importa più nulla di lui! Ora ci sei tu!

Mario restò da solo a bocca aperta nella grotta. Colpito da quello slancio emotivo.
Nel silenzio totale, dopo quel turbinio di sensi, si distese rilassato a fissare le alte punte delle rocce ed a riflettere su quanto era successo.


 QUARTO EPISODIO: GIULIANA, UNA PIACEVOLE SORPRESA.


Il fato non è mai pago e rende la vita imprevedibile. Per Mario il destino aveva in serbo nuove sorprendenti sorprese

Ben presto si accorse che soddisfare le voglie di Caterina e Greta stava diventando una impresa ardua e faticosa.
Le ragazze erano nel pieno del vigore fisico ed esigevano da lui prestazioni superlative. Inoltre aveva scoperto che a Greta piaceva il rapporto anale.

L’arrivo di Francesco, in licenza breve, rappresentò una vera e propria ancora di salvezza. Perché teneva lontano l'ardore di Caterina,  che era quella che si era dimostrata la più ardimentosa e vogliosa di chiavare.

Una altra circostanza venne in soccorso di Mario. Greta dovette rientrare in Germania perché doveva sostenere degli esami universitari, in occasione di sessioni straordinarie estive.

La vacanza continuava comunque, così la domenica successiva tutta la famiglia era andata al mare. Mario se ne stava tranquillo seduto sotto l’ombrellone a riflettere su quanto era successo nei giorni precedenti.
Erano passati due giorni da quando Greta era partita, già ne sentiva la mancanza.
Caterina, prudentemente stava lontano del suocero, impegnata a fare la moglie di Francesco.
Insomma, dopo tanta abbondanza di fica per Mario iniziò un periodo di magra e di mancanza di materia prima.
Tuttavia si trattava di una situazione precaria, perché appena Francesco rientrava in caserma, Caterina sarebbe ritornata ed essere disponibile ed a pretendere il dovuto e con gli interessi.

Doveva aspettare solo un paio di giorni.

“Venite è pronto!

Rosaria aveva portato due teiere di pasta al forno. Aveva apparecchiato il tavolino da camping  e chiamava tutta la famiglia al raduno per il rancio.

Tutti accorsero. Mancavano all’appello Gertrude e Maristella.

“Quelle due chissà dove sono andate?

Mario: “Voi cominciata a mangiare io intanto vado a cercarle.

“Papà vengo con te! non ho molta fame.

Era Giuliana. Insieme si avviarono sul bagnasciuga in direzione del faro. Ogni tanto le onde del mare colpiva i loro piedi. Giuliana cercava di evitare l’acqua saltando. In quei momenti si afferrava alla spalla del padre. Mario per non perdere l’equilibrio la cingeva dai fianchi. Il fisico magro e tonico di lei si percepiva in tutta la sua conturbante sensualità. Mario aveva ancora in testa il ricordo del momento in cui l’aveva sorpresa intenta a farsi montare alla pecorina.
Tra se pensò a quel ragazzo ed al modo come se la stava scopando da tergo e lei, vogliosa, dava dei potenti colpi di reni che collimavano perfettamente con il ritmo della scopata.
quindi quei contatto fugaci oltre a richiamare alla memoria quegli istanti di fuoco, le risvegliavano un desiderio di sesso, peraltro inappagato da alcuni giorni, ma continuamente vivo dentro i suoi pensieri, come in quel momento.

“Ma dove si sono cacciate quelle due? È già un quarto d’ora che camminiamo!
“Laggiù tra quei scogli, giorni fa ho visto molti ragazzini che si tuffavano! Forse sono lì?

"ah 

un esclamazione che lasciava intendere molte cose. 


Mario pensò: Certo lei quei posti li conosceva benissimo, dato che era la sua riserva di caccia. Giuliana, si assentava spesse volte, anche senza Caterina ormai votata ad altri interessi, e quasi sempre prendeva la direzione del faro. Forse proprio quei ragazzini scalmanati erano le sue prede preferite, ai quali si concedeva come una troia.

La sabbia della spiaggia era completamente arsa dalla calura del sole. Per cui, ogni tanto camminavano nella zona in ombra, ai piedi della roccia.

Dopo alcuni minuti fu proprio Giuliana la prima a trovare le tracce delle scomparse.

“Papà guarda, li ci sono i vestiti di Maristella e Gertrude!
“Li vedo! Loro dove sono?

Giuliana precedeva il padre di alcuni metri. Mario non perse tempo ad osservare il corpo di sua figlia. Soffermandosi ad ammirare il fondo schiena. Giuliana era dotata di un culo che avrebbe fatto resuscitare persino i morti, talmente era bello e ben tornito.
I fianchi larghi, perfettamente proporzionati alla statura del suo corpo, ondeggiavano sinuosamente trasmettendo una provocante voglia di sesso.
Come ormai le capita spesso, Mario si trovò a desiderare quel culo, somatizzando quel momento con un abbondante erezione, che cercò di camuffare come meglio poteva, almeno per evitare un eventuale situazione imbarazzante. Giuliana per contro, si muoveva con naturalezza, e si capiva che in quei gesti non c’era alcuna provocazione. Mentre la testa di Mario era in piena fermentazione per le grazie di sua figlia, quella di Giuliana era serena e tranquillamente concentrata a cercare la sorella e la cugina, senza alcun pensiero malizioso nei confronti del padre.

Il destino è sempre in agguato e sa come mettere insieme gli ingredienti e miscelarli a dover per far scatenare le passioni più recondite, che nascoste nei recessi della coscienza, sono pronte ad emergere non appena si presenta la giusta occasione. E quello era un momento catartico

“Oddiooooooo!

Mario si destò improvvisamente, distogliendo lo sguardo dal culo di Giuliana.

“Papà! Fermati! Rimani lì! Forse è meglio andare via!
“Che cosa c’è?
“No! Papà! È mm meglio andare via!

Giuliana apparve scossa. Aveva visto qualcosa di sconvolgente che le stava provocando delle forti emozioni. La voce era tremula ed il respirò era diventato subito affannoso.
Mario superò sua figlia, cha intanto si era appoggiata con le spalle agli scogli, non appena oltrepassò la guglia rocciosa si trovò di fronte la scena che aveva sconvolto Giuliana, che la sua perversa fantasia non avrebbe mai immaginato.

Maristella e Gertrude erano completamente nude, allungate su un asciugamano. Impegnate in un sublime sessantanove. Gertrude era sotto con la testa rivolta al mare e Maristella, sopra di lei, con la testa ficcata tra le cosce della cugina, mentre lei teneva le sue aperte sopra la faccia di Getrude.
Era uno spettacolo straordinario, due adolescenti, bellissime, che si stavano dando piacere a vicenda. Il culo, rotondo e bianco di Maristella si muoveva borioso di fronte agli occhi sbalorditi di Mario e Giuliana.

“Porca Miseria aaaaa! Ma guarda ste due!

Mario si girò a guardare Giuliana. Si accorse che gli occhi di sua figlia

erano lucidi. Fissavano intensamente le evoluzioni perverse di quei due diavoli.
Non ci voleva la scienza di Salomone  per intuire che Giuliana si era lasciata trascinare da quella scena, facendosi coinvolgere emotivamente.

Per Mario, già tentato dalle forme conturbanti di Giuliana, quella scena rappresentò il colpo di grazia.
Scrutava con cupidigia le evoluzioni sensuali delle ninfette nude, desiderando di essere in mezzo a quelle due erinni.
Il suo cazzo, fedele esecutore degli ordini della sua mente perversa, senza alcun ritegno per i legami di sangue, spingeva nel costume, voglioso di quelle tenerezze, soffrendo nell’angusto spazio, perché pretendeva giustamente di partecipare a quella ammucchiata.

Intanto Giuliana, nascosta dietro la schiena del padre, si era appoggiata alla roccia, quasi a volersi sostenere dalle vertigini dei sensi che stava provando, ipnotizzata dalla scena di sesso tra la sorella e la cugina, era incapace di sottrarsi da quella situazione incandescente.
La visione di Maristella e Gertrude impegnata a torturarsi la figa le aveva sconvolto i sensi. Le venne una gran voglia di toccarsi la figa e stimolarla al ritmo forsennato di quel straordinario cunnilingus, desiderando anche di essere al posto loro.
La sua mente era talmente sconvolta che, inconsapevolmente, dimenticandosi di essere in presenza del padre, ubbidendo soltanto ai propri istinti animaleschi, era in preda ad un gran desiderio di sesso. Così, inconsapevolmente abbassò i freni inibitori ficcandosi una mano nel costume, poi iniziò a sollecitarsi le fenditure delle labbra della figa.
Si era completante isolata e godeva tenendo gli occhi chiusi e respirando con affanno. La scena di sesso incestuoso per lei era stato un vero uragano di sensazioni incontrollabili.

Mario, nel frangente, incurante di quanto stava succedendo alla sue spalle, eccitato come un cavallo da monta, continuava a farsi incantare dalle performance delle sue figlie, incapace di distogliere lo sguardo.
Intanto anche la sua mano si agitava sul costume cingendo attraverso la sottile stoffa lo spessore del cazzo, menandolo lentamente al ritmo forsennato di quel duetto da infarto.


Ad un tratto si rende conto che al suo fianco c’era sua figlia. Si girò imbarazzato e quando vide quello che stava combinando quella porcona di Giuliana per poco gli venne un colpo.

Giuliana era completamente partita in un’estasi sublime dei sensi. Con gli occhi chiusi era impegnata in una passione stravolgente. Aveva una mano tra le cosce e con l’altra si stava impastando una mammella.

Per Mario quella situazione nuova rappresentò una ghiotta occasione da cogliere al volo.

Senza esitare si lanciò su sua figlia. Le abbassò il reggiseno ed espose le sue meravigliose tette, poi, in piena frenesia, come un cane idrofobo, afferrò le bianche mammelle ed iniziò a leccare e succhiare i capezzoli turgidi.

Quel contatto improvviso non provocò alcune reazione di Giuliana. Anzi, continuava ad ansimare con gli occhi chiusi, lasciandosi accarezzare lascivamente le tette dal padre.

Man mano che la bocca di Mario incalzavano le tette di Giuliana, lui divenne più audace. La sua mano aveva già sostituito quella della figlia tra le sue cosce ed alcune dite stavano solcando le parti interne tra le grosse labbra.

Ad un tratto percepì la mano della figlia che si stringeva attorno alla grossezza del cazzo.
Giuliana, dopo alcuni movimenti spasmodici, estrasse il cazzo del padre ed iniziò a segarlo con forza.
La sua mano si serrata attorno alla pelle tesa del cazzo, si muoveva lungo l’asta facendola scivolare in un giro di giostra che mandava Mario in paradiso. Giuliana, con il suo giochetto manuale, dimostrò un accanimento straordinario, quindi una mente incline alla trasgressione. Tale padre, tale figlia.

Intanto Mario aveva infilato il dito medio nella vagina calda di Giuliana facendolo scorrere lentamente dentro e fuori.
Nonostante tutto, Giuliana rimaneva in silenzio, incollata con le spalle alla roccia, ed ansimando con suoni gutturali mostrava di apprezzare l’opera del padre.
Entrambi non avevano il coraggio di parlare. C’era il timore che il suono della loro voce familiare facesse rompere l’incantesimo di quegli attimi meravigliosi.

Così, in un silenzio innaturale, rotto solo dai singulti di piacere, continuarono a stimolarsi a vicenda, cimentandosi in effusioni straordinarie, le bocche, fameliche, si cercavano continuamente, con desiderio, trovandosi, ed i baci erano lunghi ed appassionati.

In quel groviglio di passioni, il cazzo di Mario si era già incuneato nello scoscio di Giuliana, e muovendosi trascinava con se, come un artiglio, la folte peluria e le grossa labbra, che venivano stimolate intensamente, in un gioco di piacere reciproco.

Ad un tratto Giuliana inarca il bacino, segnalando in quel modo il desiderio che il padre gli spegnesse con il cazzo le vampate che le stavano bruciando la figa. Mario intuisce le intenzioni di quel gesto.
Aderire a quella richiesta è come domare un fuoco con la benzina, quindi si abbassò quel tanto da permettere al grosso bulbo di infilarsi nella calda ed accogliente figa di sua figlia. Una volta dentro, cominciò a muoversi in lei in modo convulso, spinto dal cieco desiderio di placare il suo  ardore incestuoso..

Giuliana incassò con grande gusto l’assalto di Mario, rimase aderente con la schiena alla roccia e predisponendosi a godersi quella inattesa follia incestuosa.
Mario si era completamente addossato contro sua figlia, tenendole una gamba sospesa in aria, in modo tale da potersi muovere con frenesia dentro la sua calda fica e  chiavandola con un impeto impressionate.

Il Cazzo di Mario penetrava profondamente nella figa di Giuliana, lasciando fuori solo i coglioni. Il ritmo era violento, entrambi si concedevano l’uno all'altro con il solo scopo di soddisfare la bramosia che aveva infiammato la loro mente.

Mario baciava continuamente la bocca di Giuliana. Gustandosi le sue labbra carnose e rosse come le ciliegie. Le sue tette morbide impattavano contro il suo petto villoso.

Dopo alcuni minuti Mario mette la figlia a pecorina. Finalmente anche lui, poté ammirare quel panorama strabiliante che in quel periodo estivo aveva fatto impazzire tanti ragazzini del posto.

Le ginocchia di Giuliana, sotto le possenti spinte di Mario, affondarono

nella calda sabbia, così il padre, saldamente assestato, da dietro prese a penetrarla profondamente con maggiore orza fino a sollecitargli la bocca dell’utero.
Giuliana, dal movimento impetuoso del cazzo paterno dentro di se, percepì la brama che in quel momento stava attanagliando il senno di Mario. A sua volta, si muoveva verso il suo infernale amante, cercando di collimare l’urto della sua figa agli affondi del cazzo, in una perfetta  alchimia d’immenso piacere.

In quei momenti, Mario si teneva saldamente dai fianchi della figlia mentre i suoi occhi scrutavano con libidine il fondo schiena di Giuliana, che molti uomini avevano desiderato come lui, così la sua mente, aggredita da quell'immagine sublime, trasferiva la propaggine di quella bramosia al cazzo duro come l’acciaio, che si perdeva tra quei candidi glutei ad un velocità pari alla sua eccitazione ed inimmaginabile per un mente normale.

Mario voleva ancora provare più ebbrezza da quella situazione incandescente, per cui in preda a quella frenetica giostra dei sensi, estrasse il cazzo dalla figa e puntò la grossa cappella contro il buco del culo. La via era già stata spianata abbondantemente da altri, per cui il cazzo, vinta l’iniziale resistenza dell’orifizio anale, sprofondò facilmente nella profondità delle viscera. Giuliana, percependo il grosso bastone nel culo, andò incontro al padre, coordinando con lui i suoi movimenti.

Finalmente la sua lussuria veniva soddisfatta completamente in una stupenda cornice di piacere.
Mario aveva raggiunto l’apice di quel delirio di sensi; dopo aver assestato alcuni colpi fendenti con una potenza impressionante, incuneò il cazzo in profondità lasciandosi andare ad abbondanti fiotti di sborra che in pochi secondi riempirono il buco del culo di Giuliana, straripando dai lati in una schiuma biancastra e limacciosa, che iniziò a colare sui coglioni.

Il momento catartico fu esaltato dall'orgasmo di Giuliana, che Mario percepì chiaramente dai movimenti spasmodici delle pareti vaginali attigui a quelle del culo, e dai singulti che uscivano dalla gola di sua figlia strozzati con il costume stretto tra i denti

Alla fine, di quella stravolgente galoppata di sesso,  Mario e Giuliana restarono ancora attaccati, e rimasero lì, inerti, in silenzio, fino a quando il cazzo non si afflosciò completamente.

Sempre, in un silenzio imbarazzante, Giuliana si liberò dalla presa di Mario ed afferrando i due pezzi del costume scappò via, senza neanche guardare il padre.

Mario la vide correre nuda sulla spiaggia, come una ninfa selvaggia, soffermandosi ad ammirare quelle linee stupefacenti, si rese conto di essersi scopato un figa da sballo.  Sorrise perché sapeva che quello era stato soltanto l’inizio.

Una volta che Giuliana scomparve dalla vista, Mario si compose e ritornò a guardare la scena che aveva sconvolto la sua mente e quella di Giuliana, grazie alla quale aveva permesso di soddisfare un desiderio carnale che lo stava tormentando da parecchi giorni.

QUINTO EPISODIO: DUE GEMME AL PREZZO DI UNA.


Maristella e Gertrude erano ancora lì, impegnate con accanimento a darsi reciproco piacere..

Gertrude aveva allargato i glutei del meraviglioso culo di Maristella, e tenendo le labbra della figa separata vi ficcava dentro la lingua, poi spariva con tutta la faccia in mezzo allo scoscio.

Maristella era completamente distesa sopra la cugina, la sua testa era scomparsa tra le cosce spalancata di Gertrude.

Mario, nonostante fosse reduce da una stravolgente scopata con Giuliana, un po’ alla volta iniziò nuovamente a sentirsi il cazzo tirare.
Cominciò a guardare quella scena con un pizzico di libidine.
Alla fine si ritrovo nuovamente una spaventosa erezione e la mente agitata dall'eccitazione  Quelle due diavole le avevano destato i sensi.
Solo che ora non sapeva cosa fare per appagare quella nuova vampata di lussuria.

I suoi occhi, lucidi, riflesso fedele della sua mente perversa, osservavano famelici i movimenti sinuosi di quelle due ninfette.
Il culo di Maristella era un vero e proprio capolavoro d’arte. La differenza cromatica tra la pelle abbronzata e le natiche bianche risaltava in modo divino.

La nicchia dello scoscio, divisa perfettamente dalla labbra delle figa era un vero e proprio richiamo agli istinti primordiali.

Mario si trovò infine a desiderare di essere lì ad abbuffarsi a quel banchetto di prelibatezze dolcissime.

Cominciò a riflettere su un particolare.
In fondo quelle due si stavano raspando la figa fino al delirio dei sensi. La lingua era un ottimo strumento di piacere ma non avrebbe mai potuto competere con il cazzo.
Il cazzo rimaneva comunque lo strumento principale per far godere una donna.
Quelle avevano già i sensi incendiati e fuori di giro, quindi il suo cazzo sarebbe stato l’epilogo naturale di quella convulsa ammucchiata.
Chissà quale sarebbe stata la loro reazione se si fosse materializzato nudo, con il cazzo duro e palpitante, voglioso di penetrare le loro fighe, già incendiate dalla loro forsennata bramosia?
Due donne in calore avrebbero mai respinto un maschio in tiro e pronto a soddisfare la loro perversa lussuria?

Accoppiandosi tra loro avevano inoltre dimostrato che l'incesto non era un ostacolo al conseguimento del piacere. Tutte e due erano inclini al sesso trasgressivo. Non c'era alcun dubbio. Se mi fossi materializzato le avrei colte in una situazione imbarazzante visto che erano cugine, quindi sarebbero stata condizionate e costrette senza possibilità di scelta a sottostare alla mia volontà perversa. 
L’unico modo per verificare la mia ipotesi era quello avvicinarmi.

Così, Mario, dopo quella lunga riflessione, in preda ad una bramosia incontrollabile, si tolse il costume, esibendo una imponente erezione che sporgeva dall'inguine in modo osceno.

Uscì dal nascondiglio e, con un passo impercettibile, si avvicinò alle spalle di sua figlia Maristella, mentre era inginocchiata, con le cosce spalancata.
Gertrude fu la prima a scorgerlo. I suoi occhi strabuzzarono appena videro suo Zio. Mario si accorse della reazione di sua nipote, si precipitò su di lei, mettendogli la mano sulla bocca  gli fece segno di stare zitta.

Maristella:

“MMM cristo! Perché ti sei fermata?

Prima che Maristella continuasse a lamentarsi, Mario, inginocchiato dietro alle sue natiche, gli allargo i teneri glutei ficcando la lingua nella carne viva.
Le narici furono immediatamente impregnate da una fragranza forte, dovuta agli abbondanti umori secreti sotto lo stimolo della lingua di Gertrude.

Gertrude non aveva ancora preso coscienza di quanto stava succedendo. Fissava incantata la lingua di suo Zio che si muoveva tra le fenditure della figa di Maristella e sentiva la cugina che in quel momento aveva interrotto la sua azione per godere a squarciagola.

“OOOOOOOOOO si iiiiiiiii così ììììììììììì mi piace eeeee ! cazzo se vai forte!

Mario era totalmente in preda all'eccitazione  Leccare la figa di Maristella aveva peggiorato la situazione. Lei ancora ignorava che cosa sesse succedendo alle sue spalle, ma cosa ancora, sconvolgete e che presto lo avrebbe scoperto a sue spese.

Mario, infatti, staccò la bocca dallo scoscio di sua figlia e si avvicinò con il bacino facendo collimare la cappella all'ingresso della figa. Prima di infilare il cazzo in quella vagina infiammata dal piacere, abbassò il cazzo ficcando la cappella nella bocca di Gertrude.

Gertrude non respinse l’offerta e, eccitata dalla nuova situazione, afferrò il cazzo dello zio e lo incalzò con la bocca, leccandolo e succhiandolo avida.
Dopo alcuni colpi di lingua fu lei ad infilare il cazzo dello zio nella figa di sua cugina.

Gertrude impugnando l’asta palpitante di Mario, schiacciò la cappella contro le fenditure della figa di Maristella.
Maristella era talmente agitata che non si accorse della particolarità di quel contatto fugace.
Mario, non incontrò alcuna resistenza, quando con un solo colpo di reni, possente, vide il suo cazzo affondare completamente dentro la tenera vagina, scomparendo interamente in quei candidi glutei. Una cosa la constatò subito: Non era vergine.
Quell'invasione imprevista e selvaggia, colse Maristella impreparata, quindi nel momento in cui avvertì il cazzo di suo padre farsi strada dentro di lei, emise un urlo disumano.

“Odio ooooooooooo che cosa aaaaaaaaaaaaaaa eeeeeeeeeeeeee??????

Mario, senza darle la possibilità di rendersi conto di quanto stava

succedendo, l’afferrò dai fianchi ed iniziò scoparla con una brutalità incredibile.

Maristella completamente sconvolta, se ne stava ferma ad incassare quei terribili affondi del padre, ed incapace di sottrarsi a quella imprevista invasione, rimase ferma subirla. Poi,  prende coraggio si gira e:

“Mio dio ooooooooooooooo papà ààààààààààààààà??????????
“Si tesoro ooooooooooo mmm sono ooooooooo io ooo che ti sto chiavando ooooooooo ti piace eee?

Maristella, sbalordita da quella scoperta, era confusa e non rispose subito. Continua ad incassare quei fendenti tenendo la testa abbassata tra le cosce spalancate di sua cugina e stringendole forti cominciò ad ansimare al ritmo forsennato di quella scopata inaudita.

Ad un certo punto Mario si fermò, toglie il cazzo pregno di umori e lo ficcò nuovamente nella bocca aperta di Gertrude, che nel frattempo si era ripresa dalla sorpresa dimostrando maggiore disponibilità.

Maristella, vista la situazione accettò di buon grado la presenza del padre, per cui dopo alcuni affondi, stavolta incassati con il suo consenso, si era spostata di lato, lasciando che Mario si occupassi anche di Gertrude, distendendosi al fianco di sua cugina. Mario capì il gesto e ne approfittò subito per allungarsi sopra la nipote, ficcando la faccia in mezzo alle sue cosce.

Zio e nipote si stava cimentando in un sublime sessantanove, sotto gli occhi granati di Maristella che sentiva ancora l’emozione per via di quello che gli era successo poco prima, mentre avvertiva la sua figa ancora in subbuglio a causa dei colpi ricevuti dal cazzo paterno.

Successivamente Mario si stende sul dorso e Gertrude, con la figa che bruciava di passione, lo cavalca come un amazzone, lasciandosi impalare dal cazzone di suo zio.

Maristella, un po alla volta, osservando la scena di sesso che si sta dipanando sotto i suoi occhi, tra il padre e sua cugina, si lascia trasportare dalle emozioni, e comincia ad accarezzare il petto villoso di Mario ed il seno di Gertrude.
Mario, per incoraggiare l’intraprendenza di sua figlia, l’afferra da una spalla e se la tira verso di se, fino a far collimare le sua bocca alle sue labbra.
Il bacio scoccò con naturalezza e poi iniziarono reciprocamente a toccarsi con maggiore trascinamento dei sensi.
Maristella a un tratto, si pone con le cosce aperte sulla faccia di suo padre, supplicando di dargli piacere con la lingua.

Mentre Gertrude si muoveva sul cazzo di Mario, Maristella strofinava la figa sulla bocca del padre, ed insieme si baciavano con grande passione.

Il trio infernale andò avanti per alcuni minuti. Poi, Mario, si trovò disteso su un fianco, dietro le spalle di Maristella, mentre la stava chiavando da tergo, tenendole una gamba sospesa in aria.
In quel momento Gertrude stava con la bocca attaccata alla figa di Maristella, tergendo il cazzo dello zio dopo ogni serie di affondi penetranti e letali.

I ruoli si invertono, Gertrude, con le ginocchia sprofondate nella sabbia infuocata, offriva il fondo schiena allo zio, che in un cornice di incredibile lussuria, la scopava con veemenza alla pecorina. Nello stesso istante, la bocca di Gertrude raspava avida tra le cosce spalancate di Maristella.

Al culmine di quella incredibile maratona di sesso. Tra mille peripezie il gruppetto raggiunse l’apoteosi, ed in piena estasi, Mario, in piedi, menava il cazzo contro le bocche aperte delle figlie, che anelavano di bere il dolce nettare.
Fiotti di sperma eruttarono dal cazzo di Mario e si sparsero sugli occhi, sul

naso e sulla bocca di Maristella e Gertrude.

Mario si lasciò cadere tra loro, abbracciandole come se fossero della bambole, e baciandole con passione.

“Siete due diavoli!

Le ragazze risero in modo sciocco.

“Adesso sbrighiamoci altrimenti il pranzo si fredda! Ahahah

L’estate del 1974 fu l’inizio di una vita piena di piacere.


ULTIMO EPISODIO: La ciliegina sulla torta. La splendida nipotina.

Mario era giunto all'agognata pensione. Alle età di sessantasei anni era ancora un uomo forte e vigoroso. Nel tempo aveva perso i contatti con le nipoti della Germania e la figlia Maristella era andata a vivere a Roma. Però aveva continuato a tenere 

vivo il rapporto con la nuora e la figlia Giuliana che non si era mai sposata, di fatto aveva sostituito la madre nelle incombenze coniugali con il padre.

Caterina nell'estate del 1978 aveva concepito Rosa, l’unica incognita era che non sapeva di chi fosse la figlia, di suo marito o di suo suocero. La cosa non aveva nessuna importanza visto che il sangue era sempre lo stesso.

Gli anni sono volati ed arriviamo all’Estate del 1994, il mondiale di Calcio questa volta ci ha dato maggiori emozioni. L’Italia è riuscita ad arrivare alla finale, anche se poi è stata sconfitta ai rigori dal Brasile.

Quella estate il figlio Francesco non scese, ma i nipoti Carlo e Rosy seguirono i nonni e la Zia Giuliana.

Con i nipoti in mezzo alle scatole era difficile trovare un attimo di intimità tra Mario e la splendida quarantenne Giuliana.
Il tempo con lei non è stato tiranno ed aveva preservato la sua bellezza. Il fatto di non avere concepito figli ha giocato un ruolo fondamentale nella conservazione del fisico. Infatti era ancora tonico e longilineo.
Giuliana era diventata una donna matura ed affascinante. Tra lei e Mario si era creato una complicità straordinaria, fatti di incontri clandestini in Motel o rapporti sessuali consumati velocemente nel corso della notte, anche alla presenza della moglie Rosaria.
Quella estate gli incontri si erano drasticamente ridotti. Giuliana sembrava quasi che volesse evitare il padre. Mario aveva colto quel repentino cambiamento attribuendolo alla mancanza di spazio dovuto dalla presenza dei nipoti.
Così si prospettò un periodo di magra. Mario soffriva molto per quanto stava accadendo tra lui e sua figlia perché, nonostante l’età, era ancora un uomo vigoroso e soprattutto virile, aspetto molto apprezzato dalla figlia.
Suo malgrado dovette accettare l’atteggiamento distaccato di Giuliana sperando che fosse una crisi passeggera.

Ma il destino aveva ancora una volta voluto mischiare le carte, servendo al primo giro una strabiliante carico da novanta.

Mario e la sua famiglia, quasi ogni giorno, si recavano in spiaggia. La costa si era arricchita di bellissimi stabilimenti balneare che offrivano oltre alle sdraio anche le cabine private.
Mario cominciò a notare che la figlia Giuliana ad una certa ora spariva dalla circolazione. Gli venne in mente l’episodio accaduto venti anni prima, e anche in quella circostanza si allontanava e tornava molto tempo dopo, allegra e soddisfatta.
Mario un po’ alla volta si convinse che la figlia avesse trovato un amico che forse le dava più soddisfazioni, nel modo in cui piaceva a lei: nel culo.
Giuliana, infatti, col tempo ha rivelato un aspetto della sua personalità molto apprezzato da Mario. Le piaceva scopare, ma col buco del culo. Il cazzo di Mario era di notevoli dimensioni quindi, lo sconosciuto doveva essere dotato almeno come lui per attirare il suo interesse.
Mario soffriva, ma si sentiva anche impotente di fronte a quella situazione. Che diritto aveva lui di impedire a sua figlia di incontrare uno sconosciuto? Nessuno. Quindi si rassegnò sperando che quella infatuazione fosse temporanea, come un vecchio saggio, si armò di pazienza aspettando il proprio turno.

Una mattina però successe quello che il destino aveva ordito alle sue spalle.

“Nonno Nonno!

La voce di Rosy ruppe la tranquillità di Mario, che era intento ad arrovellarsi il cervello per trovare le parole giuste da incasellare in un difficile cruciverba. Destato da quelle urla:

“Rosy che c’è?
“Nonno è terribile! Quello che sta succedendo!

Respirava con affanno e le parole le uscivano sconvolte dalle forti emozioni che stava provando.
Il seno abbondante si muoveva in modo convulso.
Si inginocchiò di fronte a suo nonno, appoggiandosi con le grossa tette sulle sue ginocchia.
Mario, nonostante la tragicità del momento, non poté fare a meno di percepire una sensazione piacevole dovuta al contatto delle sue gambe contro le mammelle sode della nipote.
Quel contatto occasionale scatenò una sensazione di libidine inaudita, per la prima volta cominciò ad osservare la nipote con occhi diversi.
Rosy era una adolescente dolce e carina. Il suo corpo si era sviluppato abbondantemente ed anche se era ancora grezzo, lasciava trapelare una provocante bellezza.

“Adesso calmati! Dimmi che cosa è successo!
“La Zia e Carlo! Stanno…. Insomma sono lì!

Mario comprese che il nipote Carlo e Giuliana stavano facendo qualcosa che aveva sconvolto la mente di Rosy, e, conoscendo la figlia, non ci voleva l’indovina per capire di cosa si trattasse.
Quindi, gli venne la curiosità di verificare direttamente il presentimento che la nipote gli aveva messo in testa.

“Rosy! Adesso calmati! Vorrei vedere di persona che cosa stanno facendo?
“Nonno! Oddio no… non so! Forse è meglio di no! non so!

Mario si alzò dalla sedia sdraio, afferrò la nipote da un braccio ed adottando un tono di voce forte:

“Adesso mi porti laggiù! Andiamo!

Rosy appariva impaurita. L’atteggiamento di suo nonno, determinato, le aveva suscitato un po’ di timore reverenziale.

Subito dopo, Mario, guidato da Rosy, raggiunse la scogliera. Dopo essersi arrampicati per alcuni metri si fermarono sopra uno spuntone. Rosy si inginocchiò vicino alla punta estrema ed indicò in basso.
La posizione che aveva assunto Rosy suscitò una reazione in Mario. Il culo rotondo di sua nipote si mostrò sotto i suoi occhi allupati. Erano giorni che non faceva sesso ed il suo cazzo ne aveva risentito molto. Infatti, in quello istante, ubbidendo agli istinti perversi di Mario, si irrigidì e cominciò a spingere sotto il boxe.
Mario, per un momento ebbe un forte desiderio di afferrare quei teneri glutei ed impastarli selvaggiamente. Represse immediatamente quello istinto ed inginocchiandosi al fianco di sua nipote si sporse oltre per vedere cosa stava succedendo in basso.

Le sue ipotesi trovano subito conferma. La figlia Giuliana, completamente nuda, era felicemente piegata a pecorina ed il nipote Carlo, da tergo, le stava stantuffando il buco del culo. Mario rimase basito dalla scena e, si rese conto che il nipotino aveva un arnese degno delle circostanze. Giuliana non era una sprovveduta, per questo non aveva scelto a caso.

La scena, comunque, rappresentò per Mario una fonte di eccitazione

potente. I suoi pensieri, già turbati dalla candida nipotina, si infiammarono e divennero in pochi secondi un incendio.
Si volto verso Rosy e la sorprese con lo sguardo fissato su quei diabolici amanti. Gli occhi erano lucidi, segno evidente che la cara nipotina si era eccitata.
Mario conosceva quel momento di fragilità emotiva e sapeva cosa fare per approfittarne e trarne il massimo piacere.

“Cosa ne pensi?
“Co.. co.. sa hai detto?
“Si, cosa ne pensi di quello che sta succedendo sotto di noi?



La voce di Mario era diventata lenta e suadente. Intanto con una mano stava accarezzando la schiena della nipotina.
Era eccitato, avrebbe volentieri evitato i preliminari gettandosi tra le grazie della nipotina. Ma non era così semplice, doveva indurla al peccato senza forzare la sua mente, e questo richiedeva una strategia prudente.

“Dico che non è corretto!
“Perché?
“Perché lui è mio fratello e lei e la Zia Giuliana! È assurdo!
“Forse! Perché la vedi da un punto di vista sbagliato!
“Ma è sbagliato!
“Sbagliato? Una cosa che da piacere! È assurdo!

Mario si sedette a fianco della nipote. La prese dalle spalle e la tirò tra le sue braccia. Quando l’ebbe abbracciata percepì chiaramente il tremolio del suo corpo. Iniziò a lisciare la schiena ed i fianchi. Il suo cazzo era diventato grosso e duro e spingeva contro i lombi di sua nipote.
Rosy era eccitata e le carezze del nonno la stavano facendo aumentare le palpitazioni della figa, già abbondantemente bagnata. Capiva che quelle carezze lascive erano contrarie alla sua morale, ma le piacevano perché la facevano stare bene.

“Vedi! Tu in questo momento sei eccitata!
“Si!

Con la punta dell’indice premette sul reggiseno.

“In questo momento il tuo seno ha i capezzoli duri!
“Siiiiii mmm!

Rosy si era lasciata andare con un sospiro profondo che fece increspare la pelle di Mario. La mano di Mario si fece più audace, con delicatezza, s’infilò sotto il reggiseno chiudendosi a coppa attorno ad una mammella.

“Ti piace?
“Si.. mmmm!
“Conosco un altro punto dove potresti provare molto più piacere!
“dove?
“qui!

Così dicendo la mano di Mario si infila nel costume stabilendo il primo contatto con la figa tenera di Rosy. Le dita impattano contro le fenditure della vagina, già abbondantemente bagnata, suscitando un singulto profondo della gola.

“oooooooo mmmmmmmmm!
“Se muovo la mano così ti piace?
“Siiiiiii tantissimoooo!

Il reggiseno nel frattempo era stato slacciato e le tette di Rosy erano in bella vista. Mario, davanti a quello spettacolo non esitò un attimo e si buttò con la faccia dentro quella tenera morbidezza. La sua bocca si chiudeva attorno ai capezzoli turgidi suscitando mugugni di piacere della cara nipotina.

“mmmmmmmmmmmmm

Rosy ormai era completamente soggiogata dalle carezze di Mario.
Una mano si muoveva in mezzo alle sue cosce ed alcune dite si spostavano nella carne viva della figa.
Mario era un maestro, anni di esperienza gli aveva insegnato come far godere una donna. Rosy era già cotta e pronta al passo successivo.
Considerando che quello era la sua prima esperienza sessuale decise di arrivare alla penetrazione diretta senza tanti fronzoli, poi, con il tempo avrebbe insegnato alla cara nipotina a succhiare il cazzo ed altri giochetti piacevoli. Ora era necessario soddisfare una bramosia che stava sconvolgendo la mente di Mario.

Rosy era allungata sulla roccia, su un fianco. Mario dietro di lei, le aveva alzato una gamba appoggiandola sopra la sua. Intanto il suo cazzo era fuori dal slip e sporgeva tra le cosce di Rosy lambendo con la cappella le fenditure della figa.
Mario, in preda ai più bassi istinti, impugna il nerbo ed inizia a raspare con il glande tra le labbra della figa, appena percepisce un cedimento delle piccole labbra comincia a spingere.

Rosy era ancora vergine e la sua figa, nonostante fosse bagnata fradicia, offriva un margine di resistenza alla grossa cappella del cazzo.
Mario insistette a spingere e, lentamente, iniziò ad avvertire un allargamento delle pareti vaginali, infine, dopo una spinta possente, lo sente scivolare interamente dentro quella bollente figa fino ai coglioni. Nello stesso istante:

“ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhh mi fa male!
“mmmm va tutto bene tesor  ooooooo adesoooooo rilassati iiii mmmmm!

Appena il calore della vagina avvolse il cazzo di Mario,  iniziò a muoversi

dentro la nipote con spinte convulse e veloci, fino a quando non trovò un ritmo regolare.
Per Mario era una sensazione sconvolgente percepire quella figa stretta e calda.
Successivamente, man mano che Mario incalzava con il cazzo, la figa della nipotina cominciò ad adeguarsi alle dimensioni del nerbo, diventando una nicchia accogliente e fonte di godimento per entrambi.

“mmmm ti piace il cazzo del nonno ooooo eee?
“Si  iiiiiiiiiii mi piace eeeeeeeeeee è bellissimo oooooo
“Ti sembra sbagliato?
“No ooooooo è bellissimo oooooooo!

Rosy era rannicchiata tra le braccia del nonno, mentre veniva penetrata con veemenza da tergo. La figa subiva un vero e proprio assalto bestiale, essendo sconquassata dal piacere.
Mario si stava godendo con gusto quella perla rara.
Per lui era l’epilogo di una lunga catena di incesti iniziata quaranta anni prima. Mentre trombava la nipotina gli venne in mente che Maristella aveva una bellissima figlia adolescente.

Ora doveva concentrarsi su Rosy, ma conoscendolo bene, non c’era alcun dubbio che la prossima preda sarebbe stata anche l’altra nipotina. Del resto il destino giocava a suo favore,  ormai lo aveva capito, nulla più lo sorprendeva. Doveva aspettare che il fato gli mettesse su un piatto d’argento quel frutto prelibato.

Continua.....

Scritto da Guzzon59


( claudiogusson@ymail.com )

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